Dai portici di Bologna al faro di Cordouan in Francia: tutti i nuovi siti europei patrimonio Unesco

La Cappella degli Scrovegni a Padova con gli affreschi di Giotto. [EPA-EFE/NICOLA FOSSELLA]

L’Unesco ha da poco annunciato 33 nuovi luoghi protetti, quelli chiamati solitamente “patrimoni dell’umanità”. La selezione è avvenuta nel corso del 44esimo incontro del comitato del Patrimonio mondiale, riunito a Fuzhou, in Cina, tra il 16 e il 31 luglio. Spiccano due siti paneuropei: quello delle città termali e quello delle antiche foreste di faggio. Per l’Italia l’inserimento di Montecatini tra le Grandi città termali d’Europa, lo splendido “ciclo pittorico” di Padova (che comprende la Cappella degli Scrovegni) e i portici di Bologna.

“The Great Spa Towns of Europe” è una vera e propria candidatura europea che comprende 11 città, situate in sette paesi europei: Baden bei Wien (Austria); Spa (Belgio); Františkovy Lázně (Repubblica Ceca); Karlovy Vary (Repubblica Ceca); Mariánské Lázně (Repubblica Ceca); Vichy (Francia); Bad Ems (Germania); Baden-Baden (Germania); Bad Kissingen (Germania); Montecatini Terme (Italia); e Bath (Regno Unito). Tutte queste città si sono sviluppate intorno a sorgenti naturali di acqua termale e testimoniano la cultura termale europea internazionale che si è sviluppata dall’inizio del XVIII secolo fino agli anni Trenta.

La candidatura paneuropea gemella, però per i patrimoni naturalistici, è quella delle “Antiche e primitive foreste di faggio dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, che include Albania, Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Macedonia del Nord, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina.

Tra i siti europei che si aggiungono alla lista dei patrimoni dell’umanità ci sono poi le Colonies of Benevolence, in Belgio e Olanda, edificate per un esperimento di riforma sociale del XIX secolo: l’idea era quella di creare colonie agricole in luoghi remoti per alleviare la povertà urbana. Fondata nel 1818, Frederiksoord (Paesi Bassi) è la prima di queste colonie e ospita la sede originale della Società di Benevolenza.

In Francia, il faro di Cordouan si erge su un altopiano roccioso poco profondo nell’Oceano Atlantico alla foce dell’estuario della Gironda, le cui forme architettoniche si ispirano a modelli antichi, al manierismo rinascimentale e al linguaggio architettonico specifico della scuola francese di ingegneria École des Ponts et Chaussées. Diventa patrimonio dell’umanità anche la Città di Nizza.

In Germania ottiene il prezioso riconoscimento la Colonia degli artisti di Darmstadt a Mathildenhöhe, fondata nel 1897 da Ernst Ludwig, Granduca di Hesse, come centro per i movimenti di riforma emergenti in architettura, arti e mestieri e poi ampliata con le esposizioni internazionali del 1901, 1904, 1908 e 1914.
Oltre ad essa, diventano patrimonio dell’umanità anche i Siti ShUM di Speyer, Worms e Mainz, nell’Alta Valle del Reno. Il sito comprende la Corte ebraica di Spira, con le strutture della sinagoga e della shul femminile (sinagoga in yiddish), le vestigia archeologiche della yeshiva (scuola religiosa), il cortile e il mikveh sotterraneo (bagno rituale) ancora intatto, che ha mantenuto la sua alta qualità architettonica e costruttiva, oltre al cimitero ebraico di Worms e Magonza.

Per l’Italia, oltre alla già menzionata Montecatini, sono patrimonio dell’umanità anche il “ciclo pittorico” di Padova che include dipinti realizzati tra il 1302 e il 1397 da artisti diversi (il ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni di Giotto, gli affreschi Guariento di Arpo, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona) e 12 tratti dei Portici di Bologna (Strada porticata di santa Caterina, piazza Santo Stefano, portici del Baraccano, strada porticata di Galliera, portici commerciali del Pavaglione e piazza Maggiore, portico devozionale di San Luca, portici accademici di via Zamboni, portici di piazza Cavour e via Farini, portico della Certosa, edificio porticato del quartiere Barca, portici trionfali di Strada Maggiore, edificio porticato del MamBo). Viene inoltre estesa l’area del centro storico di Firenze, includendo l’Abbazia di San Miniato, la Chiesa di San Salvatore al Monte, le Rampe, il Piazzale Michelangelo, il Giardino delle Rose e quello dell’Iris.

Per la Spagna il viale Paseo del Prado, un simbolo iconico della città di Madrid , circondato da edifici prestigiosi e il giardino del Buen Retiro, che ospita anche il Giardino Botanico Reale a terrazze.

In Romania il complesso minerario romano di Roșia Montană che presenta il più significativo, esteso e tecnicamente diversificato complesso minerario d’oro sotterraneo romano ad oggi conosciuto. A partire dal 106 d.C., i romani estrassero circa 500 tonnellate d’oro dal sito sviluppando opere di alta ingegneria.

Tra i lasciti dell’Impero Romano che ottengono il riconoscimento anche il limes tedesco inferiore, che si staglia seguendo la riva sinistra del fiume Reno inferiore per circa 400 km dal massiccio renano in Germania alla costa del Mare del Nord nei Paesi Bassi.

La Slovenia festeggia l’iscrizione nella liste delle opere di Jože Plečnik a Lubiana, tra la prima e la seconda guerra mondiale: un esempio di progettazione urbana centrata sull’uomo che ha successivamente cambiato l’identità della città dopo la dissoluzione dell’impero austro-ungarico, quando si è trasformata da città provinciale in capitale simbolica del popolo sloveno.