Brexit, raddoppiato il traffico nei porti tra Ue e Irlanda a gennaio

Un traghetto merci al porto di Dublino. [EPA-EFE/AIDAN CRAWLEY]

Il volume di traffico merci tra i porti di Irlanda e Unione europea è raddoppiato nel mese di gennaio, rispetto a un anno fa, in seguito alla Brexit. Lo ha confermato il governo di Dublino luned 1 febbraio, con molti trasportatori che hanno scelto di abbandonare la rotta britannica, più breve, per timore di ritardi e difficoltà alle frontiere.

Per decenni, il cosiddetto ‘ponte di terra’ inglese è stato utilizzato dagli autotrasportatori come via più breve di collegamento tra Irlanda e Ue. La Brexit ha però cambiato la situazione, generando un notevole aumento di rotte dirette, in particolare dirette in Francia.

Il volume di traffico tra Irlanda e Regno Unito è sceso del 50% nell’ultimo mese, secondo quanto riferito dal governo di Dublino, incluso il commercio diretto tra i due Paesi. Il grande calo è dovuto a una serie di fattori, tra cui l’accumulo di merci pre-Brexit, le restrizioni anti-Covid e i controlli necessari dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Il governo irlandese ha però confermato che il traffico stava nuovamente crescendo di settimana in settimana, registrando un +11% negli ultimi sette giorni di gennaio.

“Mentre in tanti stanno riuscendo ancora a commerciare senza problemi con il Regno Unito, alcune imprese, grandi e piccole, hanno avuto difficoltà, talvolta molto serie, ad adattarsi al nuovo sistema di controlli”, ha riferito il governo irlandese.

La maggior parte delle nuove rotte lanciate parte e arriva al porto meridionale di Rosslare, il cui traffico da e per l’Europa è aumentato del 446% rispetto a gennaio 2020, mentre quello da e per il Regno Unito è calato del 49%.

Brexit, l’Irlanda potenzia i collegamenti navali con l’Europa per aggirare il Regno Unito

L’Irlanda ha potenziato i suoi collegamenti navali con il continente europeo dopo la fine del periodo di transizione per la Brexit, cercando nuovi passaggi per raggiungere l’Ue evitando gli ingorghi doganali temuti ai confini del Regno Unito.

Tutti gli anni 150.000 …

Il declino della rotta britannica

Nel mese di gennaio, solo 17.500 camion hanno attraversato il Mare d’Irlanda provenienti dal Regno Unito, una media di appena 45 per nave. Si tratta della metà di quelli giunti nel gennaio 2020 e la media è meno di un quarto di quelli che un singolo traghetto potrebbe portare, che sono circa 200.

Nonostante l’arrivo così basso di merci dal Regno Unito, questi trasportatori hanno comunque dovuto esibire 760.000 dichiarazioni doganali di vario genere, più di 43 documenti per ogni camion. Circa uno su cinque autotrasportatori che arrivano in Irlanda dal Regno Unito non ha i documenti per la merce in ordine, richiedendo così ritardi di diverse ore per sistemarli.

Anche nel senso opposto i ritardi si fanno sentire, tanto che i camionisti irlandesi hanno organizzato una protesta la scorsa settimana al porto di Dublino e hanno mandato una lettera alla Commissione europea chiedendo di trovare una soluzione.

Le autorità irlandesi temono che la situazione possa solo peggiorare, dato che molti controlli previsti non sono ancora entrati in funzione e lo faranno entro aprile, luglio oppure direttamente nel 2022. L’ufficio del primo ministro irlandese ha fatto sapere che si augura che tutti, nella catena di approvvigionamento e trasporto, sappiano il ruolo che devono svolgere e le proprie responsabilità.

Alle aziende che trasportano beni tra l’Irlanda e il continente è stato consigliato di abbandonare la rotta britannica e aggirare il Regno Unito con i collegamenti diretti via mare, sebben più lungo, ovunque possibile.

Il numero di traghetti che effettuano servizio diretto su queste rotte è più che raddoppiato, con più di 60 a settimana, di cui 36 verso la Francia. Queste rotte permettono di trasportare i camion, ma anche di scaricare semplicemente i rimorchi, un’opzione che sta prendendo sempre più piede perché consente ai trasportatori di evitare quarantene, test antigenici e restrizioni di viaggio.