Brexit, continuano le polemiche tra Frost e l’Ue sul protocollo per l’Irlanda del Nord

David Frost, ministro di stato del Regno Unito ed ex negoziatore per la Brexit. [EPA-EFE/VICKIE FLORES]

Il ministro per la Brexit britannico David Frost ha scritto un’opinione al Financial Times dove chiede all’Ue di rivedere il protocollo sull’Irlanda del Nord, magari già nell’incontro previsto mercoledì 9 giugno con il commissario Maroš Šefčovič.

Nella sua opinione, David Frost sottolinea le difficoltà di gestione del protocollo da parte del Regno Unito, evidenziando le conseguenze politiche che ha avuto, in particolare le turbolenze che hanno portato alle dimissioni del primo ministro Arlene Foster.

“Ci sono state conseguenze reali sulle vite delle persone. Abbiamo sottovalutato l’effetto del protocollo sullo spostamento di merci in Irlanda del Nord, con diversi fornitori in Gran Bretagna che non hanno semplicemente spedito i beni a causa delle eccessive scartoffie”, ha scritto Frost.

Frost ha aggiunto che il Regno Unito sta lavorando con l’Unione europea per provare a risolvere la situazione, offrendo delle soluzioni di compromesso. Tuttavia, sostiene di aver ricevuto poco o niente di ritorno da Bruxelles.

Dall’altra parte, infatti, sono arrivate ulteriori critiche verso l’atteggiamento dell’ex negoziatore britannico, ritenuto troppo dedicato a lanciare messaggi ai media, anziché concentrarsi sulla risoluzione dei problemi, come ha detto il ministro degli esteri irlandese Simon Coveney. “Frost continua ad attribuire la colpa delle difficoltà con il protocollo nordirlandese all’inflessibilità dell’Ue”, ha scritto su Twitter, aggiungendo che invece l’Ue continua da tempo a proporre nuove soluzioni.

Il ministro degli affari europei francese Clément Beaune ha suggerito che Frost abbia sollevato il problema del protocollo nordirlandese per evitare un confine rigido sull’isola dell’Irlanda. Tuttavia, ha specificato, “il protocollo non è il problema, ma una soluzione a un problema non creato da noi”.

Brexit, l'Ue ribadisce che non ci sono alternative al Protocollo sull'Irlanda del Nord

Dopo le critiche del ministro britannico Frost al Protocollo sull’Irlanda del nord, la presidente della Commissione e il Consiglio europeo hanno ribadito che non si torna indietro.

Proseguono le tensioni tra Bruxelles e Londra sul protocollo sull’Irlanda del Nord che permette, …

Attraverso il protocollo nordirlandese, l’Ulster resta effettivamente parte del mercato unico europeo, perciò le regole doganali europee sono applicate ai beni che provengono dalla Gran Bretagna. Uno dei problemi principali è il controllo dei prodotti alimentari di origine vegetale e animale e la documentazione necessaria sui prodotti che attraversano il Mare d’Irlanda.

Frost incontrerà mercoledì 9 giugno il vicepresidente della Commissione per le relazioni interistituzionali Maroš Šefčovič, che segue da tempo la questione della Brexit. Il tema sarà, naturalmente, la questione nordirlandese e la recente spirale di violenze dell’Ulster, scatenata dagli unionisti.

L’Ue ha proposto che l’80% dei controlli nei porti britannici possa essere evitato se il Regno Unito accettasse di allinearsi al regolamento sanitario e fitosanitario europeo. Frost, tuttavia, ha confermato lunedì 7 giugno che non accetterà alcun accordo che obblighi il Regno Unito ad adottare una legge europea.

Frost ha però consegnato una contro-proposta, il cui scopo sarebbe trovare uno standard di qualità comune sulla sicurezza alimentare e la salute degli animali da allevamento e da compagnia. In caso di deviazione da questi standard da parte del Regno Unito, le parti dovrebbero trovare una soluzione per minimizzare i rischi al mercato unico europeo. Ora le parti attendono nuovi colloqui per proseguire la difficile fase di normalizzazione dei rapporti.