L’Europa per i giovani: programmi e progetti

I programmi e la strategia europea che riguardano direttamente i giovani, all’interno e in coerenza con le politiche europee, a cominciare da Erasmus+, non possono non tenere conto della realtà multiculturale e di mobilità diretta e virtuale.

Essa riguarda il miglioramento delle competenze e il progredire degli studi verso una occupabilità di qualità, in settori emergenti e innovativi, in una chiave che potenzi le competenze interculturali e di cittadinanza; quindi, in una prospettiva di inclusione.

In questo senso vale la pena ricordare che in seno all’UE vi sono numerose azioni e proposte, che andremo ad esaminare in breve, con i seguenti criteri distintivi:

  • Destinatari della progettualità
  • Obiettivi principali della progettualità

Seguono in sintesi alcune aree di progetto alle quali oggi i giovani europei (e non solo) possono fare riferimento.

Il settore Gioventù di Erasmus+

Esso è gestito in Italia dall’Agenzia Nazionale per i Giovani; si rivolge a coloro che hanno tra i 13 e i 30 anni, e agli animatori giovanili. In questo ambito, i partecipanti possono prendere parte ad esperienze di mobilità effettiva (fino ai recenti temporanei provvedimenti restrittivi Covid-19). Sono in particolare al centro dell’attenzione progettuale i giovani con minori opportunità, con l’obiettivo di coinvolgerli attivamente nei progetti, l’inclusione sociale è infatti, insieme alla promozione della cittadinanza europea, una priorità del capitolo Gioventù del Programma.

Altre finalità sono:

  • promuovere la partecipazione alla vita democratica in Europa e al mercato del lavoro, la cittadinanza attiva, il dialogo interculturale, la solidarietà;
  • favorire miglioramenti qualitativi nell’ambito dell’animazione socio-educativa;
  • integrare le riforme politiche a livello locale, regionale e nazionale e sostenere lo sviluppo di una politica in materia di gioventù basata sulla conoscenza e su dati concreti;
  • favorire il riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale, in particolare mediante una cooperazione politica rafforzata;
  • accrescere la dimensione internazionale delle attività nel settore della gioventù e il ruolo degli animatori socioeducativi (Youth Workers) e delle organizzazioni giovanili quali strutture di sostegno per i giovani.

Le Azioni rivolte direttamente ai giovani sono:

KA1 – Mobilità dei giovani e degli operatori giovanili, che offre opportunità di mobilità in Europa; non solo per accrescere le proprie competenze, conoscere culture diverse, crescere come cittadini europei. Destinatari dell’azione anche gli animatori giovanili. Sono possibili: scambi, ovvero l’incontro tra due o più gruppi di ragazzi di Paesi diversi per affrontare insieme un tema comune.

All’interno di un periodo minimo di 5 giorni e massimo di 21, i partecipanti hanno la possibilità di scambiare idee, confrontarsi, acquisire conoscenze e coscienza di realtà socio-culturali diverse tra loro. In ambito KA1 vanno citati i Partenariati Strategici nell’ambito dell’Istruzione e formazione professionale (VET), che hanno tra le priorità l’inclusione sociale e mirano a promuovere in particolare mediante approcci integrati innovativi valori condivisi, come uguaglianza, inclusione sociale, diversità e non discriminazione.

In particolare, i progetti VET puntano ad aumentare la qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (IFP), e ad essi possono partecipare ogni tipo di organismo appartenente a uno dei Paesi del Programma, attivo nel campo dell’istruzione, della formazione e della gioventù o altri settori socio-economici, così come alle organizzazioni che portano avanti attività trasversali.

È possibile realizzare progetti di formazione e messa in rete degli operatori attivi nel campo dei giovani e delle organizzazioni giovanili, con l’obiettivo di promuovere la qualità delle strutture di supporto per i giovani, offrire sostegno a chi lavora nel settore della gioventù e alle organizzazioni giovanili, favorire lo scambio di pratiche educative a livello internazionale, migliorare la qualità del Programma.

Le attività che si possono realizzare con i progetti sono: visite di studio e osservazione (job shadowing), corsi, seminari; progetti di Volontariato (ex SVE): dal 2018 le attività di volontariato europeo del programma Erasmus+ sono confluite nel Corpo europeo di solidarietà, nuovo programma dell’UE per i giovani gestito in Italia dall’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG).

