Irlanda del Nord, gli unionisti pretendono di rivedere l’accordo sulla Brexit e minacciano ricorsi

ll primo ministro dell'Irlanda del Nord Arlene Foster. [Andy Rain/EPA/EFE]

Il Democratic Unionist Party (DUP) e l’Ulster Unionist Party (UUP) stanno lanciando un’azione legale che contesta il protocollo sull’Irlanda del Nord, che a loro dire allontana l’Irlanda del Nord dal Regno Unito.

Il protocollo, che è stato progettato per proteggere il mercato unico dell’Unione europea senza creare una frontiera terrestre sull’isola d’Irlanda, ha causato notevoli disagi al commercio da quando è entrato in vigore all’inizio dell’anno. Alcune aziende britanniche hanno interrotto le consegne in Irlanda del Nord e alcuni supermercati sono rimasti con gli scaffali vuoti.

Il Dup ha avviato una petizione online per chiedere un dibattito parlamentare sul protocollo, il tema verrà discusso oggi (lunedì 22 febbraio) alla Camera dei comuni. Una fonte del partito ha spiegato al Guardian che intendono presentare una serie di ricorsi per dimostrare l’illegittimità di alcuni punti del trattato. “Non si lascerà nulla di intentato nel perseguimento della giustizia per il popolo dell’unione”, ha aggiunto.

“Né l’Assemblea dell’Irlanda del Nord, né l’esecutivo dell’Irlanda del Nord, né il popolo dell’Irlanda del Nord hanno acconsentito che il protocollo fosse messo in atto o che il flusso di merci dalla Gran Bretagna a NI fosse ostacolato dai controlli”, ha dichiarato Arlene Foster, primo ministro dell’Irlanda del Nord e leader del Dup.

Gli unionisti sostengono che il protocollo mina l’Atto dell’Unione e il Northern Ireland Act, che dà effetto legislativo all’accordo del 1998 del Venerdì Santo/Belfast, che ha stabilito la condivisione devoluta dei poteri. L’Ulster Unionist Party, ha fatto sapere che “cercherà di esplorare ogni via politica e legale per ottenere l’annullamento del protocollo”.

Il protocollo è stato concordato dall’Ue e dal Regno Unito per evitare il ritorno della frontiera al confine tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord quella frontiera libera. Per far questo e garantire al contempo l’integrità del mercato unico europeo si è deciso di permettere all’Irlanda del Nord di rimanere all’interno del mercato unico, applicando le regole doganali dell’Ue nei suoi porti.

Questo di fatto ha spostato il confine normativo e doganale nel Mare d’Irlanda. Con l’uscita del Regno Unito dall’Ue, d’altronde, non c’erano alternative. Il paradosso è che quelle forze unioniste che hanno sostenuto con forza la Brexit adesso criticano le sue inevitabili conseguenze e pretendono di rivedere gli accordi raggiunti.