Brexit, Sefcovic: “Il protocollo sull’Irlanda del Nord non è in discussione”

Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea responsabile delle relazioni interistituzionali. [EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL]

Mercoledì 9 giugno il vicepresidente della Commissione Maroš Šefčovič ha incontrato il ministro britannico David Frost per parlare di Brexit, protocollo dell’Irlanda del Nord e accordo di recesso.

Dall’incontro sono emerse posizioni ben delineate, ha confermato Šefčovič in conferenza stampa, sottolineando che l’Europa non ammorbidirà le sue richieste e ritiene tuttora che il protocollo nordirlandese sia l’unica soluzione per mantenere valido l’accordo del Venerdì Santo, che resta una priorità assoluta.

“Negli ultimi quattro anni l’Ue ha lavorato in maniera instancabile per trovare una soluzione che garantisse stabilità e sicurezza per le imprese e le persone in Irlanda del Nord, minimizzare l’impatto della Brexit e soprattutto proteggere il posto dell’Irlanda nel mercato interno europeo”, ha specificato il vicepresidente della Commissione.

“Lo scorso dicembre abbiamo concordato una serie di soluzioni per aiutare il Regno Unito, tra cui un periodo di ‘grazia’ dai controlli per certi prodotti e la flessibilità sulla documentazione, perché non erano tecnicamente pronti a implementare il protocollo immediatamente”, ha proseguito.

L’Ue si è dichiarato pronta a trovare soluzioni permanenti per agevolare i controlli: l’apporto di medicinali in Irlanda del Nord  è un punto importante che sarà sempre garantito, ha detto Šefčovič. Una certa flessibilità su temi come i cani guida, l’Iva sulle auto di seconda mano e lo spostamento di bestiame è stata presa in considerazione.

“Non possiamo però distruggere la base del protocollo”, ha detto il vicepresidente. “I controlli sanitari e fitosanitari dovranno essere eseguiti al confine tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, per assicurare che non ci sia una frontiera netta con l’Irlanda”, ha proseguito, aggiungendo che il Regno Unito ne è sempre stato consapevole.

Nell’incontro si è discusso anche dei diritti dei cittadini europei nel Regno Unito. La scadenza del 30 giugno per presentare la richiesta di residenza si avvicina e l’Ue chiede che sia garantita la piena tutela dei diritti. Le due parti lavoreranno insieme per garantire che siano coperti dall’accordo di recesso.

Šefčovič ha parlato anche di possibili sanzioni, se il Regno Unito dovesse continuare a non rispettare i termini dell’accordo di recesso, senza scendere nello specifico ma menzionando la sospensione della cooperazione in certi settori oppure l’introduzione di nuovi dazi.

Infine, il vicepresidente della Commissione ha citato i recenti problemi avvenuti al largo dell’isola di Jersey riguardo la pesca, con le barricate minacciate dai pescatori francesi, sottolineando che la speranza è di non vedere di nuovo scene simili.

Brexit, continuano le polemiche tra Frost e l’Ue sul protocollo per l’Irlanda del Nord

Il ministro per la Brexit britannico David Frost ha scritto un’opinione al Financial Times dove chiede all’Ue di rivedere il protocollo sull’Irlanda del Nord, magari già nell’incontro previsto mercoledì 9 giugno con il commissario Maroš Šefčovič.

Nella sua opinione, David …

5 miliardi contro le conseguenze negative della Brexit

Mercoledì 9 giugno il Parlamento europeo ha anche espresso la sua volontà di negoziare rapidamente con il Consiglio il fondo da 5 miliardi di euro per aiutare i Paesi europei ad affrontare le conseguenze economiche negative della Brexit.

L’obiettivo è raggiungere un accordo politico entro il 17 giugno. L’obiettivo è avere una prima tranche da 4 miliardi da erogare nel 2021 e 2022, con il restante miliardo nel 2025. I principali beneficiari del fondo saranno le piccole e medie imprese, i lavoratori autonomi, ma anche le comunità di pescatori.