Tensioni tra Africa ed Europa: salta il summit Ue-Ua

Un operaio sistema il cartello di un vecchio vertice Africa-Ue. EPA/António Cotrim

La decisione sarebbe stata presa dal leader dell’Unione africana e presidente del Sudafrica Ramaphosa. Sullo sfondo, dicono a Bruxelles, la “frustrazione” africana circa la scarsa considerazione dell’Europa nell’ambito del partenariato.

Un mistero, ma neanche troppo, avvolge l’annullamento del vertice tra l’Unione europea e l’Unione africana (Ua) che era in agenda per mercoledì 9 dicembre. Da quanto riporta Euractiv pare sia stato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, attualmente al vertice dell’Ua, a voler annullare il mini-summit che doveva tenersi in video conferenza.

Tra gli addetti ai lavori si vocifera che l’annullamento della riunione sia stato il risultato di disaccordi sull’ordine del giorno e sulle caratteristiche dell’incontro; nessun capo di Stato africano, ad esempio, a parte Ramaphosa, ha potuto partecipare al vertice e nemmeno la cancelliera tedesca Angela Merkel per l’Ue.

Secondo un funzionario dell’Unione l’incontro sarebbe stato per l’Ue “un’opportunità per costruire un ulteriore slancio verso il prossimo vertice e discutere il partenariato tra Europa e Africa”, ma la “frustrazione” tra i vertici dell’Unità africana, sulla scarsità di consultazioni nell’agenda europea, è stata tra i motivi della drastica decisione.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel aveva annunciato il mini-vertice ad ottobre, poco dopo che i piani per un summit Ue-Ua, previsto nello stesso mese, erano stati abbandonati a causa della seconda ondata del Covid-19, oltre che per disaccordi sull’agenda.

Negli ultimi mesi, non è mancata la manifestazione delle buone intenzioni dell’Europa spesso espresse dai vertici Ue come l’alto rappresentante Ue Borrell e il commissario Lenarcic, con quest’ultimo fresco di visita ad un campo profughi di cittadini del Tigrè in Sudan. Il documento strategico della Commissione europea, pubblicato a marzo, parla di “costruire un futuro più prospero, più pacifico e più sostenibile per tutti”.

Guerra in Etiopia, la preoccupazione dell'Europa. Il commissario Lenarcic: "Cessare le ostilità"

Il delegato della Commissione europea per la gestione delle crisi, intervenendo da un campo profughi del Sudan, esorta al ripristino delle comunicazioni nel Tigrè bloccate dal governo centrale, invitando le due parti a fermare le violenze. 

Prosegue la crisi umanitaria nel …

Le linee dell’Ue ruotano intorno a cinque proposte di partenariato in materia di energia, investimenti interni, digitalizzazione, pace e migrazione. Da parte africana invece non c’è ancora un documento sulle proprie posizioni circa i temi da inserire nell’agenda del partenariato.

“Ripensare l’approccio” dopo i buoni propositi

“L’Ue deve ripensare il suo approccio al processo di consultazione”, ha affermato ad Euractiv un funzionario coinvolto nei colloqui Ue-Ua, che ha aggiunto: “La cancellazione riflette la necessità di prendere sul serio la parte africana”.

Del resto i propostiti di inizio anno erano buoni e partivano dalla speranza di concordare un ‘partenariato strategico’ Ue-Africa entro la fine del 2020, ma sono stati fatti pochi progressi, anche a causa della pandemia di coronavirus che ha risucchiato i due continenti nella lotta al contenimento del virus Covid-19.

Questioni di fiducia

Le Ong che si occupano di sviluppo nel continente africano sono rimaste deluse dalla cancellazione dell’incontro all’ultimo minuto da parte dell’Unione africana. Secondo Brandon Locke, manager di The One Campaign, la scelta dell’Ua “invia un segnale preoccupante della mancanza di fiducia verso l’impegno dell’Ue a favore di un partenariato più forte”, che secondo il responsabile “deve passare da un rapporto ‘donatore-beneficiario’ ad un’alleanza su un piano di parità”.

Ue-Africa, Borrell e Lenarcic in Etiopia: al lavoro per un partenariato più forte

Terminata la visita (8-9 ottobre) per l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza e il Commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarčič. Il contesto è stato quello del rafforzamento e di un ulteriore slancio …

Secondo Locke l’Europa dovrebbe “riconoscere gli interessi e la visione dell’Africa per il proprio futuro” e “realizzare con impegni concreti il riequilibrio del partenariato economico tra i due continenti” di cui l’Ue avrebbe bisogno.

Post Cotonou e motivi di riflessione

Lo scorso 3 dicembre l’Ue e l’Acp, la comunità che riunisce Africa, Caraibi e Pacifico, hanno firmato un patto di partenariato ventennale che succede all’accordo di Cotonou; ratifica arrivata dopo quasi tre anni di difficili colloqui.

Sebbene il patto includa un nuovo protocollo macro-regionale tra l’Ue e l’Africa subsahariana, oltre ad un testo più severo sulla riammissione e il rimpatrio dei migranti, esso ha lasciato invariate le relazioni commerciali, basandosi inoltre sui controversi accordi di partenariato economico ampiamente criticati per aver perpetuato uno squilibrio nelle relazioni commerciali tra l’Unione europea e i Paesi africani.

Tutti motivi che dovrebbero far riflettere su quanto l’Europa, in condizioni attuali, possa realmente giocare le proprie carte nella ‘corsa all’Africa’, caratterizzata dal fortissimo attivismo cinese e dalle crescenti manifestazioni di interesse della Russia, insieme ad altre potenze regionali, come Israele, che stanno investendo massicciamente negli stati africani più strategici a livello geopolitico.