Recovery Fund, l’Austria continua a chiedere delle modifiche

Il ministro delle Finanze austriaco Gernot Blümel (OeVP). [EPA-EFE/FLORIAN WIESER]

L’Austria si oppone all’attuale piano europeo di 750 miliardi di euro per aiutare le economie a riprendersi dalla pandemia del coronavirus e vuole negoziare modifiche alla proposta, ha dichiarato sabato (30 maggio) il ministro delle finanze del Paese.

Secondo il piano, che deve essere approvato all’unanimità dal Consiglio, la Commissione Europea dovrebbe raccogliere prestiti sul mercato finanziario fino ad un totale di 750 miliardi di euro. Di questi, 500 miliardi sarebbero erogati come sovvenzioni, mentre i restanti 250 in prestiti. Tale fondo dovrebbe quindi essere utilizzato per tamponare la crisi economica causata dall’esplosione del Coronavirus e per rilanciare l’economia europea.

Secondo la ripartizione proposta dalla Commissione, a beneficiare maggiormente del fondo sarebbero Italia e Spagna, in quanto Paesi più colpiti dalla pandemia.

Piano Von der Leyen: Recovery Fund da 750 miliardi, all'Italia 172,7 miliardi

L’annuncio è finalmente arrivato. Il Recovery Fund proposto dalla Commissione Europea ammonta a 750 miliardi di euro. L’Italia è il Paese che riceverà la quota più alta.

Il piano proposto dalla Commissione europea comprenderà 500 miliardi di sovvenzioni  condizionate (grants) emesse direttamente …

Il ministro delle Finanze austriaco, Gernot Blümel, ha dichiarato all’emittente ORF che l’Austria è però scettica. Blümel ha affermato che, nella sua forma attuale, Next Generation EU imporrebbe un onere troppo gravoso per i contribuenti austriaci e si dice dunque pronto a negoziare emendamenti per rendere più accettabile il pacchetto proposto.

“L’Austria non accetterà questo pacchetto”, ha dichiarato Blümel nell’intervista radiofonica. “Perché? Perché l’onere che impone ai contribuenti austriaci sarebbe semplicemente troppo grande”. “Ecco perché abbiamo bisogno di rinnovare i colloqui, ai quali siamo pronti a partecipare”.

L’Austria è, insieme a Paesi Bassi, Svezia e Danimarca uno dei quattro Paesi “frugali” e ha da subito espresso scetticismi rispetto alle proposte di piano di rilancio avanzate tanto dalla Commissione, quanto da Francia e Germania.

"Paesi frugali" contro il rafforzamento del bilancio UE

In un documento la risposta netta alla proposta franco-tedesca in vista della riunione dei commissari mercoledì 27 maggio. Dure reazioni del vice-presidente del Parlamento Europeo Karas e del ministro Amendola. Gozi (RE) chiede coraggio dalla Commissione, mentre il vice-presidente Castaldo …

Gli ultimi commenti di Blümel suggeriscono allora che, senza cambiamenti, il suo Paese sarebbe pronto a votare contro la proposta di Next Generation EU.

L’approvazione di tale programma, che si aggiunge al Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE per il 2021-27, che la Commissione ha proposto di fissare a 1.100 miliardi di euro, necessita del sostegno unanime di tutti gli Stati dell’UE e del Parlamento europeo.

“La proposta della Commissione, insieme al bilancio europeo e al fondo per la ricostruzione, significherebbe che l’Austria dovrebbe contribuire con quasi il 2% del suo PIL”, ha detto Blümel. “Sarebbe il doppio rispetto al passato. Per noi è inaccettabile”.

Sulla stessa linea dell’Austria si è schierato anche il presidente Ungherese, Victor Orban, che negli scorsi giorni ha dichiarato la proposta di Recovery Fund “assurda e perversa”. Anche in questo caso, ad essere sotto attacco è la ripartizione dei fondi.

I quattro frugali, così come l’Ungheria, non vogliono infatti sostenere sforzi, ritenuti da loro eccessivi, per sostenere i paesi maggiormente colpiti dalla pandemia.

Sembra dunque chiaro che il dibattito politico dei prossimi giorni vedrà opposti Stati che ritengono sia giusto un approccio solidale, mirato ad un comune interesse europeo, e quelli che invece continueranno a ragionare principalmente sulla base interessi egoistici.

La speranza, per tutti gli europei, è che si trovi una quadra, altrimenti non ci sarà nessun vincitore e i veri sconfitti dello scontro tra governi saranno, ancora una volta, i cittadini.