Commissione europea: “Una nuova austerity sarebbe un errore”

Scritte di fronte all'edificio della Commissione Europea a Bruxelles, il 4 Maggio 2020. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

La Commissione Europea potrebbe iniziare a controllare i livelli di deficit e di debito dei Paesi membri a partire dal prossimo anno, una volta lasciata alle spalle la recessione. Ma la strada per riequilibrare i conti pubblici dovrà evitare gli “errori” dell’ultima crisi, ha fatto sapere l’istituzione mercoledì 20 maggio. 

Mercoledì la Commissione ha presentato le sue raccomandazioni specifiche per gli Stati membri, nell’ambito del meccanismo del semestre europeo per coordinare le loro economie e monitorare le loro finanze pubbliche.

Tenendo conto del fatto che l’UE che sta affrontando la pandemia di coronavirus – la crisi più grave della sua storia – l’esercizio di quest’anno è stato eccezionale. L’esecutivo dell’UE ha già sospeso l’applicazione dei limiti rispetto al deficit e al debito, e tutte le economie sono destinate a superare la fatidica soglia del 3% del PIL.  

Inoltre, la maggior parte delle raccomandazioni rivolte ai governi nazionali è concentrata sui modi in cui i governi stessi possono rafforzare le loro capacità all’indomani della pandemia, nel settore della sanità, e nel sostegno ai lavoratori e alle aziende.

L’UE dovrebbe crescere di oltre il 6% il prossimo anno, il che riattiverebbe il Patto di stabilità e crescita a partire dal prossimo anno. Ma dato “l’alto livello di incertezza” sull’evoluzione della pandemia, il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis ha affermato che “non possiamo fissare una data specifica” in questa fase.

Ha aggiunto che la Commissione valuterà nuovamente la situazione fiscale in tutto il blocco in autunno.

Ma la Commissione vuole evitare gli errori commessi a seguito della crisi finanziaria e del debito sovrano che ha attanagliato la zona euro dieci anni fa. 

“Una volta che la politica fiscale si sarà normalizzata, sarà fondamentale evitare di commettere gli errori del passato. Nel consolidamento fiscale di 10 anni fa, gli investimenti sono stati la prima vittima”, ha detto il commissario per l’economia Paolo Gentiloni.

“Ripetere quell’approccio significherebbe sacrificare le nostre priorità a lungo termine”, compresa la trasformazione digitale o il Green Deal.

L’UE si era concentrata sulle politiche di austerità per bilanciare lo stimolo fiscale adottato all’indomani della crisi finanziaria del 2008-9, il che aveva portato a una recessione autoinflitta nel 2012.

Dombrovskis ha aggiunto che una volta ripristinate le regole fiscali, la Commissione terrà conto del fatto che la posizione di partenza dei livelli di disavanzo e di debito sarà “molto più alta” quando decideranno i percorsi fiscali per ritornare a disavanzi inferiori al 3% del PIL e a livelli di debito al di sotto della soglia del 60% del PIL.

Inoltre, lo sforzo di aggiustamento potrebbe anche essere ulteriormente limitato a seconda della posizione dei Paesi nel ciclo economico.

I funzionari dell’UE hanno detto a EURACTIV che l’applicazione dei limiti del deficit e del debito a partire dal prossimo anno non significherà necessariamente un’imposizione improvvisa degli aggiustamenti, in quanto le raccomandazioni saranno introdotte la prossima primavera per il 2022.

Condizionalità 

Le raccomandazioni della Commissione quest’anno avranno un peso particolare, in quanto aiuteranno gli Stati membri che sperano di accedere a quote sostanziali del nuovo Recovery Fund dell’UE.

Dombrovskis ha sottolineato che ci sarà “un chiaro legame” tra le raccomandazioni e il finanziamento del nuovo fondo. Secondo la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, questo strumento incanalerà la maggior parte dei fondi di rilancio dell’UE.

Di conseguenza, il Recovery Fund, che sarà presentato il 27 maggio, sarà uno “strumento aggiuntivo” per garantire che i governi nazionali attuino le raccomandazioni, ha detto Dombrovskis.

“Sono certo che gli Stati membri, tenendo presente la posta in gioco, presteranno attenzione a queste raccomandazioni”, ha aggiunto Gentiloni.

Per controllare le condizioni di accesso ai fondi per la ripresa, la Commissione seguirà il modello approvato per lo strumento di bilancio per la competitività e la convergenza. 

Di conseguenza, i governi nazionali concorderanno una serie di priorità e gli Stati membri presenteranno “piani di recupero e di resilienza” che riflettano tali obiettivi per accedere ai fondi di recupero. La Commissione sarà incaricata di monitorare l’attuazione dell’intero processo. 

Le raccomandazioni specifiche paese per paese dovrebbero fornire una “guida” nella preparazione di tali piani nazionali, ha detto Dombrovskis. Ma non ha chiarito se i paesi si troverebbero a perdere i fondi nel caso in cui non seguissero le proposte della Commissione.