La Procura europea indaga sul conflitto di interessi del premier ceco Babiš

Un cartello esibito durante una protesta a Praga recita "Fermate Babis". [EPA-EFE/MARTIN DIVISEK]

La Repubblica Ceca ha presentato alla Procura europea, che ha iniziato i suoi lavori il 1° giugno, il caso di conflitto di interessi che coinvolge il primo ministro Andrej Babiš, proprietario della grande azienda di alimentari e prodotti chimici Agrofert.

L’Ufficio del procuratore pubblico europeo, organismo indipendente basato in Lussemburgo, ha il compito di indagare sull’uso fraudolento dei fondi europei e su altri crimini finanziari, anche in ambito transnazionale.

Il procuratore di Praga Boris Havel ha detto ad Afp che “due report su due differenti questioni sono stati inviati all’Eppo”, senza specificare ulteriormente. La Commissione europea aveva evidenziato ad aprile il conflitto di interessi che coinvolgeva il premier Babiš per il suo ruolo politico e contemporaneamente proprietario di Agrofert.

Babiš, quinto uomo più ricco del Paese, ha sempre negato ogni accusa, affermando di aver trasferito la proprietà di Agrofert a due fondi fiduciari nel 2017, quando era ministro delle finanze, in accordo con la legge anti-corruzione divenuta nota per questo come “Lex Babiš”.

Tuttavia, alcuni documenti pubblici dimostrano che è ancora beneficiario di Agrofert. La Commissione europea aveva concluso che Babiš esercitasse un’influenza decisiva sui fondi fiduciari, chiedendo perciò una “correzione finanziaria del 100%” per tutti i sussidi concessia ad Agrofert da febbraio 2017.

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Il primo ministro ha anche dovuto affrontare una mozione di sfiducia giovedì 3 giugno, a cui è sopravvissuto grazie all’abbandono del Partito comunista e dei suoi 15 votanti, che hanno impedito all’opposizione di raggiungere la maggioranza di 101 seggi a favore.

“Non vogliamo che il Parlamento europeo controlli il nostro Paese”, ha dichiarato in parlamento giovedì. “Nessuna forza estera dovrà intromettersi nei nostri affari. Non vogliamo un ‘Pirati-stan’ multiculturale ed eco-fanatico”, ha detto riferendo al Partito pirata, forza di opposizione ecologista e anti-establishment che si trova ai primi posti negli indici di gradimento.

Babiš è alla guida di un governo di minoranza guidato dal suo partito centro-populista e dai socialdemocratici di centro-sinistra. Come aveva già dichiarato il presidente ceco Miloš Zeman, anche in caso di sfiducia il premier sarebbe rimasto in carica fino alle elezioni generali, previste l’8 e 9 ottobre.

Dopo anni di primato nei sondaggi, con preferenze oltre il 30%, il suo partito risulta ora inseguire dopo la difficile gestione della pandemia. Secondo i dati di Kantar CZ, si troverebbe terzo con il 19% dei voti, alle spalle di due coalizioni di opposizione tra quelle che hanno avviato la mozione di sfiducia, tra cui quella comprendente il Partito pirata, che Babiš ha spesso attaccato nelle sue dichiarazioni accusandolo di aver istigato le indagini degli organismi europei sulle sue aziende.