Brexit, da ottobre 2021 la carta d’identità non basterà più per entrare nel Regno Unito

I passaporti saranno necessari per i cittadini dell'Ue per recarsi nel Regno Unito a partire da ottobre 2021. [EPA-EFE/ANDY RAIN]

I cittadini dell’Ue non potranno recarsi nel Regno Unito con la carta d’identità a partire da ottobre 2021, in base alle nuove misure annunciate dal governo britannico lo scorso 8 ottobre.

Nell’ambito del nuovo modello operativo per le frontiere del Regno Unito, a partire da ottobre 2021 sarà richiesto il passaporto per l’ingresso nel Regno Unito. Le nuove norme si applicheranno ai turisti e agli altri visitatori del Regno Unito, ma non ai cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito se hanno fatto domanda all’EU Settlement Scheme per rimanere nel Paese.

“Le carte d’identità sono tra i documenti meno sicuri fra quelli controllati alla frontiera e la fine del loro utilizzo rafforzerà la nostra sicurezza, poiché il Regno Unito riprenderà il controllo delle sue frontiere alla fine del periodo di transizione”, ha dichiarato il governo britannico in un comunicato stampa.

Secondo il programma, gli autotrasportatori avranno bisogno di un permesso di accesso Kent per procedere verso il confine.

Richard Burnett, l’amministratore delegato della Road Haulage Association, ha avvertito che “le aziende che trasportano merci attraverso le frontiere dovranno intraprendere procedure doganali, che ci sia un accordo o meno”.

L’annuncio è un segno che il governo britannico sta intensificando i preparativi per un possibile scenario di “no deal”.

“A meno di tre mesi dalla scadenza, le imprese devono prepararsi ora per le nuove procedure, indipendentemente dal fatto che si raggiunga o meno un accordo commerciale con l’Ue, in modo da poter cogliere le significative opportunità che si presentano”, ha detto il Capo dell’Ufficio di Gabinetto, Michael Gove.

Il Regno Unito ha già abolito lo status speciale di immigrazione per i cittadini dell’Ue, dello Spazio economico europeo e della Svizzera per quando il periodo di transizione post-Brexit scadrà il 31 dicembre.

Invece, sarà implementato un sistema di immigrazione a punti che incoraggerà i datori di lavoro britannici a reclutare lavoratori qualificati da tutto il mondo. I potenziali migranti che desiderano vivere e lavorare nel Regno Unito dovranno avere un’offerta di lavoro che paghi uno stipendio di almeno 25.600 sterline, essere istruiti a un livello equivalente allo standard ‘A’ e parlare inglese.

Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha tenuto videoconferenze con i leader dell’Ue Charles Michel e Ursula von der Leyen. La fine di ottobre è stata fissata come nuova scadenza per la firma di un accordo commerciale in modo che possa essere ratificato entro la fine del 2020.