Brexit: negoziati a oltranza ma l’accordo è ancora molto lontano

Il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET/ POOL]

Il Consiglio europeo ha deciso di portare avanti le trattative ma l’intesa dovrà essere equa e non “a tutti i costi”. Dal canto suo Londra si è detta delusa della decisione a cui sono arrivati i leader Ue.

Il Consiglio europeo ha dato mandato al capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier di continuare i negoziati con il Regno Unito e chiede al governo di Londra di fare “le mosse necessarie per rendere possibile un accordo”.

“Sulla Brexit siamo uniti e determinati ad arrivare a un accordo ma non ad ogni costo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, in conferenza stampa.

“Ci sono tre materie sulle quali le distanze son ancora grandi: la parità di condizioni, la governance e la pesca”, ha sottolineato Barnier, aggiungendo: “C’è molto lavoro da fare: lunedì prossimo saremo a Londra e la settimana successiva saremo a Bruxelles per negoziare in modo intensivo”.

L’Unione europea intende fare il possibile per arrivare a un accordo entro fine ottobre ma dovrà essere un accordo alla pari e non “ad ogni costo”.

Per questo nelle loro conclusioni i leader europei invitano tutti i portatori di interesse prepararsi per “tutti gli scenari, incluso il no deal” e chiedono alla Commissione di preparare misurare unilaterali e temporanee di emergenza “nell’interesse dell’Ue”, che dovrebbero riguardare soprattutto il settore dei trasporti.

‘Siamo tutti uniti. Siamo in una fase del negoziato in cui occorre stringere i tempi. Dobbiamo lavorare tutti affidandoci al capo negoziatore Barnier per trovare un accordo che sia equo ed equilibrato”, aveva dichiarato prima del vertice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Dev’essere un accordo equo, da cui entrambe le parti possono trarre beneficio”, ha ribadito la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Per quanto riguarda il disegno di legge sul mercato interno presentato dal governo Johnson, il Consiglio europeo ribadisce che l’accordo di recesso e i relativi protocolli devono essere attuati “pienamente e tempestivamente”.

Trovare un’intesa non sarà facile e l’atteggiamento di Londra non fa ben sperare. Il negoziatore britannico David Frost si è detto deluso dell’esito del Consiglio europeo e “sorpreso che l’Ue non sia impegnata a lavorare più intensamente”. “Sono sorpreso anche dall’idea che per ottenere un accordo tutte le mosse future devono provenire dal Regno Unito – ha continuato Frost – . È un approccio insolito per condurre una negoziazione”. Insomma, il pericolo del no deal non è affatto scampato.