Non solo la Louise Michel: le tante opere di Banksy che parlano dei migranti

L'opera Migrant child di Banksy comparve nel maggio del 2019 a Venezia durante l’inaugurazione della Biennale internazionale d’arte. [Flickr.com]

L’ultima grande opera di Bansky, lo street artist più famoso al mondo e la cui identità è sconosciuta, è sui giornali di tutto il mondo in queste ore: si tratta di un’opera realizzata sulla nave Louise Michel che batte bandiera tedesca e che ha effettuato il primo salvataggio di migranti alla deriva nel Mediterraneo. La nave è verniciata di rosa e raffigura una bambina con un salvagente e un cuore. L’impegno dell’artista va però al di là del disegno, perché Bansky è anche il medesimo finanziatore della nave che opererà per prestare soccorso ai naufraghi.

L’impegno dell’artista sul tema è documentato da molte opere apparse nel corso degli ultimi anni in varie città europee. Era l’estate 2018 quando a Parigi vengono dipinti 7 murales a tema immigrazione, attribuiti allo street Artist. Tra questi quello che probabilmente è più famoso è quello che raffigura una bambina di colore che con una bomboletta riempie di rosa una parete sulla quale era stata disegnata una svastica. Vale però anche la pena ricordare il murales che ricorda il celebre dipinto di Jacques-Louis David “Napoleone che Attraversa le Alpi”. Il cavaliere però non è il grande condottiero della storia francese ma un uomo nascosto da un mantello rosso che lo avvolge completamente, a simboleggiare secondo alcuni la cecità o la miopia della leadership politica e secondo altri un riferimento al cosiddetto “Burka Ban”, il provvedimento del 2010 che proibisce la copertura del viso delle donne in pubblico.

Sempre in Francia, nel 2015, Bansky aveva disegnato un’altra opera su un muro della cosiddetta “Giungla” di Calais, l’enorme baraccopoli dove vivono i migranti che dalla Francia provano ad attraversare la Manica per raggiungere il Regno Unito. Il disegno in questione ha come protagonista Steve Jobs con in mano una sacca e un vecchio computer Apple. Ci si potrebbe chiedere che cosa c’entra in questo caso Steve Jobs con il tema dei migranti ma la risposta è semplice: il padre biologico di Jobs era un rifugiato siriano arrivato a New York negli anni Cinquanta.

Venendo all’Italia, a Venezia, in occasione dell’apertura della Biennale 2019, era apparso a Campo Santa Margherita un murales che raffigura un bambino naufrago migrante con una torcia accesa in mano.

Nel 2015 l’artista aveva trasformato un vecchio sito balneare a Weston-super-Mare in un ironico parco a tema, che ha descritto come un “festival di arte, divertimento e anarchia di base”, che è anche una parodia di Disneyland. Una delle opere d’arte raffigurava alcune barche affollate e piene di migranti; il pubblico poteva manovrare le barche mentre galleggiavano come se fosse un gioco. Il significato in questo caso è molto forte: spesso si decide della vita di queste persone, come se fossero le pedine di un gioco da muovere a piacimento. Un tema ripreso in modo ancora più provocatorio dall’artista italiano Massimo Mion nel suo murales intitolato “European programme for migration” dove è dipinto un bambino che gioca ad una versione moderna di “battaglia navale”.

Un’altra opera che è stata attribuita a Banksy mostra corpi morti galleggianti che formano la bandiera europea: i corpi galleggianti sul blu del mare sono di colore giallo e raffigurano le stelle della bandiera dell’UE, ricordando quel famosissimo murales di Dover, proprio di Bansky, che raffigura un operaio nell’atto di rimuovere una stella dalla bandiera dell’Ue. In quel caso simboleggiava la Brexit.

I temi dei lavori artistici di Bansky sono tanti, ma sono tutti politicamente rilevanti: dal cambiamento climatico, alle diseguaglianze, al consumismo, alla violenza delle forze dell’ordine. Quello della situazione dei migranti, e dell’indifferenza degli europei nei loro confronti, è però un tema ricorrente, anche se probabilmente nessuno dei suoi lavori di questi anni è forte come il fatto di aver dipinto una barca che si sposta nel Mediterraneo cercando vite da salvare.