Brexit, gli unionisti chiedono di sospendere il Protocollo sull’Irlanda del Nord ma Londra frena

Il ministro Brexit UK Frost. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Il ministro britannico Frost dice che Londra e Bruxelles sono più vicine a trovare un accordo sottolineando però che il divario tra le due parti è ancora “estremamente ampio”.

Il ministro britannico per la Brexit David Fros, mercoledì 10 novembre, ha minimizzato sull’ipotesi che Londra possa sospendere il Protocollo sull’Irlanda del Nord nei prossimi giorni, dicendo che non è “inevitabile” che il Regno Unito faccia scattare l’articolo 16 del suo accordo Brexit con l’Unione Europea. “Non siamo certamente ancora lì”, ha precisato Frost intervenendo alla Camera dei Lord, l’assemblea alta del parlamento britannico.

I ministri di Dublino e Belfast avevano iniziato a preparare piani di emergenza nel caso in cui Londra avesse deciso di invocare l’articolo 16 e sospendere il protocollo che mantiene l’Irlanda del Nord nel mercato unico delle merci dell’Ue e impone controlli doganali sulle merci che viaggiano dalla Gran Bretagna all’isola d’Irlanda.

L’articolo 16 dell’accordo sulla Brexit permette a entrambe le parti, il Regno Unito e l’Ue, di prendere misure unilaterali di “salvaguardia” se ritengono che l’accordo stia portando a gravi problemi pratici o a interruzioni del commercio.

Secondo i politici unionisti dell’Irlanda del Nord, tra cui Jeffrey Donaldson, il leader del Partito Democratico Unionista, il più grande partito nell’assemblea nazionale a Belfast, le condizioni per la sospensione del protocollo ci sono già. Tuttavia Londra non è dello stesso avviso

Frost nei giorni scorsi ha respinto l’idea che il Regno Unito e l’Ue non possano più trovare un accordo sul protocollo nordirlandese. “Ci siamo avvicinati un po’ di più”, ha detto a proposito dei recenti colloqui, pur sottolineando che il divario tra le due parti rimane ancora “estremamente ampio”.

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Il ministro del governo Johnson ha spiegato che l’ultima offerta della Commissione per alleggerire l’onere sulle imprese, fornendo regole più flessibili su cibo, prodotti lattiero-caseari e sulle questioni sanitarie e fitosanitarie, garantirebbe una riduzione dei controlli sanitari inferiore all’80%. Secondo Frost anche l’offerta di creare una “Express Lane” per la circolazione delle merci tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord porterebbe a una riduzione delle pratiche burocratiche che è molto inferiore al taglio del 50% di cui ha parlato la Commissione.

“Se l’Ue dovesse scegliere di reagire in modo sproporzionato e decidere di aggravare i problemi in Irlanda del Nord piuttosto che ridurli, questo è, ovviamente, un problema loro”, ha aggiunto il ministro britannico.

In un’altra occasione Frost ha detto ai parlamentari che il governo britannico stava preparando dei piani emergenza per istituire un proprio “Discovery Fund” per finanziare progetti di ricerca e innovazione, se la Commissione europea continua a temporeggiare sulla concessione al Regno Unito dello status di membro associato di Horizon Europe, come stabilito nell’accordo di recesso.

Ciò comporterebbe la riallocazione dei 2,1 miliardi di sterline che il Tesoro britannico aveva stanziato come contributo annuale al programma europeo da 95,5 miliardi di euro. Tuttavia i ministri britannici hanno ammesso che un programma di ricerca nazionale non compenserebbe la perdita dell’accesso a Horizon.

“Non è nel nostro interesse, né in quello dell’Ue, arrivare a questo punto e il modo migliore di procedere è che Bruxelles finalizzi la nostra partecipazione [a Horizon Europe] con urgenza”, ha sottolineato Frost.

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A metà ottobre la Commissione europea aveva proposto delle misure ad hoc per fare fronte alle difficoltà degli abitanti dell’Irlanda del Nord a seguito dei problemi nati con la Brexit. Queste misure puntavano a facilitare ulteriormente il movimento delle merci tra l’Ulster e la Gran Bretagna. La proposta garantiva una maggior flessibilità in materia di: prodotti alimentari, salute vegetale e animale, dogane, medicinali e dialogo con i portatori di interessi dell’Irlanda del Nord.