Tutte le informazioni, gli strumenti di partecipazione, gli esiti delle candidature e delle richieste di accreditamento (quality Label), gli approfondimenti sono pertanto disponibili sul sito dell’ANG.

I Progetti di volontariato (ex SVE) offrono ai giovani tra i 17 e i 30 anni l’opportunità di svolgere un’attività di volontariato in un Paese del programma o al di fuori dell’Europa, per un periodo che va da 2 a 12 mesi, impegnati come “volontari europei” in progetti locali in vari settori o aree di intervento: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo.

Si tratta di un’esperienza di apprendimento interculturale in un contesto non formale, che vuole promuovere l’integrazione sociale e la partecipazione attiva dei volontari coinvolti. Per i i giovani partecipanti significa entrare in contatto con nuove culture, esprimere solidarietà verso gli altri e acquisire nuove competenze e capacità utili alla loro formazione personale e professionale. Si tratta di attività cooperative di animazione socioeducativa per lo sviluppo, la verifica, l’adattamento e/o l’attuazione di pratiche innovative di animazione socioeducativa. Tali attività possono riguardare:

  • Metodi, strumenti e materiali rivolti a favorire le competenze-chiave e le abilità di base dei giovani nonché che le abilità linguistiche e nelle TIC; metodi, strumenti e materiali per la professionalizzazione e lo sviluppo professionale degli animatori socioeducativi (ad esempio piani di studio, moduli di formazione, risorse, migliori pratiche, strumenti di convalida ecc.); nuove forme di animazione socioeducativa e di formazione e sostegno, soprattutto uso strategico dell’apprendimento aperto e flessibile, della mobilità virtuale, delle risorse didattiche aperte e migliore sfruttamento del potenziale delle TIC; programmi e strumenti di animazione socioeducativa rivolti a combattere l’esclusione sociale e l’abbandono scolastico o attività strategiche di rete e cooperazione tra le organizzazioni giovanili e/o con le organizzazioni del settore dell’istruzione della formazione nonché del mercato del lavoro o cooperazione strategica con le autorità pubbliche locali/regionali.
  • Riconoscimento e certificazione delle abilità e delle competenze a livello nazionale facendo riferimento ai quadri europei e nazionali delle qualifiche e utilizzando gli strumenti UE di convalida.
  • Iniziative transnazionali in materia di gioventù: attività di cooperazione per favorire l’impegno sociale e lo spirito imprenditoriale svolte in maniera congiunta da due o più gruppi di giovani di diversi paesi

KA 2 – Partenariati strategici rivolti al settore giovanile, un partenariato strategico dà l’opportunità alle organizzazioni attive nel settore della gioventù, nonché alle imprese, agli enti pubblici, alle organizzazioni della società civile attive in diversi settori socio-economici, di cooperare per attuare pratiche innovative che portino ad un’animazione giovanile di alta qualità, alla modernizzazione istituzionale e all’innovazione sociale,  e per il riconoscimento e la certificazione a livello nazionale delle abilità e delle competenze frutto dell’educazione non formale.

KA 3 – Dialogo giovanile nell’ambito dell’obiettivo comunitario consente di ridurre la distanza tra giovani ed istituzioni europee, di armonizzare le politiche dei Paesi membri in materia di gioventù e di coinvolgere direttamente i giovani nelle decisioni che li toccano da vicino, il programma Erasmus+ favorendo le Policy reforms, l’incontro tra i giovani e i responsabili delle politiche per la gioventù, attraverso attività quali meeting di informazione, dibattito e consultazione tra giovani e decision makers della gioventù, consultazioni di giovani, meeting di preparazione alla Conferenza europea sulla gioventù.

Ulteriori azioni di programma e progetti vengono gestiti dall’agenzia Nazionale INAPP, Ka1 e Ka2 in ambito VET, su opportunità work based learning rivolte ai giovani e agli studenti che, attraverso questo programma hanno l’opportunità di effettuare esperienze formative basate sul lavoro in aziende europee garantendo offrendo così la possibilità del primo sguardo sull’Europa.

Quanto sopra esposto è gestito dalle agenzie nazionali ERASMUS plus ma ci sono azioni anche livello centralizzato EACEA, sempre in ambito ERASMUS+ quali Capacity building rivolti a giovani di più continenti e European Youth Together, KA3 in vigore dal 2018 e gestito da EACEA.

