Sassoli: “Il Parlamento Ue non accetterà di rimettere in discussione l’esito dei negoziati”

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. [EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL]

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha ribadito la posizione del suo organo prima del Consiglio europeo, dove sarà centrale la discussione su bilancio, Recovery Plan e la condizionalità sullo Stato di diritto rifiutata da Polonia e Ungheria

Sassoli ha espresso positività per una risoluzione su bilancio europeo e strumento di ripresa, sottolineando come l’atmosfera al Consiglio europeo fosse, se possibile, più rilassata di altre occasioni. “Ho trovato molta serenità in Consiglio. Il Parlamento europeo si augura che il risultato del negoziato non sia messo in discussione”, ha dichiarato in conferenza stampa.

Il punto che è emerso chiaramente dal suo discorso è che il Parlamento europeo non accetterà alcuna ridiscussione delle condizioni già approvate, né sul Quadro finanziario pluriennale, né sullo Stato di diritto. “Se tutti gli strumenti partiranno con 27 Stati aderenti, e non 25, il Parlamento Ue non potrà che esserne contento, perché significa che l’Unione eropea sta dando tutta insieme la risposta che i cittadini si aspettano”, ha commentato Sassoli.

Pur non volendo commentare la bozza di compromesso emersa in giornata tra Germania, Ungheria e Polonia, il presidente Sassoli ha confermato la sua fiducia nei leader europei e nella loro capacità di trovare un accordo soddisfacente per tutte le parti e che non rinneghi quanto era stato già stabilito in precedenza.

Interpellato sul piano di ripresa italiano, anche in questo caso Sassoli non ha espresso un giudizio, limitandosi ad affermare che si tratta di una fase ancora troppo embrionale e una valutazione potrà essere effettuata quando sarà superato il periodo di dibattito politico.

Il Parlamento europeo ha anche espresso la necessità di valutare delle sanzioni contro la Turchia, che non ha limato la sua aggressività contro i Paesi europei. Infine, Sassoli ha ricordato che il Consiglio europeo potrà dare la sua visione politica sull’obiettivo climatico, ma la legge potrà essere stabilita in ultima analisi soltanto dai legislatori.

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“Un accordo su un maggiore obiettivo di riduzione delle emissioni pari almeno al 55% entro il 2030 è alla nostra portata”, aveva detto Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo che presiede il vertice dei Capi di Stato e di …

Sulla Brexit, il Parlamento Ue ha ribadito che l’opzione migliore resta un accordo, ma si attenderà il fine settimana per capire se ci saranno novità. Sassoli ha confermato che l’Eurocamera sarà disposta a lavorare anche nel periodo natalizio per valutare un eventuale accordo.

Tuttavia, il problema principale è proprio il poco tempo disponibile: l’accordo commerciale dovrà essere trovato entro il 31 dicembre. Se non ci dovesse essere, Sassoli ha confermato che le misure d’urgenza per regolare i rapporti con il Regno Unito sono già pronte.