Debito e deficit, in Europa i numeri migliorano dopo l’impennata dovuta alla pandemia

Nel 2020 il debito medio dei paesi euro è cresciuto dall’83 al 97% del Pil.[EPA/MAURITZ ANTIN]

La pandemia di COVID-19 ha fatto schizzare al rialzo il rapporto debito pubblico/prodotto interno lordo di tutti i paesi dell’area euro, che nel 2020 è arrivato al 7,2% contro lo 0,6% del 2019. A dirlo sono i dati ufficiali di Eurostat, pubblicati venerdì 22 ottobre.

Secondo il report dell’istituto europeo di statistica, inoltre, nell’intera UE – comprendendo quindi anche i paesi che non usano l’euro – il rapporto deficit/Pil è passato dallo 0,5% del 2019 al 6,9% dell’anno scorso, mentre il debito medio dei paesi euro è cresciuto dall’83 al 97%.

I paesi peggiori sono stati la Grecia – con un debito più che doppio rispetto al Pil (oltre il 206%), e l’Italia, che ha raggiunto il 155%. Il rapporto è peggiorato a causa della cessione dovuta alla pandemia, che ha portato, nel 2020, a un calo del Pil che nell’eurozona è stato del 6,8%, in Italia dell’8,8% e in Grecia del 9%.

Sempre venerdì, Eurostat ha diffuso anche i dati sul secondo trimestre 2021, che registrano un calo del rapporto deficit/Pil che conferma il trend discendente: al termine del periodo aprile-giugno, nell’area euro il rapporto era del 6,9% contro il 7,1% dei tre mesi precedenti, grazie soprattutto alla ripresa della crescita economica (anche se, ha precisato Eurostat, in termini assoluti le spese degli stati sono aumentate, per contrastare gli effetti dell’epidemia).

Nel secondo trimestre, il deficit in Germania è diminuito dal 5,1 al 4,4%, in Francia dal 15,5% al 9,9% e in Italia dal 13 al 7,6%.

Un buon risultato per il nostro paese che si aggiunge alla valutazione positiva ricevuta, sempre venerdì 22 ottobre, dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha rivisto al rialzo il giudizio sul debito pubblico italiano portandolo da ‘positivo’ a ‘stabile’ e confermando il rating BBB.

La revisione dell’outlook è legata all’impegno del governo Draghi a portare avanti riforme pro-crescita, ha scritto in una nota l’agenzia, che prevede “una forte ripresa spinta” alla ripresa economica che sarà data “dagli investimenti nel 2021 e nel 2022”, e un Pil che supererà i livelli del 2019 “con un anno di anticipo rispetto alle previsioni”.

Secondo Standard & Poor’s, il prodotto interno lordo dell’Italia crescerà del 6% quest’anno e del 4,4% nel 2022, mentre il deficit rimarrà all’8,8% del Pil nel 2021, per poi scendere al 5,8% nel 2022. Alla fine del 2021, invece, il debito pubblico sarà al 144% del Pil.