Brexit e bilancio, i due dossier aperti al Parlamento europeo

Una plenaria al Parlamento europeo, 14 dicembre 2020. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Il Parlamento europeo si prepara a un periodo importante, con l’attesa per l’esito dei negoziati sulla Brexit, che dovrà ratificare, e la decisione sul bilancio pluriennale e il suo legame con il rispetto dello Stato di diritto.

Le prossime due settimane saranno decisive per stabilire il futuro della Brexit, con il negoziato tra Europa e Regno Unito ulteriormente prorogato, e per la trattativa sul bilancio pluriennale ancora da concludere. Il Parlamento dovrebbe formulare una posizione nella plenaria di mercoledì.

Per quanto riguarda la Brexit, il Parlamento europeo attende lo sviluppo dei negoziati sull’accordo commerciale. Finché non sarà trovato, si lavorerà su un testo provvisorio per accelerare le procedure di approvazione in caso di “deal”.

La scadenza fissata dal Regno Unito è quella del 31 dicembre, dopo la quale tra i due blocchi i rapporti commerciali saranno regolati secondo i termini dell’Organizzazione mondiale del commercio. Il Parlamento europeo sta vagliando le misure di emergenza proposte dalla Commissione per agevolare i rapporti commerciali con il Regno Unito, evitando il blocco di voli, dogane e porti. Queste misure potrebbero rimanere in vigore per alcuni mesi, ma saranno valide solo se le applicherà anche il Regno Unito.

È improbabile che possa essere esteso il periodo di transizione. Se non ci sarà un accordo entro la scadenza del 31 dicembre, potrebbero essere successivamente aperti negoziati commerciali con il Regno Unito come se fosse un paese terzo, alla stregua di quello che era avvenuto con Canada e Giappone.

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Il capitolo bilancio

Per quanto riguarda il bilancio pluriennale, dovrà essere presa una decisione sulla condizionalità legata allo Stato di diritto. Non si avranno invece decisioni sul Recovery Plan, che potrebbe essere votato la settimana successiva.

Il Parlamento europeo sta lavorando sul bilancio pluriennale 2021-2027. Il tetto massimo dovrebbe essere aumentato di 16 miliardi, che saranno destinati alla sanità e a programmi cardine dell’Ue come il progetto Erasmus e la mobilità.

Sono in discussione anche le risorse proprie. L’Eurocamera vuole assicurarsi che siano implementate, ottenendo perciò un calendario legalmente vincolante. La tassa sulla plastica non riciclabile dovrebbe essere introdotta già nel 2021, mentre quelle legate al sistema di scambio delle emissioni (Ets) e ai giganti del digitale arriveranno nel 2023. Per il 2026 dovrebbe essere introdotta la tassa sulle transazioni finanziarie speculative.

Grazie alle risorse proprie, verrebbero ridotti i contributi diretti all’Ue provenienti dagli Stati membri e sarebbero ridotti anche gli interessi per ripagare i prestiti del Next Generation Eu. Secondo le stime della Commissione europea, una tassa basata sull’Ets porterebbe nelle casse dell’Ue fino a 10 miliardi all’anno, mentre quella sui giganti digitali intorno al miliardo e il Carbon Border Adjustment fino a 30 miliardi. Il totale potrebbe aggirarsi tra i 30 e i 50 miliardi.

Nell’agenda del Parlamento Ue c’è anche il meccanismo di controllo delle spese effettuate dagli Stati membri nell’utilizzo dei soldi di Next Generation Eu. L’Eurocamera punta ad avere un ruolo più importante nella sorveglianza dell’uso dei fondi europei. Infine, sono in agenda anche discussioni sul rispetto della biodiversità e della parità di genere.