Brexit, l’Ue propone una soluzione per ridurre i controlli doganali in Irlanda del Nord

Il vicepresidente della Commissione Ue Maroš Šefčovič presenta la nuova proposta sul Protocollo sull'Irlanda del Nord. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La Commissione europea ha avanzato una proposta su misura per affrontare le difficoltà degli abitanti dell’Irlanda del Nord nell’affrontare la Brexit, facilitando ulteriormente il movimento di merci tra l’Ulster e la Gran Bretagna.

Le lunghe discussioni degli ultimi mesi tra Ue e Regno Unito hanno portato Bruxelles a portare avanti una proposta su misura, che rappresenti un progresso rispetto alla situazione attuale sulla base degli input forniti da politici, cittadini, società civile.

Ora la Commissione europea affronterà la discussione con il governo di Londra, alla ricerca di una soluzione permanente condivisa il prima possibile, in stretta collaborazione con il Parlamento e il Consiglio europeo.

“Abbiamo ascoltato le preoccupazioni dei nordirlandesi. La proposta che portiamo avanti è la risposta a queste paure. Ora non vediamo l’ora di lavorare estensivamente con il governo britannico per proteggere l’interesse della comunità dell’Irlanda del Nord”, ha dichiarato il vicepresidente della commissione Ue con delega alle relazioni interistituzionali Maroš Šefčovič.

Il nuovo pacchetto di misure, che affiancherà quello già presentato a giugno 2021 per il movimento di animali vivi, propone una flessibilità ulteriore nei settori del cibo, della salute di piante e animali, dei medicinali e dei controlli doganali.

L’obiettivo generale è quello di semplificare lo spostamento delle merci dal Regno Unito all’Irlanda del Nord, in particolare per quelle che devono rimanerci. Questa facilitazione è consentita da una serie di salvaguardie e da una maggiore sorveglianza del mercato per garantire che le merci non entrino nel mercato unico dell’Ue.

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Quattro settori chiave

La proposta su misura della Commissione europea tocca quattro aree chiave: cibo, piante e animali; obblighi doganali flessibili; maggiore cooperazione con stakeholder e autorità in Irlanda del Nord; fornitura di medicinali dalla Gran Bretagna nel lungo periodo.

Per quanto riguarda la prima area, l’idea è quella di introdurre una soluzione specifica per l’Irlanda del Nord nei controlli sulla salute di cibo, piante e animali. Saranno semplificate le certificazioni e, all’atto pratico, sarà attuata una riduzione di circa l’80% dei controlli su numerosi beni destinati al consumo in Irlanda del Nord.

Per proteggere il mercato unico europeo, questa soluzione sarà soggetta a una serie di limitazioni e salvaguardie, inclusa la promessa di Londra di istituire dei posti di controllo alla frontiera e l’introduzione di etichette specifiche per i prodotti che segnalano la loro possibilità di vendita esclusivamente nel Regno Unito.

Sarà attuata anche una semplificazione delle procedure doganali, che potrebbe arrivare a dimezzare la documentazione attualmente richiesta per le merci che entrano in Irlanda del Nord dal Regno Unito. Anche in questo caso saranno introdotte salvaguardie, tra cui l’accesso fornito da Londra al sistema informatico e una serie di misure di controllo aggiuntive.

Saranno istituite strutture di dialogo con gli stakeholder e le autorità dell’Irlanda del Nord per permettere lo scambio di informazioni sullo stato di implementazione del Protocollo, rendendolo più trasparente ma rispettando al tempo stesso l’ordine costituito del Regno Unito.

Infine, di massima importanza è la questione dei medicinali. Le compagnie farmaceutiche del Regno Unito potranno continuare a mantenere le loro funzioni regolatorie dove si trovano anche quando riforniscono l’Irlanda del Nord. Questo assicura che non venga interrotto il flusso dei medicinali e non siano tagliate le scorte a Belfast.

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I prossimi passi

Gli esperti della Commissione europea incontreranno il governo britannico nei prossimi giorni per discutere estensivamente di questa proposta e dei quattro punti che contiene. Nelle prossime settimane, perciò, sono previsti numerosi colloqui tra le parti, incluso un incontro tra il vicepresidente Šefčovič e il ministro per la Brexit britannico David Frost venerdì 15 ottobre a Bruxelles.