Usa e Ue accusano la Russia di bloccare le soluzioni della guerra in Ucraina

Il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, l'alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, il commissario europeo per il vicinato e l'allargamento Oliver Varhelyi fanno una conferenza stampa dopo una riunione del Consiglio di associazione UE-Ucraina a Bruxelles. EPA-EFE/FRANCOIS WALSCHAERTS / POOL

Stati Uniti ed Europa puntano il dito contro Mosca che prosegue con l’invio di armi e truppe per sostenere i separatisti filo-russi. Dove è arrivato l’accordo di associazione ucraino con l’Unione europea. 

Stati Uniti ed Unione europea, nei giorni scorsi (giovedì 11 febbraio), hanno accusato la Russia di bloccare tutte le possibili soluzioni al conflitto dell’Ucraina orientale. L’Ucraina e i suoi alleati occidentali accusano la Russia di inviare truppe e armi per sostenere i separatisti, affermazioni che Mosca nega.

Kiev combatte i separatisti sostenuti dalla Russia nelle regioni di Donetsk e Luhansk nel Donbass dal 2014, dopo l’annessione della penisola di Crimea da parte di Mosca; da allora, più di 13.000 persone sono morte e quasi 1,5 milioni sono state sfollate.

Durante una videoconferenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, convocata da Mosca per celebrare il sesto anniversario dei cosiddetti accordi di Minsk II, concordati nel febbraio 2015 per porre fine alla guerra nella regione del Donbass, sono arrivate le osservazioni sull’atteggiamento russo.

“La Russia deve cessare immediatamente l’aggressività nell’Ucraina orientale e porre fine alla sua occupazione della Crimea”, ha detto il diplomatico statunitense all’Onu Rodney Hunter. “Chiediamo alla Russia di ritirare le sue forze dall’Ucraina, cessare il suo sostegno ai suoi proxy e ad altri gruppi armati, e attuare tutti gli impegni che ha preso con gli accordi di Minsk”.

I membri europei del Consiglio di Sicurezza hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che condanna l’instabilità in corso nelle regioni di Donetsk e Luhansk, cui si è unita la Germania, che insieme alla Francia ha co-promosso gli accordi di Minsk tra Mosca e Kiev.

“Con l’uso della forza, contro l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina, la Russia sta chiaramente violando i principi fondamentali del diritto internazionale”, si legge nella dichiarazione.

“Chiediamo ancora una volta alla Federazione Russa di smettere immediatamente di alimentare il conflitto fornendo sostegno finanziario e militare alle formazioni armate che sostiene, e rimaniamo profondamente preoccupati per la presenza di attrezzature e personale militare russo nelle zone dell’Ucraina non controllate dal governo”.

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L’ambasciatore russo all’Onu, Vassily Nebenzia, ha respinto la condanna occidentale e ha accusato l’Ucraina di non attuare le misure dell’accordo di Minsk, con il sostegno dei “protettori” francesi e tedeschi, accusando Kiev di “totale indifferenza” verso i residenti del Donbass.

Problemi per la missione di monitoraggio Osce

L’omologo tedesco Christoph Heusgen, che ha preso parte ai negoziati di Minsk sotto il governo della cancelliera Angela Merkel, ha detto che l’ambasciatore russo non ha menzionato le carenze di Mosca sulla rimozione delle armi pesanti secondo gli accordi. “Fino ad oggi, le armi pesanti russe non sono state ritirate dalla linea di comando e controllo in violazione degli accordi di Minsk”, ha detto Heusgen.

Senza accesso al confine tra Ucraina e Russia, un’area che è fuori dal controllo di Kiev, la missione di monitoraggio dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), presente nella regione, “non può fare il suo lavoro”, ha detto Heusgen, aggiungendo che “pertanto la Russia può, giorno dopo giorno, spedire soldati e armamenti a Luhansk e Donetsk”.

L’ambasciatore francese all’Onu, Nicolas de Rivière, ha definito le dichiarazioni della Russia contro Francia e Germania “infondate”, mentre Rosemary Di Carlo, Sottosegretario generale per gli affari politici e la costruzione della pace, ha detto che fino a quando non si troverà una soluzione politica sostenibile, la situazione sul terreno rimarrà “fragile”, dicendo che “il rischio di una ricaduta è reale se i negoziati si bloccano”, ha detto.

“Siamo profondamente preoccupati dall’aumento degli incidenti di sicurezza in diversi punti caldi lungo la linea di contatto negli ultimi mesi – ha aggiunto –. Questa tendenza pericolosa deve essere rapidamente invertita”.

