L’impossibile addio a Morricone, maestro senza confini

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Una fotografia resa disponibile dall'Academy degli Oscar del compositore Ennio Morricone. [EPA-EFE/AMPAS HANDOUT MANDATORY CREDIT: AMPAS HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES]

È morto nella notte tra il 5 e il 6 luglio in una clinica romana Ennio Morricone, artista che ha segnato la musica mondiale, la storia del cinema e l’immaginario di milioni di persone su scala transnazionale.

Nato a Roma nel 1928, aveva studiato presso il Conservatorio di Santa Cecilia, diplomandosi in tromba e approfondendo lo studio della composizione sotto la guida di Goffredo Petrassi. Musicista, arrangiatore, compositore e interessato alla sperimentazione – significativa a riguardo la sua partecipazione al “Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza” – aveva, sin dai primi anni Sessanta, lavorato per il cinema. In questo ambito Morricone ha scritto alcune delle più celebri colonne sonore di tutti i tempi, collaborando, tra gli altri, con registi del calibro di Sergio Leone, Gillo Pontecorvo, Elio Petri, Pierpaolo Pasolini, Mario Monicelli, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore, Roman Polanski, Quentin Tarantino, Pedro Almodovar, Brian De Palma, Olivier Stone e Terrence Malick. Per queste ragioni gli era stato assegnato un Premio Oscar alla Carriera nel 2007 a cui poi, nel 2016 era seguito quello per la migliore colonna sonora per The Hateful Eight.

Tra le tante composizioni del maestro romano Euractiv.it ricorda la Cantata per l’Europa scritta nel 1988 per festeggiare l’Unità d’Europa. In essa Morricone aveva voluto esprimere – come sottolineato nel recente volume Inseguendo quel suono (Mondadori, 2016) – il concetto di una “stratificazione” delle voci al fine di far assumere “solidità” all’ideale europeo.  In particolare nei cori dell’opera in questione il compositore aveva personalmente selezionato e sovrapposto i testi, cantati negli idiomi originari, di quelli che lui considerava i “veri padri dell’idea europea”, ovvero Benedetto Croce, Thomas Mann, Winston Churchill, Charles De Gaulle, Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi, Hugo von Hofmannsthal e Victor Hugo. “ Ero stato attratto – affermava – dall’idea di questo dialogo atemporale e immaginario tra intellettuali di epoche e di provenienze diverse, ognuno che si esprimeva nella propria lingua, ma trovando una comune armonia concettuale: un caleidoscopio di voci”.

Da quello che è possibile leggere sulle prime pagine di tutti i giornali del globo e dallo stesso profilo twitter della Commissione Europea, la sua musica non sarà dimenticata, così come il suo esempio morale, quello di un uomo umile e discreto che, restando fedele a se stesso, è riuscito a cambiare il mondo, donandogli con la sua poetica delle incancellabili emozioni e un nuovo accesso alla sfera del sublime. In tal senso- ricordandosi con Gilles Deleuze che l’arte, come insieme di percezioni e sensazioni, sopravvive all’artista – si è certi che dire addio a Ennio Morricone sia in ultima istanza impossibile. Arrivederci quindi, maestro.