Brexit, il Regno Unito non è ancora pronto per i controlli sulle merci in Irlanda del Nord

Scaffali semivuoti in un supermercato di Londra a cavallo tra luglio e agosto 2021. [EPA-EFE/ANDY RAIN]

Sempre più caotico l’addio all’Ue di Londra nuovamente ai ferri corti con Bruxelles dopo aver esteso nuovamente il “periodo di grazia” sui controlli in Irlanda del Nord. La Commissione europea ribadisce che non accetterà di rinegoziare il protocollo.

Il Regno Unito e l’Unione europea sono di nuovo in rotta di collisione sulla questione del protocollo dell’Irlanda del Nord dopo che il governo di Boris Johnson ha annunciato lunedì (6 settembre) che avrebbe nuovamente esteso unilateralmente i periodi di grazia sui controlli delle merci.

In una dichiarazione ministeriale diffusa lunedì, il ministro David Frost ha affermato che Londra continuerà a gestire il protocollo sulla base attuale, rendendo effettivi i periodi di grazia attualmente in vigore.

“Nelle prossime settimane, continueremo a parlare con l’Ue per vedere se è possibile fare progressi reali e sostanziali sulle proposte del nostro Command Paper sul funzionamento del protocollo dell’Irlanda del Nord”, ha detto un portavoce del governo britannico.

“Al fine di fornire tempo e spazio politico per queste discussioni, e per dare alle imprese la massima certezza commerciale possibile, abbiamo annunciato che manterremo gli accordi esistenti per lo spostamento delle merci tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord, compresi gli attuali periodi di grazia e le deroghe”.

La mossa unilaterale, che il Regno Unito aveva fatto anche a marzo per evitare l’imposizione di controlli alle frontiere su una serie di merci, è l’ultima di una serie di azioni con cui Frost spera di spingere l’Ue a rinegoziare il protocollo.

I funzionari del Regno Unito e dell’Ue sono stati impegnati in colloqui volti a risolvere le difficoltà affrontate dalle imprese in Irlanda del Nord per diversi mesi, ma non sembrano in grado di superare l’impasse.

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Il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, responsabile per l’Ue dell’attuazione dell’accordo sulla Brexit, dovrebbe recarsi in visita in Irlanda del Nord giovedì e venerdì.

Senza modifiche al protocollo, dal 1° ottobre scadrebbero una serie di periodi di grazia sui controlli alle frontiere. Tra questi c’è l’obbligo per i supermercati di utilizzare la certificazione sanitaria di esportazione per carne, latticini, pesce e uova che arrivano dalla Gran Bretagna e vanno in Irlanda del Nord.

Il protocollo mantiene l’Irlanda del Nord allineata al mercato unico delle merci dell’Unione, per evitare un confine rigido, ed è stato concordato come parte dell’accordo di recesso del Regno Unito con l’Ue. Tuttavia, è fortemente osteggiato dalla comunità unionista dell’Irlanda del Nord, che si identifica come britannica, e ha imposto nuovi oneri amministrativi alla comunità imprenditoriale della provincia.

In risposta, la Commissione europea ha detto che avrebbe “preso nota” della decisione del Regno Unito. “La nostra attenzione rimane sulla ricerca di soluzioni a lungo termine, flessibili e pratiche per affrontare le questioni relative all’attuazione pratica del protocollo che i cittadini e le imprese dell’Irlanda del Nord stanno vivendo”, ha dichiarato l’esecutivo Ue, ripetendo che non accetterà di rinegoziare il protocollo.

“Entrambe le parti sono giuridicamente vincolate ad adempiere ai loro obblighi ai sensi dell’accordo”, ha detto la Commissione, aggiungendo che “il nostro approccio al protocollo si basa sul raggiungimento della stabilità, della certezza e della prevedibilità delle misure in linea con gli obiettivi dell’accordo del venerdì santo e al fine di proteggere il mercato unico”.

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Tuttavia, la Commissione ha detto che non ha intenzione di riaprire una nuova procedura legale contro il Regno Unito, avendo congelato una precedente procedura di infrazione attivata contro Londra per l’estensione di marzo.

Il tema del Protocollo continua dunque a creare problemi. Sembra in effetti più facile a dirsi che a farsi ed è proprio in ragione di questa difficoltà che dopo anni di trattative e dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di recesso dall’Ue, permangono dei nodi irrisolti tra Londra e Bruxelles. Questo ha avuto un impatto che il governo di Boris Johnson ha apertamente sottovalutato: “Ci sono state conseguenze reali sulle vite delle persone”, come ammesso dall’esecutivo londinese.

“Abbiamo sottovalutato l’effetto del protocollo sullo spostamento di merci in Irlanda del Nord, con diversi fornitori in Gran Bretagna che non hanno semplicemente spedito i beni a causa delle eccessive scartoffie”, ha scritto Frost sul Financial Time nel mese di giugno. Le immagini degli scaffali vuoti nei supermercati stanno facendo il giro del mondo, come le notizie sulla carenza di birre e sulla difficoltà a reperire libagioni per le festività natalizie.