Brexit, un nuovo organo di controllo per tutelare gli europei nel Regno Unito

brexit-800x450-1 [EPA-EFE/NEIL HALL]

L’organo di controllo dei diritti dei cittadini istituito per proteggere i diritti dei cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito sta conducendo il suo primo sondaggio per capire il livello di preoccupazione della popolazione riguardo alla vita in Gran Bretagna dopo la Brexit.

Kathryn Chamberlain, amministratore delegato dell’Autorità di controllo indipendente per gli accordi sui diritti dei cittadini (IMA), ha detto ieri (lunedì 1 febbraio) che il sondaggio dell’IMA fa parte di “una serie di esercizi di raccolta di informazioni che stiamo svolgendo per proteggere i diritti dei cittadini”.

“Voglio ascoltare quante più persone possibile. Le loro risposte, insieme ai reclami che riceviamo, ci aiutano a costruire un quadro più ampio dei problemi che affrontano i cittadini europei”, ha aggiunto Chamberlain.

L’IMA è stato istituito a gennaio secondo i termini dell’accordo di recesso del Regno Unito con l’UE alla fine del periodo di transizione post-Brexit. Il suo presidente è Ashley Fox, un ex deputato conservatore.

L’organo di controllo ha il compito di affrontare i reclami dei cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito e che ritengono che i loro diritti non siano rispettati.

Circa 5 milioni di cittadini europei hanno chiesto di risiedere nel Regno Unito con il nuovo sistema di registrazione dei cittadini europei (EU Settlement Scheme). Di questi, al 97% è stato offerto lo status di “settled”, che garantisce il diritto di rimanere nel Regno Unito a tempo indeterminato, o lo status di “pre-settled”, che offre un soggiorno di cinque anni, con la possibilità di richiedere lo status di residente alla fine di tale periodo.

Il governo britannico afferma che il Settlement Scheme è più generoso di quello offerto ai britannici da molti stati membri dell’Ue, ma una ricerca condotta da una serie di organizzazioni attive sul tema ha suggerito che migliaia di cittadini europei non sono a conoscenza del Settled Scheme o non sanno come accedervi.

Da parte sua, il Ministero dell’interno del Regno Unito sostiene di avere un team dedicato di più di 1500 persone che lavorano sul Settlement Scheme.

Tuttavia, il sistema ha avuto molti problemi iniziali. Il Ministero dell’interno non ha dati chiari sul numero preciso di cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito. C’è stata anche confusione sul fatto che i cittadini con lo status di pre-settled godano degli stessi diritti ai servizi di assistenza sociale, come il credito universale e il sussidio per l’alloggio, di quelli con lo status di settled.

Una sentenza della Corte d’appello britannica di dicembre ha confermato che chiunque possieda lo status di pre-settled deve essere trattato allo stesso modo degli altri richiedenti.

“Stiamo ricevendo sempre più segnalazioni di cittadini dell’UE con le loro famiglie che hanno difficoltà ad acquisire e beneficiare dei diritti che spettano loro”, ha dichiarato Maike Bohn, co-fondatrice di the3million, un’organizzazione che cerca di salvaguardare i diritti dei cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito.