Brexit, nel Regno Unito continua a mancare manodopera e i pub sono senza birra

[EPA-EFE/ANDY RAIN]

Per effetto della Brexit e del Covid continuano a non esserci autisti di camion, personale negli allevamenti e in altri settori in cui la maggioranza dei lavoratori è straniera. I ritardi nella logistica iniziano a mettere in crisi anche i pub, dove manca la birra.

Il settore alimentare britannico ha chiesto di rivedere le regole sul visto post Brexit per venire incontro alle aziende in crisi per la carenza di manodopera. La replica del governo è “assumete manodopera britannica”. Per superare lo stallo nella logistica si è pensato addirittura di fare ricorso all’esercito. Ma al momento nessuna delle soluzioni proposte è in grado di far uscire il Regno Unito dal caos in cui è precipitato per effetto del Covid e dell’uscita dall’Unione europea. E gli scaffali di supermercati, ristoranti e ora anche dei pub rischiano di rimanere vuoti a lungo.

Il 27 agosto le organizzazioni britanniche di tutto il settore alimentare e agricolo hanno inviato al governo un rapporto incentrato sull’impatto della pandemia e sulla politica di immigrazione post-Brexit.  Dal documento emerge che l’industria alimentare in questi mesi ha perso il 13% del personale e ci sono più di 500.000 posti vacanti in tutte le aziende di cibo e bevande.

Il rapporto sottolinea che questa carenza, unita ai ritardi nelle forniture, sta mettendo “un’enorme pressione sul settore” e che c’è una “reale possibilità che si possa raggiungere rapidamente il punto di rottura”.

Tra le proposte avanzate dal rapporto c’è l’introduzione di un visto di 12 mesi che permetterebbe a tutti coloro che sono coinvolti nella catena di approvvigionamento di reclutare autisti di mezzi pesanti o altre figure professionali, che al momento scarseggiano, per sopperire temporaneamente alla carenza di manodopera.

Guardando al futuro, il rapporto ha chiesto un impegno per mettere in atto uno schema permanente, rivisto e ampliato di lavoratori stagionali per l’orticoltura del Regno Unito, per garantire che sia flessibile e abbastanza grande da soddisfare le esigenze di forza lavoro del settore.

Alcuni giorni fa sulla stampa britannica è stato annunciato che 70mila maiali sono a rischio abbattimento perché non c’è nessuno che li macella. Secondo la British Meat Processors Association, l’industria della lavorazione della carne del Regno Unito è formata per due terzi da lavoratori non inglesi. E causa Brexit e delle restrizioni alla circolazione dovute alla pandemia manca il 15% della forza lavoro, pari a circa 14mila lavoratori.

I pub senza birre

La carenza di autisti e i ritardi nella logistica stanno mettendo in difficoltà anche i pub. La catena JD Wetherspoon ha segnalato problemi di fornitura di birra. “Stiamo vivendo alcuni problemi di approvvigionamento sia con Carling che con Coors, il che significa che in alcuni pub i prodotti non sono disponibili”, ha dichiarato un portavoce all’Afp.

A fine agosto per problemi analoghi la catena Nando’s, nota per il suo pollo alla griglia “peri peri” era stata costretta a chiudere temporaneamente 45 dei suoi ristoranti, mentre la catena KFC aveva comunicato ai clienti possibili cambiamenti nel menù.

Anche la catena di rifornimento del latte ha subito interruzioni per mancanza di autisti e personale della logistica. Al punto che McDonald’s che ha dovuto togliere frullati e frappé dai suoi menù per mancanza di latte. Il timore è che questa situazione si trascini a lungo, con il rischio che i supermercati britannici si ritrovino con scarse provviste a ridosso del Natale, rovinando pranzi e cenoni ai cittadini del Regno Unito.