Spazio, l’astronauta Thomas Pesquet: l’Europa sviluppi un programma di esplorazione indipendente

L'astronauta Pesquet ad una conferenza stampa presso l'Esa a fine 2021 [EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL]

Secondo il cosmonauta francese i vertici europei dovrebbero cogliere lo slancio creato dalla ritrovata unità diplomatica conseguente alla guerra in Ucraina e sviluppare una propria capacità di volo spaziale umano.

La ritrovata unità diplomatica dell’Europa dovrebbe essere un incentivo per “iniziare a muoversi” velocemente nello sviluppo di una capacità di volo spaziale con astronauti. A dirlo è proprio un astronauta, Thomas Pesquet, che ha recentemente completato il suo secondo viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale con la missione Nasa-SpaceX Crew-2.

Il carismatico ingegnere e pilota 44enne risulta al vertice dei più alti profili nel corpo degli astronauti europei ed è molto popolare in Europa, in particolare nel suo paese di origine dove praticamente è una celebrità.

Anche se da tempo esalta la cooperazione internazionale nello spazio e rimane in lizza per andare sulla Luna come membro delle missioni Artemis guidate dalla Nasa, Pesquet ha detto che è fondamentale che i leader europei diano all’Agenzia spaziale europea (Esa) un mandato e i finanziamenti necessari per lanciare astronauti ed astronaute sotto bandiera europea.

Un argomento che, ha detto Pesquet all’agenzia Afp dalla sede Nasa di Washington, “sta prendendo piede”. “Alla fine degli anni Ottanta e all’inizio degli anni Novanta avevamo l’obiettivo di diventare più indipendenti per quanto riguarda l’accesso allo spazio per gli esseri umani, ma poi non si è realizzato – ha proseguito -. Sono successe diverse cose, la Germania si è riunificata, ha dovuto riorientare i bilanci, eccetera”.

Nella proposta di bilancio 2023, elaborata dalla Commissione europea, sono stati destinati 2,2 miliardi di euro per le attività spaziali.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha ora unificato gli Stati membri dell’Europa, che un tempo erano molto divisi, ha continuato Pesquet, che ha detto di sperare che i Paesi membri dell’Esa capitalizzino il nuovo potere continentale. “Questi temi, come la diplomazia europea e la difesa europea, stanno tornando sul tavolo, e parte di questo processo è anche l’accesso umano indipendente allo spazio”, ha detto.

Attualmente solo Stati Uniti, Russia e Cina dispongono di una capacità di lancio indipendente, mentre l’India sta cercando di acquisire la stessa capacità.

Space X, Thomas Pesquet sarà il primo astronauta europeo sulla Crew Dragon

Nella primavera del 2021, l’astronauta francese Thomas Pesquet volerà alla Stazione spaziale internazionale (Iss) a bordo della nuova capsula American Crew Dragon di SpaceX. Il suo decollo è previsto da Cape Canaveral, in Florida. Sarà la prima volta che un …

Una potenziale opzione per l’Esa è il lancio di un equipaggio su una navicella spaziale fissata al razzo Ariane 6, attualmente in fase di sviluppo, che dovrebbe fare il suo debutto dalla Guyana francese entro la fine di quest’anno. Ma, ha avvertito, “dobbiamo iniziare a muoverci ora, perché i cicli di sviluppo sono lunghi”. “Non vogliamo che questo accada tra 15-20 anni”, ha aggiunto.

L’astronauta ha poi toccato la questione ‘commerciale’ dei viaggi nello spazio, respingendo l’idea che l’ascesa di questo nuovo settore stia rendendo obsolete le agenzie spaziali nazionali. “C’è una percezione generale tra il pubblico che il settore privato, o Elon Musk, o SpaceX, stiano prendendo il sopravvento, il che non è affatto vero”.

In realtà, ha detto, l’industria privata è sempre stata coinvolta, dalla costruzione dello Space Shuttle ai razzi Ariane. “Quello che abbiamo fatto ora è dare loro maggiore autonomia e dire: ‘Ehi, abbiamo bisogno di un servizio. Voi fornite il servizio a un costo efficiente’, e loro lo hanno fatto”.

Gli annunci roboanti di Musk sulla colonizzazione di Marte potrebbero conquistare i titoli dei giornali, ma “le scritte in piccolo dicono che quando tutte le agenzie metteranno insieme il budget per andare su Marte, il settore privato fornirà l’hardware”, sostiene il cosmonauta francese.

E sottolinea che, se da un lato il settore privato sta portando un nuovo livello di velocità e innovazione, dall’altro ci sono alcune sfide, come ad esempio lavorare con i cittadini privati che pagano il biglietto e che ora visitano l’Iss, la Stazione spaziale internazionale, con sempre più frequenza.

“Se si mischiano astronauti professionisti… e partecipanti al volo spaziale, ovviamente, il lavoro che stiamo facendo ne risente, perché dobbiamo occuparci di loro, perché sono meno addestrati, hanno meno esperienza a bordo”, ha detto Pesquet, un aspetto che le agenzie dovranno prendere in considerazione in futuro.