Recovery Fund: tutte le tappe in vista del Consiglio europeo

Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte al Parlamento, 1° luglio 2020. [EPA-EFE/GIUSEPPE LAMI]

Mentre la politica italiana continua a litigare sul Mes, proseguono le trattative sul Recovery Fund e sul prossimo Quadro finanziario pluriennale. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, inizia un tour che lo porterà ad incontrare alcuni dei leader europei in vista della riunione del Consiglio prevista per il 17 e 18 luglio. Intanto a Bruxelles, Sassoli, Von der Leyen, Michel e Merkel si riuniscono mercoledì per fissare dei paletti, in vista delle trattative serrate che caratterizzeranno le prossime settimane.

Dopo un mese di schermaglie, sta entrando finalmente nel vivo la trattativa politica in merito al nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) e al piano per la ripresa. La Commissione ha proposto di stanziare 750 miliardi di finanziamenti per far fronte all’emergenza coronavirus e la partita si gioca intorno all’entità effettiva della cifra, e alle condizioni e clausole ad essa legata.

Alcuni Paesi come Austria e Olanda, i cosiddetti “frugali”, non hanno fiducia nella capacità dei Paesi del centro-sud d’Europa – tra cui l’Italia – di utilizzare al meglio i fondi europei. Il ministro degli esteri austriaco Alexander Schallenberg a Bolzano ha chiarito questo punto: “La questione non è se ma come aiutare. Non è di certo nell’interesse di Vienna se uno dei suoi partner economici principali finisce con le spalle al muro”.

Ai governi favorevoli alla proposta della Commissione sta allora il compito di fare fronte comune e rassicurare sulla sostenibilità economica dell’intero Recovery Fund.

Questo lo scopo del “tour” del presidente del Consiglio che martedì 7 luglio ha incontrato il premier portoghese António Costa e l’8 incontrerà quello spagnolo, Pedro Sanchez. Dopo la Spagna Conte si recherà all’Aia, dove proverà ad ammorbidire la rigida posizione del primo ministro olandese, Rutte. Il ciclo di bilaterali dovrebbe poi concludersi con gli incontri con Macron, a Parigi, e a con Angela Merkel, a Berlino.

Per poter risultare credibile, Conte, dovrà convincere gli altri Paesi europei di avere in cantiere un piano serio e convincente di riforme strutturali. Ad esse e alla loro coerenza con gli obiettivi europei di sostenibilità e transizione digitale sarà infatti legata l’erogazione dei fondi di Next Generation Eu.

Nonostante scetticismi nella stessa maggioranza, da Palazzo Chigi fanno sapere che “il presidente non va certo in Europa con il cappello in mano, ma da leader di un Paese che ha saputo gestire l’emergenza del virus; abbiamo la forza, politica e morale, per contrattare gli aiuti necessari”.

L’obiettivo politico realistico a cui puntare non è dunque, per l’Italia, così come per gli altri Paesi, ottenere fondi senza condizionalità di alcun tipo, bensì difendere l’”ambizione” contenuta nella proposta della Commissione europea.

Un’ambizione che risiede sia nella quantità di risorse da destinare al fondo – 750 miliardi – sia nel modo di finanziarle – tramite strumenti di debito europei. Con l’obiettivo di definire i limiti di tale ambizione si riuniranno, l’8 luglio, anche i tre presidenti di Commissione, Parlamento e Consiglio europei, Von der Leyen, Sassoli e Michel, a cui si aggiunge Angela Merkel, in quanto leader del Paese a cui spetta la presidenza di turno.

Oggetto dell’incontro sarà il Recovery Fund e l’introduzione di quelle risorse proprie che dovranno servire a finanziarlo, a partire da imposte sui prodotti di industrie inquinanti esportati nel continente da Paesi extra Ue e da quelle sui giganti del web.

Il vertice è stato richiesto dalla presidente della Commissione, attivando dunque l’articolo 324 del Trattato europeo che prevede la consultazione tra i presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione nell’ambito delle procedure di bilancio. La Commissione sembra insomma decisa a tenere duro, e potrà contare sul sostegno del Parlamento europeo, più volte espressosi in favore della proposta dell’esecutivo, ma anche del governo tedesco.

Tra le priorità di quest’ultimo, per il proprio semestre di presidenza, vi è infatti l’accordo sul Recovery Fund, da trovare prima della fine dell’estate. Se non sarà sufficiente il Consiglio europeo del 17 e 18 luglio, ne seguirà dunque un altro a strettissimo giro, prima della fine del mese. Di certo, da quando è iniziata la presidenza tedesca dell’Unione, il primo luglio scorso, anche Angela Merkel è entrata nelle trattative.

In Italia intanto continua la polemica legata all’utilizzo della linea di credito del Mes, che sta dividendo il governo e diventando il fulcro degli attacchi dell’opposizione.

Il futuro politico, economico e sociale, anche dell’Italia, passerà però dalla capacità di rinnovare strutturalmente un intero Paese per ritrovare credibilità non solo nei confronti degli altri Paesi europei, ma anche e soprattutto nei confronti dei cittadini italiani, non certo da sterili polemiche settoriali.