Un milione di birre già pagate attendono i clienti alla riapertura dei bar europei

Due uomini brindano con un bicchiere di birra a Valencia, Spagna. [EPA-EFE/KAI FOERSTERLING]

Con la graduale riapertura dei bar in tutta Europa, quasi un milione di birre gratis o prepagate attendono i consumatori diffidenti.

I produttori di birra, dal colosso globale Anheuser-Busch InBev ai piccoli birrifici artigianali, hanno dato l’opportunità ai consumatori di acquistare bevande in anticipo per sostenere i bar chiusi con, in alcuni casi, la ricompensa di birra gratis quando le porte si riapriranno.

AB InBev ha lanciato la sua prima strategia “Cafe Courage” in Belgio e da allora ha venduto oltre 200.000 Stella Artois, Jupiler e altri marchi. Ha anche avviato incentivi simili in 20 mercati diversi in tutta Europa e in altri continenti, dal Brasile a Hong Kong, raccogliendo oltre 6 milioni di dollari per pub, bar e ristoranti.

Il secondo marchio al mondo, Heineken, ha stimato per 270.000 il numero di bevande vendute attraverso i voucher.

Ora che i bar stanno riaprendo, i consumatori hanno avuto subito la possibilità di riscattare coupon o buoni sconto.

Gli amici danesi Arendse Rohland e Thomas Hoffner Lovgren sono stati i primi tra quelli che hanno approfittato delle birre gratis dopo la riapertura dei bar il 18 maggio.

La casa danese Carlsberg ha offerto le birre in un bar ai consumatori che hanno acquistato bottiglie o lattine in negozi secondo lo schema “Adotta un barile”. L’idea era quella di attirare i consumatori attraverso bevande gratis e sperare che poi ne avrebbero comprate altre. Hoffner Lovgren e Rohland sono sembrati entrambi disposti a farlo.

“Raramente bevo solo una birra”, ha detto Rohland dopo aver preso una bevanda gratis da Carl’s Ol & Spisehus in un sobborgo di Copenaghen.

I consumatori degli altri Paesi sono ora in fila. La Francia è stata l’ultima a consentire l’apertura di bar e ristoranti (martedì) dopo i Paesi Bassi (lunedì). L’Irlanda e il Belgio sono attesi per la fine del mese, con la Gran Bretagna a luglio.

Julian Marsili, Global Brand Director di Carlsberg, ha detto che la campagna continuerà anche in estate.

“Gli spostamenti non saranno massicci, almeno al di fuori della Danimarca, quindi stiamo incoraggiando le persone che vogliono procurarsi fusti di birra ad esplorare ancor di più la Danimarca nei bar dei luoghi turistici”, ha detto.

Gli incentivi hanno aiutato, ma non hanno sanato il deficit. In Gran Bretagna, la British Beer and Pub Association (BBPA) ha detto che i pub avrebbero potuto segnare l’aprile migliore di tutto il decennio, vendendo 745 milioni di pinte in un clima insolitamente caldo e soleggiato per la stagione.

La questione si fa difficile per i birrai, in quanto circa un terzo della birra viene consumata abitualmente nei pub, nei bar o nei caffè. In termini di valore, si può salire al 60-65%, secondo Pierre-Olivier Bergeron, segretario generale dei Brewers of Europe.

Le vendite di birra nei negozi sono aumentate, ma ben al di sotto del tasso di vino e di alcolici e non abbastanza per compensare la perdita del consumo in loco, secondo quanto si evince da dati statunitensi della società di ricerche di marketing Nielsen.

Torneranno i clienti?

Chiaramente, i bar e i ristoranti riaperti non funzioneranno come prima del virus. Si potrà infatti sostare al bar o avere un servizio al tavolo entro un tempo limitato, orari di apertura più brevi e ci saranno misure volte a ridurre al minimo i contatti tra personale e clienti e a favorire il distanziamento.

Emma McClarkin, amministratore delegato di BBPA, ha detto che il distanziamento sociale farà una grande differenza. Due metri, attualmente utilizzati in Gran Bretagna, potrebbero consentire la riapertura di solo un terzo dei 47.000 pub britannici, mentre rispettando la regola di un metro, parametro sicuro secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si consentirebbe al 75% di tornare a lavorare.

Jan Craps, amministratore delegato della Budweiser Brewing Co APAC, ha detto che la filiale asiatica AB InBev ha inviato “kit di benvenuto” che includono disinfettante per mani, guanti, mascherine e linee guida a 50.000 bar e ristoranti in tutta la Cina e 1.000 schermi in plexiglass per aiutare i locali più piccoli nel distanziamento sociale.

Craps ha aggiunto che i kit sono stati prodotti in molti altri paesi, come le Americhe, dove il marchio ha il maggior numero di consumatori.

Uno studio condotto sui consumatori inglesi ha rilevato che il 93% dei frequentatori di pub britannici sarebbe tornato nel proprio locale e più di un terzo intendeva farlo entro una settimana dalla riapertura. La maggioranza si è mostrata favorevole anche a tenere 2 metri di distanza dagli sconosciuti.

Gli affari non riprenderanno come prima. I proprietari di bar e ristoranti belgi si aspettano in media il 45% di clienti in meno a causa delle misure di distanziamento sociale e del timore dei consumatori.

“Non è un ritorno alla normalità… gli esercizi ora riapriranno in condizioni piuttosto particolari”, conclude Bergeron.