Il punto sulle relazioni Ue-Ucraina

L’accordo di associazione tra l’Unione e l’Ucraina è il principale strumento per avvicinare le due parti. Entrato in vigore nel 2017 dopo una lunga e complessa fase di negoziati, è uno strumento decisivo per intensificare le relazioni con il Paese, soprattutto nel contesto della pandemia e delle tensioni con Mosca.

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L’11 febbraio 2021, l’Unione europea e l’Ucraina hanno tenuto la settima riunione del Consiglio di associazione a Bruxelles. La riunione è stata copresieduta da Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e Denys Shmyhal, primo ministro dell’Ucraina.

Il Consiglio di associazione ha riaffermato il costante impegno a rafforzare l’associazione politica e l’integrazione economica dell’Ucraina con l’Unione europea sulla base dell’accordo di associazione e della sua zona di libero scambio globale e approfondita (Dcfta) e ai valori comuni in esso sanciti.

Tra i temi all’ordine del giorno l’emergenza pandemica e la lotta al coronavirus, con l’Ue impegnata ad assicurare anche al di fuori dei propri confini l’accesso ai vaccini. L’Unione ha ribadito la sua disponibilità ad aiutare l’Ucraina ad accedere rapidamente ai vaccini e a sostenere una campagna di vaccinazione attraverso un progetto regionale con l’Organizzazione mondiale della sanità appena avviato.

Ma al centro della discussione anche la questione territoriale, in un clima molto teso tra l’Ue e la Russia. L’Europa ha da subito condannato la violazione della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina da parte delle forze armate russe in Crimea e oggi sostiene la necessità di dare piena attuazione degli accordi di Minsk: in ragione della situazione in Ucraina è stato introdotto un regime di sanzioni economiche contro la Russia che vengono costantemente rinnovate per via dei mancati passi in avanti sul rispetto degli accordi di Minsk.

Per ora permane il cessate il fuoco ma i nodi da sciogliere sono tanti, a cominciare da quello della liberazione di tutti i detenuti legati al conflitto e da quello sul passaggio libero e senza ostacoli da e verso il Mar d’Azov, in conformità con il diritto internazionale.

La situazione è molto delicata anche per un alto aspetto: una delle cose che l’Ue chiede all’Ucraina è di garantire la libertà di espressione e dell’indipendenza e del pluralismo dei media, in un contesto in cui però il paese cerca di difendersi dalla manipolazione delle informazioni e dalle campagne di disinformazione di matrice russa.

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Il riferimento specifico è al fatto che vi sono stati dei veri e propri attacchi contro alcuni attivisti della società civile e  giornalisti e che le indagini a riguardano scontano una preoccupante lentezza.

Oltre alla lotta alla pandemia e alle relazioni con la Russia, sul tavolo anche le decisive questioni economiche. Il Consiglio di associazione ha poi ribadito gli sforzi per rafforzare l’integrazione economica dell’Ucraina e il ravvicinamento normativo con l’Ue in settori come l’economia digitale, l’agevolazione degli scambi, la cooperazione doganale e la giustizia e gli affari interni, nel quadro dell’accordo di associazione. In questo quadro è stata ribadita l’importanza di consultazioni sull’ulteriore revisione della liberalizzazione degli scambi di merci nell’ambito della Dcfta, in linea con l’articolo 29 dell’accordo di associazione.

Sono stati erogati all’Ucraina 1,1 miliardi di euro nel 2020 nel quadro di due programmi di assistenza macrofinanziaria dell’Ue per sostenere la stabilità macroeconomica e finanziaria del paese. La situazione comunque è delicata: il Consiglio di associazione ha ribadito ad esempio l’importanza dell’irreversibilità delle riforme nel settore bancario, in particolare della nazionalizzazione della PrivatBank, sottolineando l’importanza di assicurare alla giustizia i responsabili della frode su vasta scala alla PrivatBank e del recupero dei beni.

Il Consiglio di associazione ha convenuto sull’importanza di proseguire l’attuazione delle riforme nel settore energetico, di pari passo con gli sforzi per affrontare le sfide ambientali, come previsto dall’accordo di associazione e in linea con l’accordo di Parigi. In questo quadro è molto importante la cooperazione in settori industriali specifici, a partire dalla partecipazione dell’Ucraina all’Alleanza europea delle materie prime e all’Alleanza europea delle batterie.