Brexit, Johnson sfrutta il passo falso Ue per evitare barriere commerciali nel mare d’Irlanda

Il primo ministro britannico Boris Johnson. [EPA-EFE/FACUNDO ARRIZABALAGA]

Il primo ministro britannico Boris Johnson martedì sera ha detto che la mossa di Bruxelles sulle esportazioni dei vaccini ha “minato” l’accordo di ritiro della Brexit e ha fatto capire che intende sfruttare il passo falso dell’Ue come leva per richiedere ulteriori cambiamenti alle disposizioni di frontiera nell’accordo di ritiro.

“Pensiamo che sia molto importante che il protocollo non ponga inutili barriere – o barriere di qualsiasi tipo – lungo il Mare d’Irlanda”, ha dichiarato in Parlamento.

ll ministro Michael Gove ha inviato alla sua controparte Ue una serie di richieste,  tra cui quella di estendere fino “ad almeno il primo gennaio 2023” le deroghe al movimento di alcune merci dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. La deroga coprirebbe i supermercati e i loro fornitori, i prodotti di carne refrigerata, i pacchi e le medicine.

Le estensioni permetterebbero alle imprese che inviano regolarmente merci dalla Gran Bretagna alla regione di avere molto più tempo per adattarsi agli accordi, che sono entrati in vigore all’inizio del mese scorso.

Il protocollo dell’Irlanda del Nord è una parte fondamentale dell’accordo sulla Brexit. Per evitare un confine duro sull’isola d’Irlanda, infatti, si è concordato di lasciare l’Irlanda del Nord sotto le regole doganali dell’Ue e del mercato unico.

L’articolo 16 del Protocollo sull’Irlanda del Nord, parte dell’accordo, permette però a Bruxelles e Londra di scegliere di sospendere qualsiasi punto considerino causa di “difficolta’ economica, sociale o ambientale”. Bruxelles aveva annunciato che avrebbe fatto scattare la clausola, con la conseguente introduzione di controlli al confine delle ‘due Irlande’, per evitare che forniture di vaccino destinate all’Ue entrassero nel Regno Unito. Salvo poi tornare sui suoi passi.

Il pasticcio di Bruxelles ha dato l’occasione a Boris Johnson per alzare l’asticella delle richieste. La minaccia dei controlli alle frontiere infatti ha scatenato le ire di entrambe le comunità dell’Irlanda del Nord. I nazionalisti hanno accusato Bruxelles di voler reintrodurre un confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica, mentre gli unionisti pro-Regno Unito hanno esortato Johnson a utilizzare l’articolo 16 per rimuovere i controlli di frontiera per il commercio tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord.

“Faremo tutto quello che dobbiamo fare, sia legislativamente che invocando l’articolo 16 del protocollo per assicurare che non ci sia nessuna barriera lungo il Mare d’Irlanda”, ha assicurato Johnson.

Il primo ministro ha anche accusato l’Ue di “mettere in dubbio l’Accordo del Venerdì Santo, i principi del processo di pace, sembrando chiedere un confine attraverso l’isola d’Irlanda”. “Lavoreremo per assicurare che non ci siano tali confini – ha aggiunto-, rispetteremo il processo di pace, e in effetti nessuna barriera lungo il Mare d’Irlanda, e che il principio dell’accesso illimitato in tutte le parti del nostro Regno Unito sia sostenuto”.

Il governo irlandese, nel frattempo, ha fatto sapere di essere aperto a una maggior flessibilità nell’attuazione del protocollo. Ma ha respinto la richiesta della premier dell’Irlanda del Nord, Arlene Foster, di rinegoziare l’accordo sulla frontiera. La leader del partito unionista Dup aveva chiesto ai governi di Londra e Dublino di revocare gli accordi che mantengono l’Irlanda del Nord nell’area delle regole commerciali Ue. Accordi che, nelle intenzioni dei negoziatori, dovevano invece servire ad evitare nuove tensioni.

Mercoledì 3 febbraio, il vicepresidente della Commissione Maroš Šefčovič e il ministro britannico Michael Gove hanno tenuto quella che entrambi hanno descritto come una riunione “costruttiva”, in cui hanno ribadito il loro impegno per “la corretta attuazione del protocollo”.

Šefčovič ha twittato che il protocollo è “una pietra miliare dell’accordo e l’unico modo per proteggere l’accordo del Venerdì Santo (Belfast) in tutte le dimensioni, proteggendo la pace e la stabilità sull’isola d’Irlanda”. I due dovrebbero incontrarsi di nuovo la prossima settimana.