 

Inclusione sociale: non solo Erasmus+

Il panorama progettuale è ricco e interessante anche al di fuori del Programma Erasmus+. Saranno brevemente citati, seppure non esaustivamente, altri tipi di opportunità che i giovani europei e non europei hanno per partecipare ad azioni di mobilità e confronto, in chiave inclusiva e innovativa:

  • AMIF (Asylum and Migration Fund): è stato istituito per il periodo 2014-2020, ha come obiettivi la promozione della gestione efficiente dei flussi migratori e l’attuazione, il rafforzamento e lo sviluppo di un approccio comune dell’Unione in materia di asilo e immigrazione, sulla base dei seguenti obiettivi specifici
  • Asilo: rafforzare e sviluppare il regime europeo comune in materia di asilo, garantendo che la legislazione dell’UE in questo settore sia applicata in modo efficiente e uniforme;
  • Migrazione legale e integrazione: sostenere la migrazione legale verso gli Stati dell’UE in linea con le esigenze del mercato del lavoro e promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di paesi terzi;
  • Rimpatrio: potenziare strategie di rimpatrio eque ed efficaci, che contribuiscano a combattere la migrazione irregolare, ponendo l’accento sulla sostenibilità e sull’efficacia del processo di rimpatrio;
  • Solidarietà: fare in modo che gli Stati dell’UE più colpiti dalla migrazione e dai flussi di asilo possano contare sulla solidarietà degli altri Stati dell’UE;
  • ENI CBC MED: è un programma per la cooperazione nel Mediterraneo, che ha tra le sue priorità l’inclusione sociale e la lotta alla povertà e ha dato la possibilità a circa 200 progetti finanziati dopo la Call 2019 di favorire e promuovere attività innovative che hanno come protagonisti uomini e donne, spesso NEETs, provenienti dalle aree geografiche che si affacciano sul Mediterraneo.

Conclusioni

In una visione di insieme sulle politiche giovanili, che mirano a rendere i giovani partecipativi in un’ottica di inclusione e promozione di diritti universali, si ha a disposizione un panorama ricco e articolato di proposte e di idee.

Vale la pensa citare in questa parte conclusiva alcune parole scritte in occasione della pubblicazione della “Risoluzione del Consiglio dell’Unione europea e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, su un quadro di cooperazione europea in materia di gioventù: La strategia dell’Unione europea per la gioventù 2019-2027, laddove si legge, nell’introduzione: “Occorre una strategia dell’Unione europea per la gioventù 2019-2027 […]che punta ad affrontare le sfide esistenti e future su cui si sono confrontati i giovani di tutta Europa” e successivamente: “La politica europea in materia di gioventù e tutte le azioni intraprese nell’ambito della strategia dell’Unione europea per la gioventù 2019-2027 dovrebbero essere saldamente radicate nel sistema internazionale dei diritti umani […]: A. uguaglianza e non discriminazione: contrastare tutte le forme di discriminazione e promuovere la parità di genere, riconoscere che i giovani rischiano di trovarsi confrontati a molteplici forme di discriminazione, compresa quella basata sull’età, e osservare i principi riconosciuti, tra l’altro, dagli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; B. inclusione: riconoscendo che i giovani non sono un gruppo omogeneo, e che quindi hanno esigenze, contesti di provenienza, situazioni di vita e interessi variegati, la strategia dell’UE per la gioventù dovrebbe promuovere attività e politiche inclusive che comprendano tutti i giovani, soprattutto quelli che hanno minori opportunità e/o quelli le cui opinioni potrebbero essere trascurate” (C456/3, 2018).

Un ulteriore rimando è al già citato 6° Ciclo del Dialogo con i giovani dell’UE del 2018 laddove sono declinati con chiarezza gli obiettivi dei giovani per i giovani, che focalizzano la richiesta di attenzione da parte di governi e istituzioni sull’inclusione e sulle politiche che possano premiare la disseminazione di risorse accessibili, ancor più necessarie nel clima di incertezza mondiale che si vive in questi tempi recenti.

È allora auspicabile che tra le parole e le indicazioni date direttamente dai giovani, una progettualità ricca e complessa, l’impegno internazionale verso la cooperazione si possa guardare con realistico ottimismo ad una società, possibilmente globale, che abbia al centro l’inclusione.

BIBLIOGRAFIA

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https://www.politichegiovanili.gov.it/media/1147/strategia-europea-gioventu-guce-18122018.pdf)