Summit sui Balcani: Merkel e Macron cercano di normalizzare i rapporti Serbia-Kosovo

Membri e sostenitori del partito "Vetevendosje!" provenienti dal Kosovo si scontrano con la polizia durante una protesta a Tirana, in Albania, contro la visita del presidente serbo Aleksander Vucic nel maggio 2019. EPA-EFE/MALTON DIBRA

La cancelliera Angela Merkel e il presidente Emmanuel Macron ospiteranno venerdì 10 luglio un incontro tra il presidente serbo Aleksandar Vučić e il primo ministro del Kosovo Avdullah Hoti. Sul tavolo l’ipotesi di un accordo sulla normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi balcanici, nei giorni tra l’altro nel venticinquesimo anniversario del massacro di Srebrenica in Bosnia.

Già dal 2014 sono stati avviati i tavoli per rilanciare l’inclusione dei Balcani occidentali nell’Unione europea. La Commissione europea nel febbraio 2018 ha presentato la sua strategia affermando che Serbia e Montenegro potrebbero entrare a far parte dell’Ue nel 2025.

Attualmente tra i Paesi candidati ci sono Serbia, Montenegro, Albania e Macedonia del Nord, oltre alla Turchia, in stand by da decenni però; Kosovo e Bosnia-Erzegovina, invece, sono ancora potenziali candidati. Per poter essere accettati come candidati nell’Ue è necessario rispettare i tre criteri di Copenaghen che comprendono: il criterio politico, incentrato su stabilità della democrazia, Stato di diritto, diritti umani; criterio economico: basato sull’economia di mercato e la capacità di fare fronte alla forza del mercato e della pressione concorrenziale all’interno dell’Ue; infine il criterio sugli obblighi di adozione di tutta la legislazione europea. Una volta soddisfatti questi tre macro requisiti uno Stato può negoziare l’entrata con l’Ue.

La Serbia, pur avendo avviato i negoziati nel 2014, si trova al momento in una situazione complicata. La presidenza di Aleksandar Vučić è oggetto di critiche e proteste di piazza per le accuse di controllo sui mezzi di informazione e alle crescenti tendenze autoritarie. Inoltre, la questione dell’ex provincia del Kosovo – la cui normalizzazione riguarda uno dei 35 capitoli negoziali aperti con l’Ue – è lontana dall’essere risolta. A lungo, nei rapporti tra i due Paesi, hanno avuto un peso notevole i veti incrociati tra Pristina e Belgrado: la Serbia aveva impedito l’adesione del Kosovo alla Nato che per tutta risposta aveva introdotto dazi del 100% sulle merci serbe verso il piccolo paese a maggioranza albanese.

Sul versante kosovaro, invece, il presidente Hashim Thaçi è stato accusato a fine giugno per crimini di guerra dalla Corte speciale sui crimini di guerra in Kosovo perpetrati dall’Uçk (Esercito di liberazione del Kosovo) rispetto del biennio 1998-99, che culminò con l’intervento Nato. Thaçi è stato il protagonista indiscusso dell’indipendenza del Kosovo dalla Serbia, da lui proclamata nel 2008.

I rapporti con l’Ue

Il principale ostacolo rispetto ai negoziati sta nel fatto che Cipro, Grecia, Romania, Slovacchia e Spagna non hanno ancora riconosciuto l’indipendenza del Kosovo. Ma in qualche modo anche la mediazione americana non aiuta.

Thaçi nelle scorse settimane aveva ribadito la sua fiducia nei soli Usa e non nell’Unione europea, che sarebbe colpevole di non aver concesso l’agognata liberalizzazione dei visti (il Kosovo è l’unico pese dei Balcani occidentali i cui cittadini hanno necessità del visto per l’ingresso nell’area Schengen) e concludendo che l’Ue potrà riprendere la sua mediazione solo dopo aver concesso la liberalizzazione.

Proprio l’incriminazione di Thaçi della Corte speciale sui crimini di guerra in Kosovo aveva fatto saltare l’incontro per il dialogo tra i due Paesi balcanici previsto a Washington a fine giugno.

Vediamo se, in attesa che l’Unione possa godere di maggiore integrazione e rafforzamento della Pesco, il duo franco-tedesco riuscirà a smuovere qualcosa verso rapporti più stabili tra due nazioni che faticano a trovare la loro giusta dimensione europea.

Le Capitali – Scontri a Belgrado per l'introduzione del coprifuoco a causa di una seconda ondata COVID-19

Le Capitali vi porta le ultime notizie da tutta Europa, attraverso i reportage sul campo del Network EURACTIV . Potete iscrivervi alla newsletter qui.

Prima di iniziare a leggere l’edizione odierna de Le Capitali, date un’occhiata all’articolo: L’UE, la …