Brexit: più di 200 mila europei hanno lasciato il Regno Unito

brexit [EPA-EFE/ROBIN UTRECHT]

Circa 200.000 cittadini dell’Ue hanno lasciato il Regno Unito a causa della Brexit, secondo i dati pubblicati venerdì 17 settembre dall’Ufficio di statistica nazionale del Regno Unito (Ons). I dati dell’indagine annuale Ons sulla popolazione per il 2020 mostrano che i cittadini Ue nel Regno Unito sono passati da 3,7 milioni a 3,5 milioni su una popolazione totale di 67 milioni.

Tuttavia, le cifre hanno suscitato un po’ di confusione perché il dato sui 3,5 milioni di europei presenti nel territorio britannico secondo l’Ons non coincide con il numero di domande presentate per ottenere la residenza britannica, secondo i dati dell’Home Office. Domande che avrebbero superato i  6 milioni secondo quanto riferisce il ministero dell’Interno britannico.

Il ministero dell’Interno ha spiegato che al 97% di coloro che hanno fatto domanda per l’Eu Settlement Scheme è stata riconosciuta la residenza permanente o provvisoria. Tuttavia, malgrado il governo britannico continui a sostenere che questo sistema garantisce agli europei gli stessi diritti dei cittadini britannici, i dati dell’Ons ci dicono che l’uscita del Regno Unito dall’Ue e la pandemia hanno spinto molte persone a lasciare la Gran Bretagna.  “È troppo presto per dire se queste sono partenze temporanee dovute alla pandemia e alla Brexit o la continuazione di una tendenza che sarebbe emersa comunque”, sottolinea l’Ons in una dichiarazione. “Man mano che raccoglieremo più dati, il quadro diventerà molto più chiaro”.

Mancano lavoratori

L’esodo degli europei ha pesanti ripercussioni sul mercato del lavoro britannico, in particolare su alcuni settori come quello della ristorazione e dell’ospitalità in genere e quello della logistica. Sempre secondo i dati dell’Ufficio di statistica britannico il 23 agosto e il 5 settembre 2021, il 30% delle attività ricettive ha dichiarato che i posti vacanti erano più difficili da coprire del normale. Di tutte le imprese che hanno riscontrato problemi di assunzione, una su quattro (25%) ha affermato che il numero ridotto di candidati europei è un fattore importante. Questo dato sale a quasi uno su due (46%) tra le imprese di trasporto e logistica. Complessivamente il numero di cittadini dell’Ue che lavorano nel Regno Unito è diminuito dell’8,7% tra gennaio e marzo 2020 e tra aprile e giugno 2021.

Dal 1° ottobre serve il visto

Dal 1° ottobre hi ha intenzione di trasferirsi nel Regno Unito per studiare o lavorare deve ottenere il visto. Per ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro è necessario avere almeno 70 punti, secondo le nuove regole sull’immigrazione introdotte dal governo. Per ottenerli ci sono tre requisiti obbligatori: avere un’offerta di lavoro da uno sponsor riconosciuto dall’Home Office, essere in grado di parlare l’inglese al livello intermedio B1 e avere un salario annuo non inferiore alle 25.600 sterline. Sono previste corsie preferenziali per i lavoratori altamente qualificati e per il personale sanitario.