Il Nuovo Bauhaus: la cultura come strada verso un’Europa migliore

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Mariya Gabriel, commissaria Ue per l'Innovazione, ricerca, cultura, educazione e gioventù. [European Commission]

L’iniziativa New European Bauhaus mira a utilizzare la creatività dell’Europa per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo. Ci incoraggia a pensare fuori dagli schemi per un’Europa migliore, scrivono Mariya Gabriel e Domènec Ruiz Devesa.

Mariya Gabriel è la commissaria dell’Unione europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù. Domènec Ruiz Devesa è membro del Parlamento europeo con il gruppo S&D. Siede nella commissione per la cultura e l’educazione.

L’Europa è un progetto permanentemente in costruzione. Ogni generazione lo perfeziona e lo riafferma. Così, il nome “Bauhaus”, o “Casa della costruzione” in tedesco, è un nome appropriato per la nuova iniziativa proposta dalla presidente della CE Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 16 settembre 2020.

La presidente della Commissione UE ha dichiarato che il Green Deal europeo non può essere solo un progetto economico o ambientale, bensì deve diventare un nuovo progetto culturale per l’Europa.

Dopo l’annuncio della presidente Von der Leyen, la Commissione ha delineato il nuovo Bauhaus europeo il 14 ottobre 2020. Alcuni elementi della proposta promuovono un nuovo e lungimirante approccio alla politica.

In primo luogo, il nuovo Bauhaus europeo si basa sull’interdisciplinarità, collegando diversi gruppi – artisti, architetti, ingegneri e designer – per sviluppare pratiche comuni che permettano di ampliare le pratiche abituali di ogni campo professionale separato, superando così i nostri limiti inconsci.

In secondo luogo, l’iniziativa pone giustamente l’accento sulla trasversalità come vettore delle politiche culturali. La cultura non è vista come un settore a sé stante, ma come un settore capace di contribuire ad altre aree di conoscenza, come la demografia, la mobilità, la sostenibilità, l’intelligenza artificiale, l’edilizia, e così via.

Questa lista di possibili aree di collaborazione è probabilmente ancora incompleta. Ma il terzo elemento innovativo del Bauhaus – è un progetto molto specifico, basato sulla partecipazione dal basso – dovrebbe permetterci di identificare ulteriori aree che possono contribuire a far progredire la costruzione di un’Europa più ecologica, sociale e culturale. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo integrare tutte le espressioni culturali.

Con questo spirito, la prima fase del Bauhaus è stata ufficialmente lanciata il 18 gennaio 2021. Aperto a tutti, con l’obiettivo di raccogliere le idee più audaci, il Bauhaus ci incoraggia a pensare fuori dagli schemi e a coinvolgere attivamente cittadini, pensatori, studenti, musicisti, architetti, poeti, scienziati, artisti e il più ampio settore culturale, disposti a unire le forze per costruire un’Europa migliore.

Il Bauhaus originale è nato nel 1919, dopo la fine della Prima guerra mondiale. Era un’espressione del rinascimento culturale europeo, che reagiva alla devastazione dell’Europa. L’Europa stava piangendo i milioni di vittime della guerra e del flagello della pandemia influenzale del 1918.

Ma allo stesso tempo, l’energia creativa degli europei stava già dando vita a nuove idee che prefiguravano il mondo a venire.

Al livello politico, gli imperi europei erano in fase di disintegrazione. La Repubblica di Weimar nacque nel 1919, con una nuova costituzione che rifletteva la volontà di superare le strutture politiche dell’antico regime. L’Unione Sovietica stava emergendo dopo la rivoluzione di febbraio del 1917, accompagnata dalla rivoluzione creativa dell’avanguardia russa.

Questo spirito di rottura permise ai movimenti culturali che stavano fermentando sotto la superficie di emergere in piena forza. I movimenti espressionisti, cubisti, futuristi e costruttivisti, fioriti negli anni del dopoguerra, hanno lasciato un’innegabile eredità nel patrimonio artistico continentale.

A loro dobbiamo l’Ulisse di James Joyce, le opere di Klimt e alcuni dei nostri migliori poeti come Apollinaire.

In Germania ci fu un’esplosione culturale, la Goldene Zwanziger Jahre, che si riverberò nella letteratura, nel cinema, nel teatro e nella musica. Thomas Mann stava scrivendo La montagna magica, Fritz Lang iniziò il suo lavoro rivoluzionario nel cinema, i teatri uscirono in strada per raggiungere tutti i tipi pubblico, e il cabaret e il jazz divennero popolari come espressione della libertà che permeava questa epoca.

Questo fu lo sfondo culturale in cui nacque il Bauhaus, con un programma di sperimentazione radicale e di democratizzazione dei valori estetici.

Anche oggi siamo in un’epoca di cambiamenti. I cittadini di tutto il mondo si sentono a disagio, a causa delle incertezze sul futuro del pianeta e dei profondi cambiamenti socio-economici sulla scia della globalizzazione e della digitalizzazione.

L’attuale crisi economica derivata dalla pandemia di Covid-19 si aggiunge alle crisi che gli europei hanno sopportato negli ultimi 15 anni. Sono sfide che dobbiamo affrontare per garantire opportunità a tutti.

In questo senso, lo spirito del Bauhaus originale è valido ancora oggi, e nello stesso modo in cui poeti, artisti, registi e architetti hanno contribuito a ricostruire l’Europa del dopoguerra, oggi dobbiamo dare alla comunità creativa contemporanea il potere di guidarci nella costruzione di una nuova Europa, che osa rompere con modi di fare che non sono più adatti alle esigenze del momento, né al futuro.

Il metodo politico innovativo del Bauhaus europeo implica che le questioni riguardanti la portata finale e il finanziamento della proposta saranno risolte man mano che le idee diventeranno più concrete.

Tuttavia, possiamo già prevedere che, data la grandezza delle sfide, i cinque progetti pilota del Bauhaus dovrebbero, idealmente, essere ampliati e replicati in futuro, al fine di fornire una maggiore copertura del territorio europeo.

Allo stesso modo, è diventato chiaro che, in linea con il suo spirito trasversale, il nuovo Bauhaus europeo dovrebbe essere sostenuto finanziariamente da vari fondi dell’Unione, in particolare quelli legati alla politica di coesione. Le sinergie con altri programmi e soprattutto con il Piano per la ripresa dell’Europa saranno fondamentali per il successo del Bauhaus. È tempo che artisti, scienziati, studenti e cittadini parlino chiaro. L’Europa sta ascoltando.