Unesco, Liverpool rimossa dalla lista dei patrimoni dell’umanità

L'Albert Dock a Liverpool, Inghilterra, nel 2008. [EPA/ANITA MARIC]

L’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni unite che si occupa della protezione della cultura, ha rimosso mercoledì 21 luglio la città di Liverpool dalla lista dei patrimoni dell’umanità perché i nuovi edifici costruiti intorno al suo porto vittoriano ne minano l’autenticità.

La città di Liverpool è diventata solo il terzo sito di sempre a  perdere lo status di patrimonio dell’umanità, dopo una riserva naturale dell’Oman nel 2007 a causa del bracconaggio e la valle dell’Elba vicino a Dresda, in Germania, per la costruzione di un ponte stradale.

La ragione della decisione è la costruzione di edifici moderni intorno ai moli vittoriani della città inglese, che “minano l’autenticità e l’integrità della città”. Liverpool era stata inserita nella lista dei patrimoni culturali nel 2004 a causa della sua importanza come porto commerciale nel diciottesimo e diciannovesimo secolo e per le sue bellezze architettoniche.

Il sindaco della città, Joanne Andersen, si è detta “delusa e preoccupata” per una decisione “incomprensibile”, arrivata dieci anni dopo l’ultima visita degli ufficiali Unesco. Ha anche annunciato che intende fare appello.

L’esclusione dalla lista dei patrimoni significa la perdita dei fondi Onu per la conservazione. La minaccia di essere privata del riconoscimento è nota alla città di Liverpool sin dal 2012, quando l’Unesco aveva avvertito che i piani di costruzione di condomini e uffici avrebbe distrutto il panorama della città.

Anche il nuovo stadio della squadra di calcio dell’Everton, che dovrebbe sorgere proprio lungo i moli e occupare parte dello spazio del vecchio porto, è stato considerato un motivo di deturpamento dell’autenticità della città.

Il rischio corso da Venezia

Anche la città di Venezia ha rischiato di essere inserita nella lista nera dei patrimoni Unesco, accanto ai luoghi danneggiati dalle guerre come Damasco e Aleppo in Siria o Timbuctù in Mali. Il World Heritage Forum, comitato che riconosce e controlla i siti patrimonio dell’umanità, aveva lanciato un chiaro avvertimento.

L’Unesco ravvisava numerose criticità nella tutela della città lagunare: il turismo di massa, l’abbassamento del numero dei residenti, il mancato completamento del Mose, le fabbriche inquinanti di Porto Marghera ma soprattutto le grandi navi da crociera che continuano a transitare in laguna.

Con il decreto del governo italiano che vieterà l’accesso alle navi a partire dal 1° agosto si è fatto un importante passo avanti, accolto positivamente dalla direttrice generale dell’Unesco Audrey Azoulay. Il rischio di finire come Liverpool è stato concreto, ma per il momento è scongiurato.