Brexit, l’Ue istituisce un fondo da 5 miliardi per i settori più colpiti

Container scaricati nel porto di Felixstowe, in Gran Bretagna, il 16 dicembre 2020. EPA-EFE/NEIL HALL

La Commissione europea ha istituito un fondo di oltre 5 miliardi di euro per mitigare gli effetti negativi della Brexit sulle imprese e sui cittadini europei.

Se le conseguenze peggiori per il divorzio ricadranno sul Regno Unito, che dal primo gennaio non beneficerà più del libero accesso al mercato unico e agli accordi di libero scambio che l’Ue ha con i paesi terzi, anche  per gli europei ci saranno disagi, dalle tariffe di roaming al trasporto di merci.

La vigilia di Natale, è stato finalmente raggiunto un faticosissimo accordo sulla Brexit, che ha scongiurato il temuto scenario del No deal, anche se le materie specifiche su cui bisognerà trovare un accordo in realtà sono ancora parecchie, soprattutto i servizi finanziari. Dopo 4 anni e mezzo di trattative e di round negoziali, ci sono volute 1255 pagine per fissare e regole sulla futura partnership commerciale tra l’Ue e il Regno Unito.
L’accordo però è arrivato molto dopo lo scadere del tempo massimo, e così molte aziende non saranno del tutto preparate il 1 gennaio 2021. Infatti, anche se  nell’accordo della vigilia di Natale non sono previsti dazi sui beni e sulle merci (che avrebbero comportato tariffe superiori al 50% per diversi prodotti alimentari), torneranno in ogni caso i controlli ai confini (dai controlli SPS sui requisiti sanitari e fitosanitari, ai controlli di conformità rispetto agli standard dell’Ue).

Il Regno Unito a partire dal primo gennaio 2021 perderà tutti i diritti e gli obblighi che aveva in quanto Stato membro dell’Ue e che aveva mantenuto durante tutto il periodo di transizione in attesa della Brexit: non beneficerà più dell’accesso senza soluzione di continuità al mercato unico e all’unione doganale, e non sarà più parte degli accordi internazionali dell’Ue (soprattutto degli accordi di libero scambio con altri paesi terzi).
Ma anche alcune aziende europee e i cittadini europei avranno da rimetterci, nelle piccole cose (dal ripristino dei controlli alle frontiere, all’impossibilità di usare il passaporto europeo per animali domestici, alle tariffe di roaming) e nelle grandi cose (dall’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus all’uscita dal mercato interno unico dei trasporti). Per limitare i disagi e le perdite per le aziende europee e i lavoratori europei, la Commissione ha istituito una Riserva di adeguamento, un fondo cioè di 5 miliardi di euro per fornire sostegno agli Stati membri, alle regioni e ai settori più colpiti dalle conseguenze negative della Brexit, attenuandone l’impatto sulla coesione economica, sociale e territoriale.

Sarà uno strumento speciale al di fuori dei massimali del quadro finanziario pluriennale 2021-2027. La prima tranche, la più consistente, sarà attivata già nel 2021 sotto forma di prefinanziamento, per cui per ciascuno Stato membro sarà determinato un importo sulla base di un criterio di ripartizione che tiene conto del relativo grado di integrazione economica con il Regno Unito. Un importo aggiuntivo sarà poi assegnato rispetto alle perdite  specifiche che alcuni Stati membri subiranno a causa delle limitazioni nell’accesso alle acque del Regno Unito per le attività di pesca.
Rispetto a questo, anche il governo francese ha già annunciato giovedì (24 dicembre) una serie di misure ad hoc a sostegno dei pescatori, che includono fino a 30.000 euro di aiuti individuali.

Il fondo istituito dalla Commissione nello specifico non servirà solo a fornire sostegno ai settori economici, alle imprese e alle comunità locali (come quelle che operano nel settore della pesca), ma anche a dare sostegno all’occupazione e al reinserimento nel mercato del lavoro per tutti quei cittadini europei che dovranno rientrare dal Regno Unito.
Una parte delle risorse, inoltre, coprirà i costi delle operazioni di controllo alla frontiera, di controlli doganali, sanitari e fitosanitari e di sicurezza, dei regimi di certificazione e autorizzazione.
“Abbiamo progettato questa riserva per fornire un aiuto rapido e semplice, concentrandoci sugli Stati membri dell’Ue più colpiti dalla Brexit. Conto ora sul Consiglio e sul Parlamento europeo per trasformare senza indugio la nostra proposta in un sostegno finanziario concreto”, ha spiegato il commissario europeo per il Bilancio Johannes Hahn.

La saga della Brexit: tutto quello che è successo dal referendum ad oggi

Le tappe dell’addio del Regno Unito all’Ue dal referendum del 2016 ai negoziati ancora in corso, malgrado la scadenza del periodo di transizione sia ormai imminente.

Il 51,89% dei sudditi britannici il 23 giugno 2016 ha votato per uscire dall’Unione europea, contro …