Commissario al Bilancio: senza un accordo sul Recovery Fund “ci troveremo in difficoltà”

Il commissario europeo al Bilancio Johannes Hahn. [EPA-EFE/FRANCOIS WALSCHAERTS / POOL]

Se i leader dell’UE non riusciranno a raggiungere un accordo su un pacchetto di misure per la ripresa dalla pandemia la prossima settimana, “ci troveremo in difficoltà”, ha avvertito il commissario UE per il bilancio, Johannes Hahn, durante un evento a Bruxelles martedì (7 luglio).

L’Unione sta affrontando la sua peggiore crisi economica, con una crescita prevista in calo dell’8,3% secondo le ultime previsioni della Commissione europea. Se i leader vogliono rilanciare le loro economie, devono concordare un budget settennale di 1.100 miliardi di euro e uno strumento di recupero del valore di 750 miliardi di euro, ha detto Hanh a un evento organizzato dal think tank economico Bruegel.

“La gente si aspetta che i politici possano prendere decisioni e hanno bisogno di vedere fiducia”, ha detto il commissario, “se non c’è fiducia, non c’è speranza, non c’è consumo e quindi non c’è investimento”.

Il Commissario ha insistito sull’importanza che l’UE dimostri di essere in grado di prendere decisioni e di fornire la potenza di fuoco necessaria per contrastare le conseguenze socio-economiche della crisi COVID-19, ma al di là di questo, se ci dovesse essere una seconda ondata, le istituzioni sono “pronte, con i mezzi finanziari idonei ad affrontare una tale sfida”.

Una fonte diplomatica di alto livello dell’UE ha detto che un accordo sul pacchetto di ripresa dalla pandemia nel corso della prossima settimana è “possibile”, ma ha ammesso che le posizioni degli Stati membri dell’UE rimangono “abbastanza lontane tra loro”. Hahn ha sottolineato che la proposta della Commissione è accompagnata da 22 testi giuridici che dovranno essere negoziati e che sono già sottoposti a “rilevanti vincoli temporali”.

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Un’assegnazione controversa

È stata messa in discussione l’assegnazione dei fondi progettati dalla Commissione, con alcuni che sostengono che i paesi con deficit strutturali beneficeranno più dei paesi duramente colpiti dalla crisi. Hahn ha detto che “occorre distinguere gli strumenti che mirano alla risposta rapida, dove viene data la liquidità finanziaria, e gli strumenti destinati ad affrontare i problemi strutturali”.

Mentre l’utilizzo sia dei fondi di coesione rimanenti che di quelli nuovi, lo strumento di sviluppo regionale del blocco, è destinato ad affrontare le conseguenze dirette della crisi, lo strumento per la ripresa e la resilienza mira a sostenere i paesi con problemi strutturali, che li hanno resi più vulnerabili alle ricadute economiche della pandemia.

Il Commissario ha detto che bisogna imparare la lezione e che alcuni paesi “più colpiti di altri, sono sempre gli stessi”. Questi paesi, ha detto, “sono meno resistenti”. Mentre i fondi di coesione sono serviti a iniettare liquidità nell’economia, c’è la necessità di aiutare questi Stati “a riprendersi più velocemente e ad essere più resilienti in futuro”. Queste asimmetrie sono ciò che l’esecutivo dell’UE vuole affrontare con lo strumento “recupero e resilienza”.

Tuttavia, sia Hahn che il commissario per l’economia Paolo Gentiloni non sono riusciti a dare una risposta diretta sul perché la Polonia, il Paese meno colpito dalla crisi sanitaria e finanziaria, è sulla buona strada per accedere a una grossa fetta dei fondi. “La logica della Commissione è buona. La perfezione non esiste”, ha detto Gentiloni.

Troika: sì o no

In una recente intervista, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato che non rispetterà le regole della troika per accedere ai fondi destinati alla ripresa dalla pandemia, e non è il solo. L’Italia e la Spagna hanno espresso l’opinione che la condizionalità sugli stessi dovrebbe essere minima. Tuttavia, un certo numero di paesi, tra cui i cosiddetti “Frugal Four” (Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria), hanno chiesto che i nuovi finanziamenti dell’Unione europea siano vincolati ad alcune condizioni.

Hahn, da parte sua, non vede “una grande contraddizione” tra i desideri del Sud e le esigenze dei “Frugali”. “Possiamo conciliare le idee in un’architettura che rifletta le aspettative di entrambe le parti”, ha detto. Per questo, il Semestre europeo può servire come punto di riferimento per individuare dove sono le esigenze di investimento. Gli Stati membri elaboreranno un progetto di riforma nazionale che dovrà essere approvato sia dalla Commissione che dal Consiglio, sulla base di traguardi intermedi. Potrei immaginare che ci possa essere un pagamento anticipato, ma poi, ulteriori esborsi dipenderanno dal raggiungimento di determinati obiettivi”, ha detto Hahn.

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Il Mini-vertice

Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel dovrebbe presentare entro la fine della settimana una nuova “scatola di negoziazione”, una proposta che dovrà essere negoziata dagli Stati membri, basata sul progetto di bilancio della Commissione e finalizzata ad accogliere le posizioni dei diversi paesi. I contatti sono stati intensificati per garantire che i leader dell’UE possano chiudere un accordo prima della pausa estiva. Mercoledì 8 luglio, Michel incontra il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha indetto un mini-summit la scorsa settimana.

La Cancelliera Angela Merkel, in qualità di leader della presidenza tedesca del Consiglio dell’UE, e David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, che deve dare il suo consenso a un potenziale accordo, si uniranno a loro. In un’intervista con EURACTIV Italia, Sassoli ha ricordato che i legislatori dell’UE hanno l’ultima parola. “Questo non è un processo che si conclude nel Consiglio”, ha avvertito.