Brexit, il Regno Unito non introdurrà controlli sui beni provenienti dall’Ue fino al 2024

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Il nuovo rinvio rappresenta una sconfitta per il governo Johnson, che ha difeso con forza la Brexit ma fatica a gestirne le conseguenze.

Il governo britannico ha deciso di non imporre controlli doganali sulle importazioni dall’Ue fino alla fine del 2023.

In una dichiarazione, l’Ufficio di Gabinetto del Regno Unito ha detto che “sarebbe sbagliato imporre nuovi requisiti amministrativi alle imprese che potrebbero trasferire i costi sui consumatori che stanno già affrontando forti pressioni sulle loro finanze”.

Il governo britannico ha aggiunto che l’effetto dell’invasione russa dell’Ucraina sulle catene di approvvigionamento e l’aumento dei costi energetici è stato un fattore che ha contribuito alla decisione di ritardare l’introduzione dei controlli.

La nuova strategia dovrebbe far risparmiare agli importatori britannici almeno 1 miliardo di sterline in costi annuali, ma è chiaramente un’ammissione di sconfitta da parte del governo di Boris Johnson. Jacob Rees-Mogg, il ministro delle Opportunità della Brexit, ha detto che il governo aveva avviato discussioni con il mondo dell’industria per trovare il modo migliore per attuare i nuovi controlli.

“Vogliamo che il processo di importazione delle merci dall’Ue sia sicuro, protetto ed efficiente e vogliamo sfruttare le nuove tecnologie innovative per snellire i processi e ridurre i contenziosi”, ha aggiunto.

Il governo vuole anche incoraggiare le imprese dell’Ue ad aumentare i loro affari con il Regno Unito. Nel 2021, le importazioni dall’Ue sono diminuite del 25% rispetto a quelle da altri paesi, secondo una ricerca pubblicata all’inizio di quest’anno dal LSE Centre for Economic Performance.

Nel frattempo, il thinktank accademico UK in a Changing Europe ha rivelato giovedì che le barriere commerciali create dall’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e il nuovo accordo di commercio e cooperazione con Bruxelles hanno aumentato del 6% il costo del cibo nel Regno Unito.

I controlli doganali che sarebbero dovuti entrare in vigore a luglio includono certificati sanitari per l’esportazione, dichiarazioni di sicurezza, certificati fitosanitari e ispezioni fisiche su alcune merci per proteggere animali, piante o salute pubblica.

L’Ue ha immediatamente introdotto controlli doganali sulle merci che arrivano nel mercato unico dal Regno Unito alla fine del periodo di transizione post Brexit nel gennaio 2021. Il governo britannico, invece, ha continuato a ritardare l’introduzione dei propri controlli sulle merci dell’Ue, per le difficoltà nell’avviare i propri processi di frontiera.

Non c’è alcun obbligo legale per il Regno Unito di imporre controlli doganali sulle importazioni dell’Ue ai sensi dell’accordo sul commercio e la cooperazione, che è entrato in vigore dopo che il Regno Unito ha lasciato il mercato unico europeo.

Tuttavia, l’assenza di controlli alla frontiera britannica significa che c’è un commercio asimmetrico tra l’Ue e il Regno Unito, poiché gli esportatori britannici continueranno ad essere soggetti ai requisiti doganali dell’Ue. Significa anche che le imprese dell’Ue continueranno a vendere i propri prodotti senza dover sottostare a tutti i controlli a cui vengono sottoposte le aziende britanniche che commerciano con l’Ue.

Malgrado questo, il nuovo rinvio probabilmente sarà accolto con favore dalle imprese, anche se molti si chiederanno perché gli esportatori britannici dovranno continuare ad affrontare i controlli doganali.

“Date le attuali circostanze economiche, è ragionevole rimandare l’implementazione dei controlli alimentari all’importazione”, ha detto William Bain, capo della politica commerciale presso la British Chambers of Commerce. “La nostra ricerca ha dipinto un quadro chiaro che i controlli doganali sulle merci e l’aumento delle pratiche burocratiche hanno danneggiato le nostre esportazioni verso l’Ue, in particolare quelle delle piccole imprese”, ha aggiunto.