La Catalogna chiede a Sánchez di attivare il Mes

Il Presidente catalano Quim Torra durante la sessione plenaria del Parlamento regionale catalano a Barcellona, Spagna, il 17 giugno 2020. EPA-EFE/Quique Garcia

Il presidente della comunità autonoma Quim Torra intende inviare una lettera al governo di Madrid per sollecitare la richiesta di un prestito per la regione.

La Catalogna è la comunità autonoma spagnola situata all’estremità nord-orientale della Penisola iberica, che esprime rivendicazioni indipendentistiche, o almeno autonomistiche, per specificità linguistiche, culturali e, forse soprattutto, economiche. Si tratta infatti della regione spagnola più ricca, che di fatto è il maggior contribuente al Pil spagnolo totale ma che ora è alle prese con le conseguenze economiche legate alla pandemia del Covid-19. 

In Catalogna infatti sono stati registrati 60 mila dei 250 mila contagi ufficiali del Paese iberico. La Spagna è stato il secondo Paese dopo l’Italia dove si è registrata una vera e propria esplosione dei contagi e le misure adottate dai due governi, quello italiano e quello spagnolo, sono state in effetti molto simili: le decisioni del governo italiano sono state adottate da quello spagnolo a pochissima distanza. 

Le misure di lockdown nei due Paesi sono riuscite a contenere la diffusione del virus, tanto che secondo le statistiche ufficiali del Center for Systems Science and Engineering (CSSE) della Johns Hopkins University e quelle dell’Organizzazione mondiale della Sanità attualmente i due Paesi sono stati superati da Stati Uniti, Brasile, Russia, India, Gran Bretagna, Perù e Cile per numero di contagi. 

Conte e Sánchez sono sulla stessa linea anche rispetto al tema del Recovery Fund e alle negoziazioni con gli altri Paesi europei, “frugali” in testa, e hanno espresso sempre la stessa posizione sulla necessità di riaprire in modo coordinato le frontiere Ue.

La differenza principale è che Sánchez è il capo indiscusso del Partito socialista ma non ha la maggioranza assoluta, nemmeno assieme al suo socio di governo Podemos: ogni votazione in aula sullo stato di emergenza è diventata una negoziazione politica a geometria variabile tra nazionalisti baschi, catalani, i centristi dimezzati di Ciudadanos, altre formazioni di sinistra come Más País o Compromís, regionalisti come Teruel Existe ed altri.

In questo contesto è arrivata una richiesta forte da parte della regione: l’attivazione del Mes.
Il presidente della comunità autonoma della Catalogna, Quim Torra ha annunciato che invierà una lettera al capo del governo, Pedro Sánchez, chiedendogli di chiedere un prestito di 5 miliardi di euro al Meccanismo europeo di stabilità (Mede) a nome della Catalogna.

Il prestito di 5.000 milioni di euro corrisponde al 2% del Pil. Quim Torra  scriverà anche al direttore del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), Klaus Regling per spiegare che “la Catalogna accetta le condizioni del Mes perché permette un tasso dello 0,1% e perché fornisce liquidità immediata”.

La Spagna, dopo l’Italia, sarebbe secondo maggiore beneficiario dei fondi del Recovery Fund ma “La Catalogna non può attendere l’anno prossimo per ricevere gli aiuti europei. Abbiamo bisogno del denaro adesso”, ha avvertito il presidente, che spera di ottenere il via libera nei prossimi giorni e spera di usare i soldi del Mes per l’anno in corso.

La Banca europea per gli investimenti (Bei) e la banca spagnola Bbva hanno appena firmato due accordi per fornire fino a 1.423 milioni di euro di prestiti alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi del coronavirus. Secondo la Confederazione Spagnola delle Piccole e Medie Imprese (Cepyme) il disastro economico causato dal Covid-19 ha colpito il 96% delle pmi spagnole, e più dell’85% ritiene che avranno problemi a rimanere in piedi.

Numeri che fanno senza dubbio comprendere la richiesta della Catalogna.

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Rinunciare ai fondi del Mes per la gestione dell’emergenza sanitaria è una pessima idea, lo abbiamo già detto. Si tratta di un prestito a tasso negativo pari al 2% del Pil italiano; senza condizioni, a parte essere destinato a spese …