Brexit, Barnier: “La Gran Bretagna non ha automaticamente diritto ad alcun beneficio commerciale”

Il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

ll Regno Unito nei negoziati post Brexit non ha “automaticamente” diritto ad alcun vantaggio che l’Unione europea potrebbe aver offerto o concesso in altri contesti ad altri partner: ogni accordo è unico nel suo genere. Ad affermarlo è il negoziatore dell’Unione europea per la Brexit, Michel Barnier, nella sua lettera di risposta all’omologo britannico, David Frost.

“Innanzitutto, nell’ottobre 2019 l’Ue ha concordato una dichiarazione politica con il primo ministro, Boris Johnson, che definisce il quadro per le nostre relazioni future, con un equilibrio concordato di ciò che ci eravamo prefissati di raggiungere. Siamo rimasti fedeli alla Dichiarazione politica nel testo legale che abbiamo proposto al Regno Unito, che mostra come gli obiettivi che avevamo definito congiuntamente nell’ottobre 2019 possano essere tradotti in un accordo globale”, ha scritto Barnier, aggiungendo che l’ambizione europea “è quella di raggiungere un accordo di libero scambio, senza tariffe o quote su qualsiasi merce”.

Le relazioni tra Bruxelles e Londra, però, “non saranno mai fluide come la situazione attuale nel mercato unico o nell’unione doganale”, ma questo rispecchia “una scelta sovrana e indipendente del Regno Unito, che rispettiamo e non mettiamo in discussione”, ha precisato Barnier.

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Rispondendo a Frost, che accusava l’Unione europea di rifiutare benefici precedentemente concessi ad altri Paesi, Barnier ha puntualizzato che il Regno Unito “non ha automaticamente diritto ad alcun beneficio offerto o concesso dall’Unione europea in altri contesti e circostanze in trattative con altri partner, spesso molto diversi”.

“Non penso che uno scambio di lettere sulla sostanza dei negoziati sia necessariamente il modo migliore per discutere dei punti sostanziali. Non può essere un sostituto per un impegno serio e trattative dettagliate – aggiunge il negoziatore dell’Unione europea – e, in particolare, non vorrei che il tono che hai preso possa avere un impatto sulla fiducia reciproca e l’atteggiamento costruttivo che è essenziale tra di noi”.

Tenuto conto dei toni della corrispondenza tra Londra e Bruxelles, la prospettiva di raggiungere un accordo entro pochi mesi appare utopistica. La Gran Bretagna, intanto, sta cercando nuovi accordi di libero scambio a livello globale e ha annunciato che da gennaio 2021 sarà in vigore un nuovo regime tariffario. Questo sistema rischia di far salire notevolmente il prezzo dei prodotti alimentari, compresi quelli italiani, e delle auto importate dall’Europa.