Brexit, gli Stati sono pronti a iniziare il negoziato sul fondo da 5 miliardi per i settori più colpiti

brexit [EPA-EFE/ROBIN UTRECHT]

L’obiettivo è arrivare a un accordo con il Parlamento Ue prima della pausa estiva.

Giovedì 29 aprile gli Stati membri hanno concordato la loro posizione negoziale su un fondo da 5 miliardi di euro per il periodo 2020-2023 che servirà a finanziare una serie di misure per mitigare le conseguenze negative della Brexit.

Una volta che il Parlamento europeo avrà approvato la sua posizione, i colegislatori terranno colloqui sul progetto di regolamento. L’obiettivo è raggiungere un accordo prima della pausa estiva, in modo che la prima frazione delle risorse possa essere erogata entro la fine dell’anno.

Il fondo, noto come riserva di adeguamento alla Brexit, si concentrerà sulle regioni, le aree e i settori dell’Ue più colpiti e sarà utilizzato per finanziare una serie di misure volte, ad esempio, a compensare le imprese per le perdite commerciali subite, mantenere posti di lavoro e istituire controlli doganali nei porti.

Gli obiettivi

Considerata l’imprevedibilità delle conseguenze economiche della Brexit, l’elenco delle misure ammissibili è solo indicativo. Al momento sono comprese l’assistenza alle imprese e alle comunità di pescatori, i controlli di frontiera doganali, sanitari e fitosanitari, la riscossione delle imposte indirette e il reinserimento dei cittadini dell’Ue costretti a lasciare il Regno Unito.

Secondo la posizione assunta dai governi nazionali, i 5 miliardi di euro (a prezzi 2018) saranno ripartiti completamente e in anticipo. La quota di ciascuno Stato membro è determinata in base a tre fattori principali: il valore del pesce catturato nella zona economica esclusiva del Regno Unito, l’importanza degli scambi con il Regno Unito e un fattore legato alla popolazione delle regioni marittime confinanti con il Regno Unito.

“La riserva mira a sostenere tutti gli Stati membri affinché possano contrastare le conseguenze negative del recesso del Regno Unito. In uno spirito di solidarietà, ci impegniamo ad aiutare le regioni, le imprese e i cittadini europei – soprattutto le comunità più colpite – ad affrontare le sfide senza precedenti poste dalla Brexit”, ha sottolineato il ministro degli Esteri portoghese Augusto Santos Silva, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio europeo.

Brexit, al via il fondo Ue per le imprese più colpite. All'Italia 87 milioni di euro

L’Italia nel 2021 riceverà 82,2 milioni di euro ai prezzi del 2018, vale a dire 87,2 milioni ai prezzi correnti, dalla riserva di adeguamento per la Brexit, il fondo creato da Bruxelles per mitigare le ricadute …

La ripartizione delle risorse

Nel complesso, 600 milioni di euro saranno assegnati in funzione del fattore connesso alla pesca, 4,150 miliardi di euro in funzione degli scambi e 250 milioni di euro in funzione del fattore legato alle regioni marittime frontaliere.

Il primo beneficiario della riserva di adeguamento alla Brexit sarà l’Irlanda, che riceverà più di un miliardo di euro, dato che il Regno Unito è il suo più grande partner commerciale per i prodotti alimentari. Seguono i Paesi Bassi che riceveranno 757 milioni di euro, la Germania 455 milioni di euro e la Francia 420 milioni di euro. L’Italia riceverà 87,2 milioni.

Martedì 27 aprile gli eurodeputati hanno ratificato l’accordo commerciale che ora regola le relazioni economiche tra il Regno Unito e l’Ue. Tuttavia gli effetti dell’uscita di Londra dal mercato comune si stanno già sentendo. All’inizio di questa settimana, la UK Food and Drink Federation ha riportato un calo delle vendite verso l’Ue del 40,9% rispetto a febbraio 2020.

“Anche se le esportazioni di alimenti e bevande del Regno Unito verso l’Ue sono migliorate rispetto al calo del 76% di gennaio, sono ancora in calo di quasi il 41% a febbraio 2021”, ha spiegato Dominic Goudie, responsabile del commercio internazionale della FDF. “Anche le esportazioni verso il nostro più grande mercato, l’Irlanda, sono calate di oltre due terzi”.