La Brexit blocca l’accordo Usa-Regno Unito per rimuovere i dazi su acciaio e alluminio

Il premier Uk Johnson [Pool/EPA/EFE]

Washington ha deciso di prendere tempo, perché teme che le minacce di Londra di attivare l’articolo 16 del Protocollo sull’Irlanda del Nord possano mettere a rischio la pace e stabilità della regione.

Brutte notizie da Washington per Londra: gli Usa ritarderanno il loro accordo con il Regno Unito per rimuovere le tariffe sull’acciaio e l’alluminio, si apprende dall’agenzia Reuters. Come riferito mercoledì dal Financial Times, la causa dello stop sarebbero le preoccupazioni statunitensi per la minaccia di Londra di cambiare le regole commerciali post-Brexit che riguardano l’Irlanda del Nord.

Ad ottobre l’Ue e gli Stati Uniti hanno concordato di sospendere i dazi imposti all’Unione europea nel 2018 dall’allora presidente americano Donald Trump, che fissò le tariffe al 25% e al 10%. Ma, a causa dell’uscita di Londra dall’Ue, rimangono in vigore per la Gran Bretagna.

Secondo un funzionario del Dipartimento del Commercio americano, citato dal Financial Times, i colloqui con il Regno Unito sulla sospensione delle tariffe sull’acciaio e l’alluminio potrebbero non andare avanti. La fonte ha spiegato che gli Stati Uniti, in particolare i rappresentanti del Congresso, sono preoccupati per le minacce britanniche di attivare la clausola di emergenza dell’articolo 16 del Protocollo dell’Irlanda del Nord.

L’articolo 16 è un freno di emergenza che consente al Regno Unito o all’Ue di sospendere unilateralmente alcune parti dell’accordo post Brexit sull’Irlanda del Nord. In particolare i controlli sulla circolazione delle merci che arrivano dalla Gran Bretagna, spostando di fatto il confine con il mercato unico europeo nel mare d’Irlanda.

Lo scorso 19 novembre, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič ha incontrato a Bruxelles il capo negoziatore britannico per la Brexit David Frost per discutere dell’attuazione del protocollo sull’Irlanda del Nord, riproponendo l’offerta Ue di ridurre l’80% dei controlli.

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Malgrado tra le due parti ci siano stati dei segnali di distensione, il governo di Boris Johnson ha detto che l’opzione dell’articolo 16 rimane sul tavolo, se non si troverà un accordo con Bruxelles per allentare quelle che, a suo dire, sono restrizioni impraticabili.

Secondo gli Stati Uniti, ipotizzando di attivare l’articolo 16, il Regno Unito ha minacciato di destabilizzare le relazioni commerciali e la pace raggiunta con l’Accordo del Venerdì Santo.

Contattato dal Financial Times, il dipartimento del Commercio del Regno Unito ha detto: “Non vediamo alcuna connessione tra questa particolare questione e il Protocollo sull’Irlanda del Nord. Questo non influenzerà in alcun modo l’approccio del Regno Unito perché, proprio per proteggere l’accordo di Belfast (Venerdì Santo) e il ruolo dell’Irlanda del Nord nel mercato interno del Regno Unito, è necessario cambiare il Protocollo”.

Un portavoce del governo britannico ha spiegato che il Regno Unito è in costante contatto con la rappresentante commerciale degli Stati Uniti Katherine Tai e la segretaria al Commercio Gina Raimondo sulla questione e che si sta cercando una soluzione per arrivare alla rimozione delle tariffe.

Gli Usa, che ebbero un ruolo decisivo con l’allora amministrazione Clinton nel tessere l’accordo del Venerdì Santo, temono che lo scontro tra Londra e Bruxelles possa minare il patto che pose fine ai Troubles, la guerra a bassa intensità che ha insanguinato l’Ulster per un trentennio.

A settembre 2021, la presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi aveva avvertito che non ci sarebbe stato alcun accordo commerciale post-Brexit con Washington se l’accordo di pace dell’Irlanda del Nord fosse stato distrutto.