Sassoli: “Sul Recovery Fund non accetteremo nessun passo indietro”

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

“Il Parlamento ha dimostrato e vuole continuare a dimostrare fermezza, trasparenza ed efficienza”. Questo il messaggio lanciato con grande chiarezza dal presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ai capi di Stato e di governo riuniti, in videoconferenza, nel Consiglio europeo.

All’ordine del giorno il Recovery Fund, il nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) e la Brexit.

In merito a quest’ultima, il Presidente ha ribadito che il Parlamento farà di tutto per trovare un accordo. Allo stesso tempo, però, si deve avere la responsabilità di prepararsi al no deal, una soluzione tutt’altro che improbabile.

In merito al Recovery Fund e al QFP, Sassoli ha affermato, ancora una volta, quanto il Parlamento sia unito nel giudicare positivamente la proposta della Commissione europea. Essa deve essere “una base di partenza” e, aggiunge, ormai “non si deve tornare indietro”. In questo senso il Presidente invita più volte a prendere estremamente sul serio la voce del Parlamento che si pone allora l’obiettivo di rivendicare il proprio ruolo di controllo rispetto alle posizioni che emergeranno dal Consiglio europeo. “Il PE ha l’ultima parola – afferma – e non rinunciamo alla nostra prerogativa di essere autorità di bilancio, autorità legislativa e di indirizzo politico dell’Unione”.

Il Parlamento è allora disposto anche ad una prova di forza, nei confronti dei governi nazionali, nel caso in cui le proprie proposte non venissero recepite dal Consiglio.

Tra le richieste irrinunciabili espresse dal presidente, c’è la riforma delle risorse proprie. Serve infatti aumentare le capacità di bilancio dell’Unione per rispondere alle necessità di oggi, ma soprattutto, sottolinea Sassoli, esse serviranno a creare entrate stabili che non facciano ricadere sulle future generazioni il peso dei debiti che si stanno contraendo in questi mesi di emergenza.

Proprio i giovani, insieme alle donne, sono indicati dal presidente come le categorie su cui investire maggiormente nel prossimo futuro. “Dobbiamo infatti incoraggiare l’ingresso nel mercato del lavoro”, afferma. Il prossimo QFP deve allora avere lo scopo “di aumentare il lavoro sicuro, non di aumentare l’esercito del precariato”. A proposito di giovani, Sassoli ha esplicitamente chiarito che il Parlamento richiederà di aumentare i fondi destinati a programmi come Erasmus+ nel prossimo QFP, a differenza di quanto previsto dall’attuale proposta della Commissione Europea, dove tali fondi risultavano invece diminuiti.

La società civile si mobilita contro i tagli all’Erasmus

Mentre si discute del Recovery Fund proposto dalla Commissione Europea, una serie di forze della società civile hanno cominciato a denunciare delle contraddizioni tra i piani della Commissione e il piano presentato.

I governi degli Stati membri hanno infatti, fin da …

Altra priorità del Parlamento, continua Sassoli, è la lotta ai cambiamenti climatici e sarà cura dell’assemblea di Strasburgo assicurarsi che essa, anche nei fatti, rimanga uno dei pilastri politici e strategici dell’Unione nei prossimi anni, con l’obiettivo di raggiungere la climate-neutrality entro il 2050.

Il presidente Sassoli ha allora assicurato che il Parlamento europeo esigerà che, insieme a QFP e Recovery Fund siano chiariti con trasparenza anche quali siano le nuove risorse proprie dell’UE e in quali tempi esse saranno introdotte. Gli eurodeputati sono compatti anche nel sostenere la web tax, sulla quale non si è ancora riusciti a raggiungere un’intesa a livello di Ocse. “Le tasse si pagano dove si fanno i profitti” afferma Sassoli, “e questa regola deve valere per tutti”.

Digital tax, l'Europa è pronta ad andare avanti senza gli Stati Uniti

L’Unione Europea intende andare avanti sulla tassazione sui servizi digitali di aziende come Google, Amazon, Facebook o Apple e, se necessario, lo farà senza gli Stati Uniti.

“Mi dispiace molto per la mossa degli Stati Uniti di mettere un freno ai …

Il presidente precisa poi che quando si parla di istituzioni europee, non si può far riferimento soltanto a quelle che hanno sede a Bruxelles o Strasburgo. Ne sono parte integrante anche i governi nazionali. Essi hanno infatti, grazie alle decisioni già prese a livello europeo, tutti gli strumenti necessari per affrontare la crisi e aiutare concretamente chi è in difficoltà, a cominciare dalle imprese più colpite dall’emergenza Coronavirus. “Non raccontiamoci che siamo a terra perché non c’è il “Recovery Fund”, chiarisce, “gli strumenti legislativi e le risorse sono già disponibili; noi lavoriamo per darne ancora di più”.

Sassoli fa un appello alla responsabilità istituzionale e politica che suona come un ammonimento ai governi nazionali. “Le difficoltà economiche, sociali e finanziarie devono portare tutte le istituzioni a marciare insieme”. Il presidente del Parlamento europeo si aspetta che il Consiglio riesca, entro luglio, a trovare un accordo su Recovery Fund e QFP in modo da dare finalmente inizio ad una nuova fase della storia europea. Il Parlamento, assicura Sassoli, sarà pronto a recepire con rapidità, trasparenza ed efficienza quanto emergerà dai dibattiti in seno al Consiglio e si comporterà di conseguenza, cercando sempre di difendere l’interesse dei cittadini europei.

Serve “potenziare la macchina europea”, conclude Sassoli, “farci salire a bordo più persone, tutte quelle che hanno il diritto di salirci in questa macchina. In questo caso andremo molto lontano”.