Brexit, l’Ue propone un accordo sui prodotti agroalimentari come quello con la Svizzera

Il commissario europeo per le relazioni interistituzionali Maroš Šefčovič. [EPA-EFE/Francisco Seco / POOL POOL PHOTO]

L’Unione europea spinge perché il Regno Unito consideri un accordo simile a quello con la Svizzera sui prodotti agroalimentari, per terminare la cosiddetta “guerra delle salsicce”.

La tensione per gli accordi sull’Irlanda del Nord è salita in particolar modo per alcuni tipi di alimenti, come la carne surgelata, perché il confine aperto dell’Ulster con la Repubblica di Irlanda, membro dell’Ue, è l’unica frontiera terrestre del Regno Unito con il mercato unico europeo.

Il commissario Maroš Šefčovič, interlocutore del Regno Unito dal momento del completamento della Brexit, ha dichiarato che la sfida principale per Bruxelles è ricostruire e riallineare il suo rapporto con Londra.

“Per ricostruire la fiducia reciproca serve prima di tutto la cooperazione e poi evitare le sorprese”, ha detto, riferendosi all’estensione unilaterale del periodo di grazia con l’Irlanda del Nord per alcuni prodotti importati da parte del Regno Unito.

“In risposta a questa decisione unilaterale siamo stati costretti a lanciare una procedura di infrazione e, senza passi soddisfacenti da parte del Regno Unito, saremo costretti a procedere per le vie legali”, ha detto Šefčovič  in conferenza stampa. Gli accordi commerciali tra le due parti sono regolati dal Protocollo sull’Irlanda del Nord, che fa parte dell’accordo di recesso della Brexit.

Šefčovič ha dichiarato che una procedura legale per la mancata applicazione del protocollo non è la strada che l’Ue intende perseguire e che la decisione di estendere di tre mesi il libero movimento delle carni surgelate verso l’Irlanda del Nord dimostra le buone intenzioni europee.

Secondo Bruxelles si può ancora trovare una soluzione a lungo termine per evitare i controlli sanitari e fitosanitari per i prodotti agroalimentari, dagli animali alla carne fresca passando per i prodotti vegetali. Il modello da seguire è l’accordo in vigore tra Ue e Svizzera.

Quell’accordo rimuove quasi tutti i controlli fisici, lasciando solo quelli sui documenti, attraverso un meccanismo regolatorio dinamico che crea un’Area veterinaria comune. “Potrebbe essere negoziato molto rapidamente e risponderebbe a diverse preoccupazioni”, ha spiegato Šefčovič. “L’applicazione da parte del Regno Unito delle regole Ue sui controlli eliminerebbe gran parte dei problemi”.

L’obiettivo del protocollo è mantenere un equilibrio tra l’accordo del Venerdì Santo del 1998, che sancì la pace dopo trent’anni di conflitti in Irlanda del Nord, e la necessità di controllare il flusso di beni importati in Ue.

Grazie al protocollo, l’Irlanda del Nord fa effettivamente parte dell’unione doganale europea, mentre il resto del Regno Unito ne è fuori. Questo implica che i beni trasportati dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord necessitano di controlli doganali, pur rimanendo all’interno dello stesso Stato.

Londra ha sempre sostenuto che una parte importante della Brexit fosse la possibilità di non essere assoggettati alle regole europee, perciò ha chiesto all’Ue maggior flessibilità sui controlli imposti dal protocollo.

L’ambasciatore britannico in Ue, Lindsay Croysdale-Appleby, ha dichiarato che Londra vede “un’ampia e significativa varietà di problemi” originati dal protocollo che devono essere affrontati, mentre l’Ue vede solo “pochi problemi specifici”.

“Non può essere vero che proibire il movimento delle salsicce britanniche sia essenziale per il mercato unico europeo”, ha detto Appleby. “I veri problemi sono molto più gravi di quelli a cui la Commissione sta cercando di trovare una soluzione”.