Brexit, nuova escalation nello scontro sulla pesca: Parigi ferma due pescherecci britannici

La Francia bandirà i pescherecci britannici dai suoi porti dalla prossima settimana [EPA-EFE/CHRISTOPHE PETIT TESSON]

La Francia bandirà i pescherecci britannici dai suoi porti dalla prossima settimana. Dal 2 novembre applicherà una serie di misure contro il Regno Unito perché il governo britannico non ha concesso tutte le licenze di pesca che Parigi aveva chiesto.

Lo scontro tra Parigi e Londra ha avuto un’ulteriore escalation la sera di mercoledì 27 ottobre, quando due navi da pesca britanniche sono state fermate dalla gendarmeria marittima francese per dei controlli nella baia della Senna, sulla Manica, e uno dei due pescherecci è stato dirottato sul porto di Le Havre, scortato una pattuglia della gendarmeria.

La prima imbarcazione è stata multata per “intralcio ai controlli”, mentre la seconda rischia sanzioni penali, il sequestro del natante e la confisca del prodotto della pesca perché non sarebbe in possesso di una licenza valida. Questa operazione rientra nell’inasprimento dei controlli sulla Manica annunciato dal governo francese come controffensiva nei confronti di Londra, che non sta rispettando gli accordi sulla pesca.

Le contromisure, annunciate nelle scorse ore dal ministro per gli Affari europei Clément Beaune e dalla ministra per le Attività marittime Annick Girardin, vanno dal divieto di sbarco delle imbarcazioni di pesca britanniche nei proti designati al rafforzamento dei controlli sanitari e doganali e ancora controlli di sicurezza sulle navi britanniche e sui camion che viaggiano da e per il Regno Unito.

Il governo francese negli scorsi mesi aveva accusato più volte Londra di non rispettare gli impegni sulla pesca stabiliti nell’accordo di commercio e cooperazione, entrato in vigore a gennaio di quest’anno. La Francia sostiene che i suoi pescatori hanno ricevuto meno della metà delle licenze necessarie per pescare nelle acque britanniche, e che le licenze rilasciate includevano condizioni che non erano state previste nell’accordo commerciale tra l’Ue e il Regno Unito.

“Il Regno Unito non ha finora risposto alle nostre richieste e ha persino introdotto nuove condizioni non previste dall’accordo commerciale e di cooperazione”, si legge nella dichiarazione del governo francese.

Il governo britannico restituisce le accuse al mittente. “Le minacce della Francia sono deludenti e sproporzionate – ha detto un portavoce di Downing Street – e non è ciò che ci aspetteremmo da uno stretto alleato e partner”. “Le misure minacciate non sembrano essere compatibili con l’accordo commerciale e di cooperazione e con il più ampio diritto internazionale”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che le misure “saranno accolte con una risposta appropriata e calibrata”.

L’accordo di commercio e cooperazione dà ai pescatori dell’Ue il diritto di continuare a pescare nelle acque del Regno Unito fino al 2026, ma le navi dell’Ue che cercano di pescare entro 12 miglia dalla costa britannica devono avere una licenza e dimostrare di aver sempre pescato in quelle acque.

Parigi ha anche chiesto alla Commissione europea di considerare tutte le misure possibili nell’ambito dell’accordo di commercio e cooperazione tra Ue e Regno Unito per costringere Londra a rispettare i patti.