Gran Bretagna, dal 2021 tasse universitarie più alte per gli studenti europei

una panoramica generale del Quad della Bodleian Library dell'Università di Oxford il 20 giugno 2012. [EPA/ANDY RAIN]

Gli studenti dell’Unione Europea che il prossimo anno inizieranno l’università in Inghilterra dovranno pagare tasse più alte in previsione della Brexit. È quanto detto ufficialmente dal governo martedì (23 giugno).

“A seguito della nostra decisione di lasciare l’UE, i Paesi UE, gli altri paesi del SEE (Spazio economico europeo) e i cittadini svizzeri non potranno più beneficiare della riduzione delle tasse d’iscrizione per i corsi che iniziano nell’anno accademico 2021/22”, ha detto il ministro delle Università Michelle Donelan.

Finora, i cittadini dell’UE hanno beneficiato dello stesso status degli studenti britannici (il cosiddetto home fee status), potendo anche chiedere dei prestiti al governo per coprire le tasse fino a 9.250 sterline (10.220 euro) all’anno per un corso di laurea a tempo pieno.

Gli studenti stranieri non hanno diritto al prestito e le loro tasse sono spesso molto più alte rispetto a quelle degli studenti britannici; si arriva a £36.065 per il corso più costoso dell’Università di Oxford.

Il cambiamento non riguarderà però i cittadini dell’UE, dello Spazio Economico Europeo e i cittadini svizzeri già stabilitisi in Gran Bretagna, i cui diritti sono tutelati in un accordo di divorzio concluso tra Londra e Bruxelles prima della Brexit il 31 gennaio.

Né riguarderà gli studenti che iniziano i corsi nell’anno accademico 2020-2021, grazie al periodo di transizione post-Brexit che dura fino a dicembre, ha detto Donelan in una dichiarazione scritta al Parlamento.

Gli studenti irlandesi saranno inoltre esentati dalla misura in virtù dello speciale status di immigrazione che riguarda tutti i cittadini irlandesi in Gran Bretagna.

Molti studenti dell’UE studiano in Gran Bretagna, e viceversa, anche grazie al programma Erasmus dell’UE.

Londra dice di voler continuare a parteciparvi, ma i dettagli sono ancora in fase di elaborazione e di negoziazione con Bruxelles, in parallelo rispetto ai negoziati sulle relazioni future al termine del periodo di transizione.