Brexit, Johnson apre all’accordo. Barnier: “Raddoppiamo gli sforzi”

Il primo ministro britannico Boris Johnson. [EPA-EFE/FACUNDO ARRIZABALAGA]

Dopo la vittoria di Biden il primo ministro britannico ha aperto all’intesa con l’Ue. Tra le due parti ci sono ancora forti divergenze, ma questa settimana potrebbe essere decisiva.

Il primo ministro britannico Boris Johnson domenica 8 novembre ha dichiarato che un accordo commerciale con l’Unione europea si può fare. Lunedì 9 ottobre a Londra sono ripresi i colloqui tra i capi negoziati David Frost e Michel Barnier. “Sono contento di essere a Londra, raddoppiando i nostri sforzi per raggiungere un accordo sulla partnership futura”, ha dichiarato Barnier.

Nel suo messaggio il capo negoziatore dell’Ue ha ricordato le tre questioni chiave per sbloccare i negoziati: “il rispetto dell’autonomia dell’Ue e della sovranità britannica, con una governance efficace e meccanismi di applicazione efficaci tra i partner internazionali, solide garanzie su una concorrenza ed un commercio liberi ed qui basati su standard elevati condivisi, in evoluzione nel temp e l’accesso stabile e reciproco ai mercati e alle opportunità di pesca nell’interesse di entrambe le parti”.

Qualsiasi accordo dovrebbe essere concordato entro la metà di novembre per consentirne la ratifica. Fino a pochi giorni fa sembrava che non ci fossero alternative al “no deal”, la vittoria di Biden negli Stati Uniti però ha contribuito ad ammorbidire la linea di Downing Street che con la sconfitta di Donald Trump ha perso il suo principale sostenitore.

Il presidente neoeletto durante la campagna elettorale aveva criticato duramente il nuovo progetto di legge sul mercato interno voluto da Johnson, affermando: “Non possiamo permettere che l’accordo del Venerdì Santo che ha portato la pace in Irlanda del Nord diventi una vittima della Brexit. Qualsiasi accordo commerciale tra gli Stati Uniti e il Regno Unito deve essere subordinato al rispetto dell’accordo ed evitare il ritorno di un confine rigido”.

Malgrado entrambe le parti si stiano impegnando per arrivare a un’intesa, tra Londra e Bruxelles permangono forti divergenze sulle garanzie per una concorrenza leale, in particolare sugli aiuti di Stato, e sulla pesca, come ha ricordato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen nel fine settimana, dopo aver avuto una telefonata con il primo ministro britannico. Nonostante questo l’Ue, assicura Barnier, sta “raddoppiando gli sforzi per arrivare a un’intesa”.