Bilancio Ue, l’Austria chiede un ritorno a regole rigide

Gernot Blümel, ministro delle finanze austriaco. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Il ministro delle finanze austriaco Gernot Blümel ha chiesto ai suoi colleghi, che si incontrato giovedì 17 giugno al Consiglio dell’Ue, di tornare a regole severe sul bilancio per evitare di cadere in una “Unione del debito”.

“L’Europa non deve cadere in un’Unione del debito”, ha avvertito Blümel, aggiungendo che “creare debito è pericoloso, anche con tassi di interesse bassi”.

La Commissione europea è al lavoro su una proposta per semplificare le regole fiscali europee che richiedono un bilancio equilibrato ai Paesi dell’eurozona, che non devono superare un deficit superiore al 3% del Pil e mantenere il debito pubblico sotto il 60% del Pil.

Queste regole sono state temporaneamente sospese per via della pandemia. L’Austria, uno dei quattro cosiddetti ‘paesi frugali’ durante i negoziati per il Recovery Plan, ha continuamente richiesto l’adesione a questi severi criteri di bilancio.

“Paesi come Francia e Italia vorrebbero abolire le regole di Maastricht”, ha detto Blümel. “È una cosa allarmante dal punto di vista economico e morale”. Nonostante il ministro austriaco abbia detto di aver trovato un sostegno significativo da altri colleghi, gli alleati chiave Olanda e Germania non sono sembrati molto interessati a questa mossa.

Il primo ministro olandese Mark Rutte, che sta lavorando per formare un nuovo governo, preferisce non proporre posizioni rigide per non perdere il supporto dei partner di sinistra. In Germania, invece, il ministro delle finanze Olaf Scholz si è opposto più volte alla modifica delle regole fiscali.

Il presidente del parlamento tedesco ed ex ministro delle finanze Wolfgang Schäuble ha scritto in un op-ed pubblicato dal Financial Times a giugno che l’Europa deve tornare alla normalità monetaria e fiscale.

“Il peso del debito pubblico deve essere ridotto. Altrimenti, c’è il pericolo che la pandemia di Covid-19 sia seguita da una ‘pandemia del debito’, con conseguenze economiche disastrose per l’Europa”, ha detto Schäuble.

“Con l’invecchiamento della popolazione, i paesi dell’Ue faticheranno a eguagliare gli Stati Uniti e la Cina in produttività e competitività se permetteranno che un debito eccessivo metta in pericolo la loro flessibilità finanziaria. Quindi, tutti i membri dell’eurozona devono impegnarsi negli sforzi per tornare a una disciplina di bilancio più rigorosa”, ha aggiunto.

Dombrovskis: le regole di bilancio devono essere riattivate nel 2023

Secondo il vice-presidente della Commissione bisogna evitare di rimuovere “prematuramente o in maniera non coordinata” le misure di sostegno messe in campo finora, per non rischiare di interromperne l’effetto, ma allo stesso tempo bisogna assicurarsi che tali misure non durino per “troppo …

L’European Fiscal Board a favore della sospensione del Patto di stabilità nel 2022

Mercoledì 16 giugno l’European Fiscal Board (Efb) si è espresso a favore di proseguire la sospensione del Patto di stabilità e crescita anche nel 2022, ma ha chiesto che vengano riviste le regole fiscali per il 2023, di modo da evitare rischi.

Il presidente dell’Efb Niels Thygesen aveva già affermato che la riattivazione del patto di stabilità avrebbe potuto avvenire solo quando il Pil dell’eurozona fosse tornato ai livelli pre-pandemia. “Siccome questo obiettivo potrà essere raggiunto solo nel 2022, sosteniamo la sospensione anche l’anno prossimo”, ha detto.

Il Board, tuttavia, ritiene importante reintrodurre il quadro regolamentare nel 2023, perché avere la clausola di sospensione senza averne una di uscita sarebbe indesiderabile e pericoloso, ha detto Thygesen. “Il ritorno a un quadro fiscale rivisto e basato su regole è una questione urgente per cementare la credibilità e mitigare l’incertezza sulle politiche future”, ha aggiunto.

L’European Fiscal Board ha proposto a settembre 2019 una serie di misure per aggiustare il patto di stabilità e crescita alle differenti economie, togliendo il deficit al 3% e proponendo un tetto di spesa annuale e un supporto agli investimenti green.

Le sue raccomandazioni sono arrivate prima che la Commissione lanciasse la revisione del Patto di stabilità e crescita a febbraio 2020. La revisione è stata sospesa fino ad ora perché l’Ue si è concentrata sulla presentazione delle misure di emergenza per affrontare la crisi Covid-19, ma il processo sarà rilanciato nella seconda metà di quest’anno.

Seguendo i passi della Commissione e del Fondo Monetario Internazionale, il consiglio ha messo in guardia contro un ritiro anticipato dello stimolo. Ma non ha ritenuto necessarie ulteriori misure straordinarie a livello Ue per cementare la ripresa europea.

Nei prossimi anni, la priorità sarà spostare l’attuale spesa collegata alla pandemia verso iniziative più strutturate per supportare la ripresa e raggiungere la transizione verde e digitale, ha detto il Board.