Brexit, la presidenza Ue: “Londra la smetta di giocare”

Il ministro degli Affari europei tedesco Michael Roth. [EPA-EFE/ARIS OIKONOMOU / POOL]

Bruxelles si dice delusa dall’atteggiamento di Johnson. Intanto anche nel Regno Unito cresce la preoccupazione per gli effetti di un No deal su merci e trasporti.

“Per favore amici di Londra basta giocare, il tempo sta per scadere e abbiamo bisogno di una base realistica su cui negoziare”, ha dichiarato il ministro per gli Affari europei tedesco Michael Roth in occasione della riunione del Consiglio affari generale di martedì 22 settembre. “Siamo molto delusi e preoccupati” dalla proposta di legge avanzata da Boris Johnson perché, ha sottolineato Roth, viola i principi dell’accordo di recesso. Lunedì 28 settembre tornerà a riunirsi il comitato misto Ue-Gb che si occupa degli aspetti tecnici del negoziato.

Intanto la prospettiva di un no deal sembra sempre più vicina.  Il premier britannico Boris Johnson ha ribadito che per Londra la scadenza è quella del 15 ottobre: “Se non riusciremo a trovare un’alleanza entro quel periodo, non vedo come potremmo riuscirci nel futuro prossimo”.  Malgrado Johnson sembri non voler cedere, il Regno Unito non è ancora pronto per l’hard Brexit.

Il problema dei controlli a Dover

Il porto di Dover è ancora in attesa dei fondi governativi per le infrastrutture vitali per le nuove operazioni di frontiera, spiega il quotidiano britannico Guardian, e pare che il governo stia valutando la possibilità di costringere gli autisti ad ottenere un passaporto speciale Brexit che consenta di entrare nel Kent, evitando il caos della coda a gennaio. Uno studio del governo ipotizza che potrebbero esserci code che arrivano fino a 7.000 camion sulle strade britanniche nel caso in cui gli autisti, i vettori e i porti non fossero pronti per Brexit.

Il passaporto speciale, allo studio del governo, verrebbe rilasciato solo ai conducenti che hanno compilato i documenti prima di salire sui traghetti o sui treni dell’Eurotunnel. Il problema dei controlli però rimane, come ha evidenziato la deputata laburista Angela Eagle

“Chi pattuglierà il confine del Kent per assicurarsi che nessun camion entri nel Kent se non ha il passaporto? “Dove saranno i posti di frontiera per entrare nel Kent?”, ha chiesto Eagle.

Le tensioni nel partito conservatore

Quello di Dover non è l’unico fronte aperto. Ancora non è chiaro come saranno gestiti i controlli delle merci che si spostano dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord.  Ad alimentare le tensioni all’interno e fuori dal partito conservatore è anche la nuova legge sul mercato interno. L’ex premier Theresa May ha dichiarato alla Camera dei Comuni di “non poter appoggiare” il piano del governo di “sovrascrivere” alcune parti dell’accordo sulla Brexit firmato con l’Unione europea lo scorso anno. May ha motivato la sua decisione, sottolineando che la nuova legge danneggia “la fiducia nel Regno Unito” di tutti gli altri Paesi del mondo.