Patrimonio culturale, il Giardino Giusti di Verona è uno dei sette siti più a rischio in Europa

Il Giardino Giusti a Verona. [Instagram/Giardino Giusti]

Europa Nostra, che rappresenta la società civile impegnata nella conservazione del patrimonio culturale europeo, ha annunciato insieme al suo partner Istituto della Banca europea degli investimenti l’elenco dei sette monumenti e siti più a rischio in Europa del 2021.

I sette monumenti selezionati rappresentano parte del patrimonio culturale europeo e si trovano in uno stato di conservazione insufficiente, perciò potranno beneficiare ciascuno di una sovvenzione da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) fino a 10.000 euro.

Tra i siti selezionati quest’anno ce n’è anche uno italiano: è il Giardino Giusti a Verona, giardino rinascimentale risalente al 1570 che ha subito numerosi danni nel 2020 a causa di tre diversi temporali che lo hanno colpito.

Gli altri siti sono la ferrovia a cremagliera a vapore di Achersee, in Austria; il complesso cimiteriale di Mirogoj presso Zagabria, Croazia; le cinque isole greche dell’Egeo meridionale Amorgos, Kimolos, Kithira, Sikinos e Tinos; il monastero di Dečani in Kosovo; l’ufficio della Posta Centrale a Skopje, in Macedonia del Nord; la cappella e l’eremo di San Juan de Socueva in Cantabria, Spagna.

L’annuncio dei sette siti è stato effettuato durante una conferenza stampa a cui ha partecipato anche la commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel.

“Il patrimonio culturale dell’Europa è il nostro passato, presente e futuro. Fa parte della nostra identità e riunisce persone provenienti da tutto il continente attorno a valori ed esperienze condivisi. È prezioso e merita la nostra massima attenzione e protezione. Attraverso il programma 7 Most Endangered, sensibilizziamo e apriamo la strada a un futuro sostenibile per i siti selezionati”, ha dichiarato Gabriel.

All’evento è intervenuto anche il vicepresidente esecutivo di Europa Nostra Guy Clausse, che ha sottolineato come l’obiettivo della lista dei sette siti a rischio sia “far risuonare un campanello d’allarme sulle gravi minacce che questi siti stanno affrontando”.

“Attraverso la nostra rete paneuropea mobiliteremo diverse competenze e risorse per aiutare a salvare questi siti del patrimonio, che dovrebbero essere riconosciuti come potenti vettori di sviluppo sostenibile, nonché strumenti vitali per la pace e il dialogo tra le comunità”, ha aggiunto.

Francisco de Paula Coelho, decano dell’Istituto della Banca europea degli investimenti, ha dichiarato: “Gli europei sono orgogliosi del patrimonio culturale che li unisce. Per la Banca europea è naturale contribuire a rafforzare qesto legame attraverso il nostro sostegno e impegno nel programma annuale 7 Most Endangered”.

I siti vengono selezionati basandosi sull’importanza del patrimonio culturale e sulla condizione di pericolo in cui versano, oltre che il potenziale impatto positivo che avrebbero generato nelle loro località e regioni più ampie.