Progetto di Santo Stefano-Ventotene, recuperare il carcere per custodire la memoria d’Europa

Foto del Carcere oggetto dell'intervento di valorizzazione dal sito del Commissario straordinario del governo per il recupero e la valorizzazione dell'ex carcere di Santo-Stefano e Ventotene.

Terminati a fine marzo, il 15 aprile sono stati ufficialmente certificati i lavori di messa in sicurezza in somma urgenza dell’ex Carcere Santo Stefano-Ventotene, per scongiurare il rischio di crolli. Si tratta di un passaggio importante in attesa degli interventi di restauro e di messa in sicurezza che partiranno in autunno.

Santo Stefano è un isolotto di appena 27 ettari a un miglio dall’isola di Ventotene. Ospita un penitenziario borbonico del 1795 che giace in stato di abbandono da cinquant’anni. Recuperarlo, ristrutturarlo, farne un luogo capace di custodire la propria memoria storica significa prendersi cura di tutto ciò che rappresenta: non solo un luogo della memoria e del passato, ma lo slancio verso il futuro.
Il carcere di Santo Stefano, infatti, esempio di architettura plasmata sull’idea del panopticon di Jeremy Bentham, ha “ospitato” briganti, “scartati” dalla società, il regicida Gaetano Bresci,  criminali comuni, intellettuali e dissidenti sotto il fascismo, e tra loro il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Proprio la figura di Pertini rappresenta emblematicamente il legame simbolico tra l’isolotto di Santo Stefano e l’isola di Ventotene, dove i confinati antifascisti Spinelli, Rossi e Colorni hanno scritto il loro celebre Manifesto. Il “Presidente partigiano”, infatti, è stato anche a Ventotene insieme a tanti altri prigionieri politici, ha partecipato a quelle discussioni sull’idea di un’Europa “libera ed unita”.

L'attualità del Manifesto di Ventotene

Antonella Braga riflette sull’attualità del Manifesto di Ventotene a 80 anni dalla sua stesura e alla vigilia di un ciclo di incontri di discussione su di esso.

Considerato alternativamente come una svolta teorica nel pensiero europeista e un vademecum di formazione …

Proprio da quell’esperienza matura una consapevolezza che durerà tutta la vita. Nel discorso del Presidente della Repubblica dinanzi all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa il 27 aprile 1983, aveva detto che «L’Europa non è più un mito, un sogno, una stella che brilla e che orienta da lontano e – direi quasi – neanche un ideale, ma una ferrea necessità. Qualcosa che non sta fuori ma dentro di noi. È, se volete, l’ideale necessario dei tempi moderni».
E sembra quasi, a rileggere queste parole, che quella stella si ammiri proprio nel cielo di Ventotene, un luogo della memoria europea. Qui, infatti, ogni anno, l’Istituto Spinelli organizza per decine e decine di ragazzi, italiani ed europei, un seminario federalista, a dimostrazione del fatto che i luoghi della memoria devono essere vissuti soprattutto per pensare e costruire il domani.

In questo quadro il recupero del carcere di Santo Stefano è un tassello molto importante. Nel 2016 il governo Renzi aveva deciso di stanziare 70 milioni per questo recupero e nel 2020 il ministro per la Cultura Dario Franceschini, ha nominato l’ex eurodeputata Silvia Costa  commissario straordinario per il recupero dell’ex carcere. Dopo la messa sicurezza, inizia a prendere forma il progetto: mentre si attende l’esito della gara per l’aggiudicazione dell’intervento di “messa in sicurezza degli edifici», lanciata da Invitalia, e i cui lavori devono iniziare in autunno, il commissaria Costa lavora ad un progetto complessivo più ampio: un «Campus europeo» per la nuova generazione di europei.