Brexit, l’Ue respinge le richieste di Londra sull’Irlanda del Nord. Ripresi i controlli doganali nell’Ulster

L'esponente del governo Uk Michael Gove mentre si confronta con un attivista pro-UE. [EPA-EFE/ANDY RAIN]

In una lettera del vicepresidente Šefčovič a Gove, Bruxelles respinge la richiesta di prorogare il periodo di semplificazione sui controlli doganali sulle merci in transito.

L’Unione europea ha respinto molte delle richieste avanzate dal Regno Unito per riavvicinare l’Irlanda del Nord ai propri traffici commerciali. La regione gode di un regime autonomo rispetto alla Brexit, frutto degli accordi dello scorso Natale per il mantenimento di un confine ‘flessibile’ con la Repubblica d’Irlanda (Eire), che fa parte del mercato unico europeo.

Tuttavia, Bruxelles è stata più malleabile rispetto al commercio dell’acciaio, come si apprende dalla lettera del vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič di mercoledì 10 febbraio (testo integrale), indirizzata al ministro britannico Michael Gove, dove si afferma che l’esecutivo Ue sta “esaminando possibili emendamenti” così da permettere che le importazioni di acciaio dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord abbiano diverse quote tariffarie rispetto alle attuali Ue-Gb.

Netto rifiuto sulle richieste di avere più tempo (fino al 1° gennaio 2023), per adattarsi al nuovo regime doganale, rispetto alla grande distribuzione, che avrebbero permesso a supermercati britannici e fornitori di adattarsi al nuovo confine doganale sul Mare d’Irlanda.

“Per quanto riguarda le flessibilità aggiuntive – scrive Šefčovič –, relative all’applicazione del diritto dell’Unione applicabile in Irlanda del Nord, per i prodotti a base di carne, i certificati sanitari di esportazione e i servizi di pacchi ed espressi, vorrei ricordare che le deroghe generali”, rispetto all’accordo sull’Irlanda del Nord, “non possono essere concordate al di là di ciò che il protocollo prevede già”.

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Il vicepresidente Ue ha risposto anche alle richieste di Gove, del 3 febbraio scorso, per la rimozione delle barriere doganali sui viaggi di animali domestici tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord e per il commercio di patate da semina e altre piante e prodotti vegetali. “Qualsiasi flessibilità comporterebbe l’impegno del Regno Unito ad allinearsi alle regole dell’Ue”, ha detto Šefčovič, frase che sembra un ulteriore rifiuto da parte dell’Unione.

Nella giornata di oggi, giovedì 11 febbraio, le due controparti dovrebbero incontrarsi a Londra per ulteriori colloqui e affrontare le questioni in sospeso, anche se l’atteggiamento di Londra nelle ultime settimane non è dei migliori per affrontare le delicate tematiche sul tavolo.

Intanto ieri sono ripresi, dopo oltre una settimana, i controlli sulle merci nei porti nordirlandesi, che erano stati sospesi a causa di una serie di “comportamenti minacciosi” nei confronti dei lavoratori doganali.

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Dal ministero dell’Agricoltura britannico hanno confermato che nella giornata sarebbero ripresi i controlli fisici (quelli burocratici erano proseguiti) sui prodotti animali, dopo che la polizia ha svolto un’indagine e ha preso una serie di misure a protezione dello staff.

La temporanea sospensione delle procedure di controllo nei porti nordirlandesi di Belfast e Larne era stata decisa il 2 febbraio, dopo che le autorità locali avevano rilevato una serie di minacce, tra cui alcuni graffiti con messaggi ostili, rivolte nei confronti dei controllori doganali.

Nel mirino degli inquirenti ci sono i gruppi lealisti filo-britannici, che mal digeriscono il particolare regime commerciale post-Brexit per l’isola irlandese. Il rischio è che le tensioni riaccendano i Troubles, acquietati per anni dagli accordi del Venerdì Santo del 1998 e, adesso, da quelli con l’Ue per il confine ‘flessibile’ tra le due ‘Irlande’.

Londra, inoltre, deve fare i conti con il crescente malcontento scozzese, con i recenti sondaggi che vedono allungare le preferenze separatiste, dei cittadini della Scozia, da coloro che gli hanno costretti a dover lasciare l’Unione europea e il mercato unico dopo il referendum Brexit del 2016.