Brexit, congelata la fase due dell’infrazione contro il Regno Unito. Si tenta il dialogo

Un manifesto contro il confine 'rigido' tra Eire e Irlanda del Nord [EPA-EFE/AIDAN CRAWLEY]

Bruxelles non passerà, per il momento, al secondo tempo della procedura di infrazione contro il Regno Unito per la violazione del protocollo sull’Irlanda del Nord.

Il tema che continua a creare problemi, tensioni e divisioni è il protocollo sull’Irlanda del Nord, pensato per evitare una frontiera fisica tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord e tutelare l’accordo del Venerdì santo (accordo di Belfast). Mantiene l’Irlanda del Nord nel territorio doganale del Regno Unito ma allo stesso tempo salvaguarda l’integrità del mercato unico dell’Ue, insieme a tutte le garanzie che offre in termini di tutela dei consumatori.

Sembra in effetti più facile a dirsi che a farsi ed è proprio in ragione di questa difficoltà che dopo anni di trattative e dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di recesso dall’Ue, permangono dei nodi irrisolti tra Londra e Bruxelles.

Secondo i termini del protocollo dell’Irlanda del Nord, tutte le merci spedite dalla Gran Bretagna nella regione devono sottostare alle regole dell’Ue per i prodotti doganali e agroalimentari. Ma questo ha avuto un impatto che il governo di Boris Johnson ha apertamente sottovalutato: “Ci sono state conseguenze reali sulle vite delle persone.

Abbiamo sottovalutato l’effetto del protocollo sullo spostamento di merci in Irlanda del Nord, con diversi fornitori in Gran Bretagna che non hanno semplicemente spedito i beni a causa delle eccessive scartoffie”, ha scritto Frost sul Financial Time a giugno. Le immagini degli scaffali vuoti nei supermercati hanno fatto il giro del mondo ed è partita quella che i media hanno ribattezzato “la guerra delle salsicce”.

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Per risolvere quella che sembrava una situazione di impasse, Londra ha deciso di procedere all’estensione unilaterale del periodo di grazia con l’Irlanda del Nord per alcuni prodotti importati da parte del Regno Unito.

“In risposta a questa decisione unilaterale siamo stati costretti a lanciare una procedura di infrazione e, senza passi soddisfacenti da parte del Regno Unito, saremo costretti a procedere per le vie legali”, aveva commentato il commissario Šefčovič.

La settimana scorsa, poi, il ministro per la Brexit David Frost aveva detto di voler rinegoziare il protocollo. La Gran Bretagna vorrebbe sostanzialmente un regime a doppio standard che permetterebbe alle merci conformi alle norme britanniche di circolare liberamente in Irlanda del Nord insieme ai prodotti conformi alle regole Ue, a patto che siano etichettati come destinati esclusivamente all’uso nella regione.

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“Per quanto riguarda la richiesta di sospensiva, la Commissione valuterà attentamente le nuove proposte avanzate dal Regno Unito, secondo le necessarie procedure di consultazione, sia interna che con il Parlamento europeo”, spiega la portavoce della Commissione, aggiungendo: “Al fine di fornire lo spazio necessario per riflettere su questi temi e trovare soluzioni durature all’attuazione del protocollo, abbiamo deciso, in questa fase, di non passare allo step successivo della procedura di infrazione”.