Brexit, nuove tensioni tra Londra e Bruxelles per Gibilterra e protocollo sull’Irlanda del Nord

Il governo britannico si sta preparando ad annunciare un’importante modifica al protocollo sull’Irlanda del Nord, che potrebbe innescare nuove tensioni con Bruxelles. Intanto la Commissione europea ha pubblicato la sua bozza di mandato per i negoziati su Gibilterra. Secondo Londra però la proposta dell’Ue “cerca di minare la sovranità del Regno Unito”.

Ma andiamo con ordine. Secondo le indiscrezioni di alcuni media, tra cui il Financial Times e l’agenzia Reuters, questa settimana Londra minaccerà di discostarsi dall’accordo  sulla Brexit a meno che l’Unione europea non mostri maggiore flessibilità rispetto all’applicazione del Protocollo sull’Irlanda del Nord.

Secondo il Financial Times David Frost, il ministro britannico che guida i negoziati per la Brexit, delineerà una strategia che punta a eliminare la maggior parte dei controlli al confine con l’Irlanda del Nord. Boris Johnson martedì ne ha discusso con Micheál Martin, la sua controparte irlandese.

Le richieste del Regno Unito

Ci si aspetta che Londra proponga l’esenzione dai controlli per le aziende che hanno dichiarato che le loro merci sono destinate solo alla vendita e al consumo in Irlanda del Nord. La Gran Bretagna vorrebbe anche che Bruxelles accettasse un regime a doppio standard che permetterebbe alle merci conformi alle norme britanniche di circolare liberamente in Irlanda del Nord insieme ai prodotti conformi alle regole Ue, a patto che siano etichettati come destinati esclusivamente all’uso nella regione.

La nuova inversione di marcia di Londra probabilmente farà infuriare Bruxelles. Secondo i termini del protocollo dell’Irlanda del Nord, infatti, per evitare il ritorno di un confine rigido sull’isola d’Irlanda, tutte le merci spedite dalla Gran Bretagna nella regione devono sottostare alle regole dell’Ue per i prodotti doganali e agroalimentari.

Lo spostamento del confine doganale tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda al largo del canale di San Giorgio ha scatenato le proteste degli unionisti dell’Irlanda del Nord, che lo hanno descritto come un affronto alla sovranità del Regno Unito perché lascia la regione nell’orbita normativa di una potenza straniera. I malumori hanno dato vita a una serie di scontri tra lealisti e indipendentisti. Per Londra sta diventando sempre più difficile gestire la situazione e proprio per questo preme per rivedere l’accordo.

Gibilterra

Un altro fronte caldo è quello di Gibilterra. ll governo britannico martedì 20 luglio ha accusato l’Unione europea di “cercare di minare la sovranità del Regno Unito su Gibilterra”. I commenti sono arrivati il giorno in cui l’esecutivo dell’Ue ha pubblicato il suo mandato negoziale, che richiede il via libera dei 27 stati membri del blocco prima che i colloqui con il Regno Unito possano iniziare.

Secondo l’accordo raggiunto tra Londra e Madrid lo scorso dicembre, Gibilterra è diventata parte della zona Schengen per garantire la fluidità del suo confine con la Spagna. Il principale punto di disaccordo tra Ue e Regno Unito è sul ruolo dei funzionari di frontiera spagnoli. L’accordo Regno Unito-Spagna, infatti, prevedeva che il confine fosse gestito da Frontex.

“Il mandato proposto dalla Commissione è direttamente in conflitto con quel quadro. Cerca di minare la sovranità del Regno Unito su Gibilterra e non può costituire una base per i negoziati”, ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab. “Abbiamo costantemente mostrato pragmatismo e flessibilità nella ricerca di accordi che funzionino per tutte le parti, e siamo delusi che questo non sia stato ricambiato. Esortiamo l’UE a ripensarci”, ha raggiunto.

Il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic, ha spiegato che le proposte di Bruxelles sono conformi “all’impegno politico che abbiamo preso con la Spagna per avviare i negoziati di un accordo separato tra l’Ue e il Regno Unito su Gibilterra.”

“Si tratta di un mandato dettagliato, che mira ad avere un impatto positivo per coloro che vivono e lavorano su entrambi i lati del confine, pur proteggendo l’integrità dell’area Schengen e del mercato unico”, ha aggiunto Sefcovic.